Cronaca

Chatillon: processo a ex sindaco per smaltimento inerti

17 marzo 2026, 10:48 6 min di lettura
Chatillon: processo a ex sindaco per smaltimento inerti Immagine generata con AI Aosta
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Il tribunale di Aosta ha avviato il procedimento giudiziario nei confronti dell'ex primo cittadino di Chatillon, Camillo Dujany, accusato di aver gestito in modo irregolare circa 500 metri cubi di materiali di scavo. L'udienza è stata rinviata per l'audizione di periti tecnici.

Iniziato processo per smaltimento illecito di inerti

La giustizia ha preso il suo corso contro l'ex sindaco di Chatillon, Camillo Dujany. Il processo è iniziato presso il tribunale di Aosta, affrontando accuse relative allo smaltimento non autorizzato di considerevoli quantità di inerti. Si parla di circa 500 metri cubi di terra e rocce da scavo. L'episodio risale a un periodo in cui Dujany era coinvolto nella ristrutturazione di un immobile. La sua posizione è quella di direttore dei lavori e committente dell'opera. La vicenda ha preso avvio con la presentazione di una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività). Questa segnalazione era relativa a una bonifica agraria del sito interessato. Tuttavia, secondo le indagini, il trasporto dei materiali di scavo non avrebbe seguito le procedure legali previste. La gestione di tali rifiuti richiede specifiche autorizzazioni. L'accusa sostiene che tali permessi non siano stati ottenuti. Questo ha portato all'avvio del procedimento penale. La data odierna segna l'inizio formale delle udienze. L'attenzione è ora focalizzata sulla raccolta delle prove e sull'esame dei testimoni.

Coinvolti anche ingegnere e imprenditore nel processo

Non è solo l'ex sindaco Camillo Dujany a comparire davanti ai giudici. Il procedimento coinvolge altre due figure chiave. Vi è infatti imputato anche il collega di studio di Dujany, l'ingegnere Michel Grosjacques. A difenderlo in aula è l'avvocato Oliviero Guichardaz. L'imprenditore Alex Fabiano completa il trio degli imputati. La sua difesa è affidata all'avvocato Massimiliano Sciulli. La presenza di questi soggetti suggerisce una presunta responsabilità condivisa o una partecipazione a vario titolo nell'operazione di smaltimento. L'ingegnere Grosjacques potrebbe aver avuto un ruolo tecnico nella gestione del cantiere o nella documentazione relativa ai lavori. L'imprenditore Fabiano, invece, potrebbe essere stato direttamente coinvolto nelle operazioni di trasporto o smaltimento dei materiali. La procura mira a ricostruire l'intera catena di responsabilità. L'obiettivo è accertare chi ha materialmente gestito e autorizzato, o meno, il movimento degli inerti. La presenza di legali esperti per ciascun imputato sottolinea la complessità della vicenda. Ogni parte cercherà di dimostrare la propria estraneità o la corretta applicazione delle normative vigenti. La strategia difensiva sarà cruciale per l'esito del processo.

Udienza aggiornata al 9 giugno per audizione periti

La prima udienza del processo, tenutasi questa mattina in tribunale ad Aosta, ha visto l'ascolto dei primi testimoni. Dopo queste prime deposizioni, il giudice ha stabilito di aggiornare il procedimento. La prossima udienza è fissata per il giorno 9 giugno. In quella data, il tribunale ascolterà i periti. Saranno sentiti sia i consulenti nominati dall'accusa sia quelli designati dalle difese. Questo passaggio è fondamentale per acquisire elementi tecnici indispensabili alla valutazione dei fatti. I periti avranno il compito di analizzare la natura dei materiali smaltiti. Dovranno inoltre valutare la conformità delle procedure seguite rispetto alle normative ambientali. La loro relazione potrà chiarire aspetti cruciali come la pericolosità degli inerti. Potranno anche determinare l'effettivo impatto ambientale dell'operazione. L'analisi dei volumi e delle modalità di trasporto sarà anch'essa oggetto di perizia. L'esito di queste consulenze tecniche influenzerà pesantemente le argomentazioni delle parti. Potrebbe fornire elementi decisivi per l'assoluzione o la condanna degli imputati. L'attesa è ora concentrata su questi accertamenti scientifici. La data del 9 giugno rappresenta un momento cruciale per l'evoluzione del caso giudiziario.

