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Il Consiglio Valle ha esaminato un'importante manovra finanziaria da 273 milioni di euro, destinata principalmente agli investimenti. Il dibattito ha visto contrapporsi maggioranza e opposizione su visione strategica e gestione delle risorse.

Discussione generale sulla manovra finanziaria

L'assemblea legislativa della Valle d'Aosta ha dedicato un'ampia sessione alla discussione generale del disegno di legge di assestamento al bilancio di previsione per l'anno 2026. La proposta finanziaria mette a disposizione la somma di 273 milioni di euro. Questi fondi sono prioritariamente indirizzati verso progetti di investimento.

La maggior parte delle risorse, precisamente 268 milioni di euro, proviene dall'avanzo di amministrazione registrato nel corso del 2025. Ulteriori 5 milioni di euro sono invece il risultato dell'accordo di finanza pubblica stipulato tra lo Stato e la Regione.

Il provvedimento è stato oggetto di diverse proposte di modifica. Sono stati presentati in aula un emendamento proposto dal gruppo PD-FP. A questo si aggiungono 25 ordini del giorno. Questi ultimi sono suddivisi tra i vari gruppi politici presenti: 2 dal gruppo AdC, 2 presentati congiuntamente da Renaissance e AdC, 6 da FdI, 2 da Lega VdA, 5 congiunti tra Lega VdA e Renaissance, 4 da PD-FP e infine 4 da AVS.

Critiche e proposte dall'opposizione

Durante il dibattito, diverse voci dall'opposizione hanno espresso perplessità sulla manovra. Fulvio Centoz, esponente del PD-Federalisti Progressisti VdA, ha lamentato una presunta «assenza di una strategia». Secondo Centoz, l'amministrazione si starebbe limitando a gestire la cassa, senza però guidare lo sviluppo regionale. Ha definito questa gestione una smentita della promessa di discontinuità avanzata dalla maggioranza.

Questa critica è stata condivisa da Massimo Lattanzi di Fratelli d'Italia. Lattanzi ha definito la manovra un «puro atto di amministrazione pubblica, non di visione politica». L'esponente di opposizione ha inoltre manifestato preoccupazione per l'«instabilità» percepita e per l'«opacità» della maggioranza di governo.

Marco Carrel, rappresentante degli Autonomisti di Centro, ha descritto l'assestamento come privo di visione e programmazione. Ha paragonato la manovra a «una coperta dorata» che nasconde i problemi attuali, senza risolverli. Per Eugenio Torrione di Avs, nonostante le promesse, la manovra ripropone l'impianto e il metodo delle programmazioni precedenti. Torrione ha sottolineato la mancanza di visione futura e di innovazione.

Eleonora Baccini, intervenendo per La Renaissance Valdôtaine, ha criticato la «visione politica della maggioranza». Secondo Baccini, questa fatica ad emergere non per carenza di risorse, ma per la scarsa chiarezza dei criteri politici adottati.

La prospettiva della maggioranza

La maggioranza ha difeso la manovra finanziaria, evidenziandone i punti di forza. Loredana Petey dell'Union Valdôtaine ha sottolineato come la centralità dei Comuni e il sostegno diretto alle comunità locali siano l'elemento distintivo di questo assestamento. Ha definito questi aspetti l'anima e il tratto qualificante del provvedimento.

Marco Viérin del Centro Autonomista ha spiegato che la manovra ha iniziato a concretizzare le azioni previste dal programma di legislatura. Ha evidenziato un aumento di 59 milioni di euro destinati agli enti locali. La distribuzione di questi fondi avverrebbe secondo criteri stabiliti dal Cpel, non a discrezione della giunta.

Pierluigi Marquis ha aggiunto che i 273 milioni di euro del provvedimento servono ad alimentare ulteriormente il ciclo degli investimenti regionali. Ha affermato che le risorse sono impiegate in coerenza con i documenti di programmazione e l'accordo di maggioranza. Marquis ha rimarcato l'importanza di questa disponibilità finanziaria, che dimostra la capacità economica della Regione.

Nel corso del dibattito sono intervenuti anche gli assessori Mauro Baccega, Carlo Marzi, Erik Lavevaz, Davide Sapinet e Luigi Bertschy, contribuendo alla discussione con le prospettive dei rispettivi dicasteri.