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Marco Carrel, consigliere regionale, definisce la mossa legale della Regione Valle d'Aosta contro una propria legge un grave attacco all'Autonomia. La questione riguarda l'elezione del presidente Testolin e potrebbe arrivare alla Corte Costituzionale.

Critiche alla mossa legale regionale

Il consigliere regionale Marco Carrel ha espresso forte disappunto. Ha definito la strategia legale della Regione un vero e proprio attacco all'Autonomia. Non si tratterebbe di una mera correzione tecnica. La questione tocca la credibilità dell'autonomia valdostana.

Carrel scrive queste considerazioni sul suo blog personale. La Regione si costituirà parte civile nell'udienza del 22 aprile. L'udienza riguarda il ricorso di Avs contro l'elezione del presidente Testolin.

Un vulnus alle prerogative autonomistiche

La decisione di ipotizzare un ricorso alla Corte Costituzionale è stata presa su mandato del Presidente Testolin e della Giunta Regionale. Carrel la considera un fatto di estrema gravità. Rappresenta un vero e proprio vulnus alla difesa delle prerogative autonomistiche della Valle d'Aosta.

Si giunge al paradosso. Una Regione Autonoma mette in discussione una propria legge. La materia in questione è di competenza primaria regionale. Questo indebolisce la Regione stessa. Si usa l'autonomia contro l'autonomia stessa.

Una legge frutto di visione istituzionale

Nel 2007, il Consiglio regionale fece una scelta politica precisa. Non si introdusse l'elezione diretta del Presidente. Si costruì un sistema basato sull'equilibrio consiliare. Furono previsti limiti al potere esecutivo, inclusi quelli sui mandati.

Quella legge non è un dettaglio tecnico. È il frutto di una visione istituzionale chiara. Carrel ricorda che quella legge fu sostenuta dallo stesso Movimento di cui fa parte l'attuale Presidente.

Rovesciamento di impostazione politica

Oggi si assiste a un completo rovesciamento di quella impostazione. Mettere in discussione quella legge è grave. Farlo ipotizzando un passaggio davanti alla Corte Costituzionale è ancora peggio. Significa negare una scelta politica consapevole.

Si svuota di significato l'autonomia legislativa regionale. Si trasforma una regola in un ostacolo da aggirare. Questo è ancora più destabilizzante. Avviene proprio quando la norma tocca direttamente gli interessi di un eletto.

Carrel conclude con forza: non è una correzione tecnica, è una rottura politica. La fonte di queste dichiarazioni è il blog del consigliere regionale Marco Carrel.