Contesto normativo e possibili implicazioni

La vicenda dello smaltimento di inerti a Chatillon si inserisce in un quadro normativo complesso. La gestione dei rifiuti, inclusi terra e rocce da scavo, è regolamentata da leggi ambientali stringenti. Queste normative mirano a prevenire l'inquinamento del suolo e delle acque. Impongono procedure rigorose per il trasporto, il trattamento e lo smaltimento. La presentazione di una Scia per bonifica agraria suggerisce un tentativo di inquadrare l'operazione in un contesto di recupero ambientale. Tuttavia, l'accusa sostiene che i materiali di scavo non rientrassero tra quelli ammessi per tale procedura. Il superamento di determinate soglie o la natura specifica dei materiali potrebbero richiedere autorizzazioni distinte. Il Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006) definisce le categorie di rifiuti e le relative modalità di gestione. La mancata osservanza di queste disposizioni può comportare sanzioni penali. Queste possono variare da ammende significative alla reclusione, a seconda della gravità del reato. Le implicazioni per gli imputati potrebbero essere serie. Oltre alle eventuali pene detentive, potrebbero essere condannati al risarcimento dei danni ambientali. Potrebbero anche subire interdizioni dai pubblici uffici o dalle attività professionali. La sentenza dipenderà dall'interpretazione dei fatti e dall'applicazione delle norme. La giurisprudenza in materia di smaltimento illecito di rifiuti è in continua evoluzione. Ogni caso viene valutato singolarmente. L'attenzione mediatica su vicende simili è alta. Questo sottolinea l'importanza della corretta gestione dei rifiuti per la tutela dell'ambiente. La trasparenza e il rispetto delle procedure sono fondamentali per evitare conseguenze legali.

La posizione dell'ex sindaco e le difese

Camillo Dujany, ex primo cittadino di Chatillon, si trova al centro di un procedimento giudiziario che potrebbe avere ripercussioni significative sulla sua carriera e reputazione. La sua doppia veste di ex sindaco e direttore dei lavori/committente lo pone in una posizione di particolare rilievo. La difesa, guidata dall'avvocato Adriano Consol, dovrà dimostrare la sua buona fede o l'assenza di dolo. Potrebbe sostenere che Dujany abbia agito sulla base di indicazioni tecniche errate o di una interpretazione non colpevole delle normative. La strategia difensiva potrebbe puntare a scindere la sua responsabilità da quella di altri soggetti coinvolti. L'ingegnere Michel Grosjacques, difeso da Oliviero Guichardaz, avrà probabilmente il compito di chiarire gli aspetti tecnici e progettuali. La sua difesa potrebbe concentrarsi sulla correttezza delle procedure da lui seguite. Potrebbe anche sostenere che le decisioni finali non fossero di sua esclusiva competenza. L'imprenditore Alex Fabiano, assistito da Massimiliano Sciulli, dovrà verosimilmente dimostrare di aver operato nel rispetto delle direttive ricevute. La sua difesa potrebbe focalizzarsi sull'esecuzione materiale dei lavori. Potrebbe argomentare di non aver avuto piena contezza delle autorizzazioni necessarie. La complessità del caso risiede nell'intreccio di responsabilità. Ogni imputato cercherà di minimizzare il proprio coinvolgimento. Le difese dovranno lavorare in sinergia, pur tutelando gli interessi individuali. L'obiettivo comune è ottenere un verdetto favorevole o, quantomeno, una pena mite. L'esito del processo dipenderà dalla capacità degli avvocati di presentare un quadro probatorio convincente. Dovranno anche saper controbattere alle argomentazioni dell'accusa. La corte valuterà attentamente tutte le testimonianze e le prove documentali.

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