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Un uomo di 39 anni residente in Valle è stato condannato a cinque anni di carcere per violenza sessuale dopo un appello bis a Torino. I fatti risalgono al 2021 e l'uomo si è sempre dichiarato innocente.

Condanna per violenza sessuale in appello

La Corte d’Appello di Torino ha emesso una condanna a cinque anni di reclusione nei confronti di un uomo di 39 anni. L'imputato risiede nella Valle d'Aosta. La sentenza riguarda un caso di violenza sessuale. L'udienza si è svolta venerdì scorso. Questo processo è stato definito un “appello bis”.

La Corte di Cassazione aveva precedentemente annullato una sentenza di secondo grado. Ciò è avvenuto a seguito di un ricorso presentato. La vicenda giudiziaria ha quindi richiesto un nuovo esame. La decisione finale è attesa dopo ulteriori possibili ricorsi.

I fatti contestati nell'agosto 2021

I fatti contestati risalgono all'agosto del 2021. L'uomo avrebbe avvicinato una sua conoscente per strada. Il pretesto utilizzato sarebbe stato la necessità di effettuare una telefonata. L'incontro è avvenuto in un comune della bassa Valle. La donna, all'epoca quarantenne, è stata poi condotta nell'abitazione dell'uomo.

Una volta all'interno dell'abitazione, l'uomo avrebbe abusato sessualmente della donna. Questa è l'accusa principale mossa nei suoi confronti. La denuncia alle forze dell'ordine è stata presentata dalla vittima. L'uomo ha sempre respinto le accuse. Si è dichiarato innocente fin dall'inizio del procedimento.

Percorso giudiziario: dall'assoluzione alla condanna

Il processo di primo grado si è tenuto presso il Tribunale di Aosta. Nel 2023, l'imputato era stato assolto. La motivazione del tribunale fu «perché il fatto non sussiste». Questa decisione non ha convinto la Procura della Repubblica. La Procura ha presentato ricorso contro l'assoluzione. Le indagini dei Carabinieri, coordinate dal pm Manlio D’Ambrosi, erano considerate probanti.

Si è quindi arrivati al primo processo in Corte d’Appello a Torino. Qui, la decisione è stata ribaltata. La persona a giudizio è stata condannata a sei anni di reclusione. Questa sentenza è stata successivamente impugnata. Il ricorso è arrivato fino alla Cassazione.

L'appello bis e la nuova sentenza

La Cassazione ha annullato la sentenza precedente. Ha disposto il rinvio degli atti a una nuova sezione della Corte torinese. Questo ha portato all'“appello bis”. Durante questa nuova udienza, sono state ascoltate la persona offesa e un'altra testimone. Quest'ultima era la figlia della vittima, presente in casa al momento dei fatti.

La conclusione di questo secondo appello, avvenuta venerdì scorso, ha portato a una nuova condanna. L'imputato è stato nuovamente giudicato colpevole. La pena inflitta è di cinque anni di reclusione. La sentenza non è ancora definitiva. È infatti possibile presentare un ulteriore ricorso in Cassazione.

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