La Corte dei Conti della Valle d'Aosta ha citato in giudizio 25 persone per un presunto danno erariale di oltre 1,4 milioni di euro. L'accusa riguarda il mancato adeguamento delle tariffe per l'attività sanitaria intramuraria, che ha generato un disavanzo coperto con fondi pubblici.
Mancato adeguamento tariffe sanitarie
La Procura della Corte dei Conti in Valle d'Aosta ha avviato un procedimento giudiziario. Sono coinvolti 25 dipendenti ed ex dipendenti dell'azienda sanitaria locale. L'accusa principale riguarda un presunto danno erariale. La cifra contestata supera 1,4 milioni di euro. I magistrati contabili hanno rilevato un problema specifico. Si tratta del mancato adeguamento delle tariffe. Queste tariffe si riferiscono all'attività libero professionale svolta all'interno delle strutture sanitarie (intramuraria).
Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno messo in luce delle irregolarità. Per gli anni 2019, 2020 e 2021, si è registrato un disavanzo. Questo deficit è emerso nella contabilità separata dedicata a tale attività. L'ammontare del disavanzo è di 1.413.199,31 euro. La normativa vigente imponeva il divieto di creare deficit in questo settore. L'obbligo legislativo è stato quindi disatteso.
Coinvolti ex dirigenti e politici
Tra le persone citate a giudizio figurano nomi di rilievo. Vi è Massimo Uberti, ex direttore generale dell'USL. Anche Roberto Barmasse è coinvolto. Egli ha ricoperto il ruolo di assessore regionale alla Sanità. Barmasse era anche componente del nucleo di monitoraggio dell'Attività Libero Professionale Intramuraria (Alpi) per gli anni 2019 e 2020. Un altro nome è quello di Marco Ottonello, ex direttore amministrativo dell'USL.
È stato citato anche Flavio Peinetti. Ex consigliere regionale, ha fatto parte del nucleo di monitoraggio Alpi per gli anni 2019, 2020 e 2021. Presente anche Angelo Pescarmona. Ex commissario e direttore generale dell'USL, è anch'egli chiamato a rispondere. Infine, sono coinvolti Manuel Amedeo Mancini e Monia Carlin. Anche loro hanno fatto parte del nucleo di monitoraggio.
Irregolarità contabili e trasparenza
Le indagini hanno rivelato ulteriori criticità. La Guardia di Finanza ha evidenziato la mancata previsione dei costi relativi all'attività intramuraria. Questi costi, secondo gli investigatori, apparivano solo nei bilanci consuntivi. Tale pratica viola i principi fondamentali di trasparenza e veridicità contabile. Il procuratore regionale Quirino Lorelli ha commentato la situazione. Ha sottolineato che le perdite registrate dall'attività intramuraria sono avvenute in contrasto con la normativa. Il disavanzo, infatti, veniva regolarmente coperto utilizzando risorse pubbliche.
Il processo si svolgerà davanti ai giudici della Corte dei Conti. La data fissata per l'udienza è il 23 settembre. Le accuse vertono sulla gestione finanziaria dell'attività libero professionale intramuraria. La mancata applicazione di tariffe adeguate ha generato un buco finanziario. Questo deficit ha comportato un impatto negativo sulle casse pubbliche. La vicenda solleva interrogativi sulla gestione e sul controllo delle attività sanitarie in Valle d'Aosta.