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Le riprese del film drammatico post-apocalittico 'L'eterna luce del giorno', con Claudio Amendola, si sono concluse tra Sabaudia e Anguillara. La pellicola, ispirata a una storia vera, racconta la vicenda di una bambina immune a una pandemia.

Concluse le riprese del dramma post-apocalittico

Si sono appena concluse le riprese del film 'L'eterna luce del giorno'. La pellicola è un dramma di genere post-apocalittico. Le location scelte per le riprese sono state Sabaudia e Anguillara. Il regista è Lorenzo Giovenga, noto anche come Daitona. Nel cast figura l'attore Claudio Amendola. Completano il gruppo di attori Anna Mangiocavallo, Dagmara Brodziak, Edmond Budina e Viktorie Ignoto.

Il film trae ispirazione da una storia realmente accaduta. La sceneggiatura è frutto della collaborazione tra il regista Giovenga e Giuliano Giacomelli. Heidrun Schleef ha svolto il ruolo di script editor. La pellicola è una co-produzione internazionale. Coinvolge Italia, Albania e Polonia. Per l'Italia, la produzione è curata da Pier Francesco Aiello per Pfa Films. Altri produttori italiani sono Lorenzo Lazzarini, Lorenzo Giovenga e Valentina Signorelli per Daitona. La produzione albanese è gestita da Ab Film. La Wonder Woman Production si occupa della parte polacca.

Un film supportato da fondi pubblici

Il progetto cinematografico ha ricevuto un importante sostegno economico. Ha ottenuto un contributo dal MIC, Direzione Generale Cinema e Audiovisivo. Questo finanziamento rientra nel bando dedicato alle opere di autori under 35. Inoltre, il film beneficia del fondo Lazio Cinema International. Questo supporto evidenzia l'interesse per le nuove leve del cinema italiano.

Sul versante tecnico, la direzione della fotografia è stata affidata a Marina Kissopoulos. La scenografia porta la firma di Silvia Struglia. I costumi sono stati curati da Andrea Sorrentino. Le musiche originali sono state composte da Bartosz Chajdecki. Il montaggio finale sarà invece opera di Emma Viali. Questi professionisti hanno contribuito a creare l'atmosfera del film.

La trama: una bambina in un mondo distrutto

La trama de 'L'eterna luce del giorno' ruota attorno alla figura di Luce. È una bambina di 8 anni, interpretata da Anna Mangiocavallo. Luce soffre di SCID, una rarissima malattia immunitaria. La sua condizione la rende estremamente vulnerabile. Un semplice raffreddore potrebbe esserle fatale. Per questo motivo, è costretta a vivere confinata in una camera di vetro sterile.

Il padre, Renato, interpretato da Claudio Amendola, si prende cura di lei. È un genitore amorevole, disposto a tutto per garantire la crescita della figlia. La loro storia si svolge in un contesto drammatico. Il mondo conosciuto è giunto al termine. Un misterioso evento ha decimato la popolazione mondiale poco dopo la nascita di Luce. Lei è tra i pochi sopravvissuti.

I due conducono un'esistenza essenziale. Si nutrono di cibo in scatola e di anguille pescate in uno stagno vicino. Vivono in un vecchio casale isolato nell'Agro Pontino. Luce non ha mai visto il mondo esterno. L'apocalisse le impedisce di conoscerlo. Le sue uniche informazioni provengono dai racconti del padre. Renato è tormentato dal ricordo della moglie scomparsa, Helena, interpretata da Dagmara Brodziak.

La loro fragile routine viene interrotta da un messaggio inaspettato. Un biglietto appare sulla loro porta con una minaccia: «Finisce qui, non siete più al sicuro». Questo evento segna l'inizio di una nuova fase nella loro lotta per la sopravvivenza.

Le riprese si sono svolte tra le province di Latina e Roma. La produzione ha beneficiato del supporto delle istituzioni locali. Il film promette di essere un'opera intensa e toccante. Affronta temi come la resilienza, l'amore paterno e la speranza in un futuro incerto.

Le location scelte, Sabaudia e Anguillara, offrono scenari suggestivi. Contribuiscono a creare l'atmosfera desolata ma affascinante del mondo post-apocalittico. La scelta di ispirarsi a una storia vera aggiunge un ulteriore livello di profondità emotiva.

Il film esplora le conseguenze di un evento catastrofico. Si concentra sulle dinamiche familiari in condizioni estreme. La figura di Luce, protetta ma isolata, simboleggia la fragilità della vita. Il padre rappresenta la forza e il sacrificio genitoriale.

La collaborazione tra diverse case di produzione europee sottolinea la portata internazionale del progetto. Il sostegno del MIC e del fondo Lazio Cinema International conferma la qualità e il potenziale artistico dell'opera. Il film si preannuncia come un'importante aggiunta al panorama del cinema drammatico e di genere.

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