L'ospedale Parini di Aosta potenzia la radioterapia oncologica con un investimento di 9 milioni di euro. Una nuova tecnologia all'avanguardia promette cure più precise e personalizzate, migliorando l'efficacia dei trattamenti e riducendo gli effetti collaterali.
Nuova tecnologia per la radioterapia oncologica
L'ospedale regionale Umberto Parini di Aosta si doterà di una delle tecnologie più avanzate a livello mondiale per la radioterapia oncologica. L'investimento complessivo ammonta a circa 9 milioni di euro. Questa iniziativa mira a migliorare significativamente le cure per i pazienti oncologici.
Il nuovo sistema, denominato Radixact© con tecnologia Synchrony©, entrerà in funzione entro la fine del 2026. Sostituirà l'attuale apparecchiatura di tomoterapia elicoidale. La sua caratteristica principale è la capacità di seguire in tempo reale i movimenti del tumore durante la respirazione del paziente.
Questo adattamento automatico del fascio di radiazioni garantisce una precisione millimetrica. L'obiettivo è massimizzare l'efficacia del trattamento. Allo stesso tempo, si mira a minimizzare l'esposizione dei tessuti sani circostanti.
Adeguamento e continuità delle cure
L'intervento di installazione e adeguamento richiederà circa sei mesi. I lavori includono lo smantellamento dell'apparecchiatura esistente. Saranno necessari anche interventi di adeguamento dei locali e le procedure di collaudo del nuovo sistema.
La fase di lavori è iniziata lo scorso 15 giugno. Durante questo periodo, i pazienti che necessitano di radioterapia vengono assistiti presso l'Ospedale di Ivrea. Questo è possibile grazie a una specifica convenzione stipulata tra le due strutture sanitarie.
L'Azienda Sanitaria Locale (Usl) della Valle d'Aosta si fa carico del rimborso delle spese di viaggio per i pazienti. È stato inoltre attivato un servizio di trasporto dedicato, con navetta, per coloro che non dispongono di mezzi propri. Questo garantisce l'accesso alle cure anche durante la fase di transizione.
Un centro di eccellenza per la radioterapia
Ogni anno, il reparto di Radioterapia oncologica del Parini assiste circa 500 pazienti. Un dato significativo emerge dalla provenienza dei pazienti: il 38% proviene da fuori Valle. Questo dato sottolinea l'attrattività e la reputazione del centro aostano.
Il direttore della struttura, Fernando Munoz, ha definito questo aggiornamento un «passaggio storico per la radioterapia valdostana». Ha aggiunto che la nuova apparecchiatura permetterà di trattare lesioni complesse con maggiore precisione. Ciò si tradurrà in una riduzione dell'esposizione dei tessuti sani e un aumento delle possibilità di guarigione.
Il direttore sanitario dell'Usl, Mauro Occhi, ha evidenziato come l'investimento risponda a una strategia su due fronti. Da un lato, offrire ai cittadini le migliori opportunità terapeutiche, limitando la mobilità sanitaria. Dall'altro, rendere il servizio più attrattivo per i professionisti, in particolare per i più giovani.
L'assessore regionale alla Sanità, Carlo Marzi, ha confermato la volontà di garantire cure sempre più innovative e personalizzate sul territorio. Ha inoltre ribadito che la continuità delle cure è assicurata durante i lavori, grazie alla collaborazione con l'ospedale di Ivrea.