I pronto soccorso delle province di Bari e Bat affrontano gravi criticità legate alla carenza di posti letto e personale. La Regione Puglia sta elaborando un piano di riorganizzazione per migliorare l'efficienza del sistema sanitario.
Criticità nei pronto soccorso pugliesi
Le strutture di emergenza-urgenza nelle aree di Bari e Bat sono sotto pressione. I sindacati denunciano da tempo il sovraffollamento cronico. La carenza di posti letto nei reparti genera un effetto a catena. I pazienti restano a lungo nei pronto soccorso. A volte, le attese si protraggono per giorni. Alcuni assistiti rimangono persino in barella. Questa situazione è stata al centro di una recente seduta della commissione regionale Sanità. L'incontro è stato presieduto dal consigliere Felice Spaccavento. La richiesta di audizione è giunta dalla Fp Cisl Bari Bat. Il segretario Giovanni Stellacci ha rappresentato le istanze sindacali. Era presente anche Massimo Mincuzzi della Fials.
I rappresentanti sindacali hanno evidenziato l'insufficienza dei posti letto disponibili. Questo problema costringe i pazienti a permanenze prolungate. Le attese in pronto soccorso sono diventate una criticità costante. La situazione si aggrava a causa della carenza di personale medico e infermieristico. Le condizioni di lavoro difficili rendono questi reparti poco attrattivi. Il personale esistente è sottoposto a un carico di lavoro eccessivo. Gli spostamenti per le consulenze sottraevano tempo prezioso all'assistenza diretta. I sindacati propongono una soluzione alternativa. Vorrebbero che fossero gli specialisti a recarsi nei pronto soccorso. Questo eviterebbe ulteriori perdite di tempo per i pazienti.
Proposte per migliorare la gestione dei pazienti
Le lunghe attese e le condizioni di assistenza inadeguate aumentano il rischio di aggressioni. Questo è un altro problema che colpisce il personale sanitario. Gli operatori in prima linea sono particolarmente esposti. Il direttore sanitario del Policlinico di Bari, Danny Sivo, ha partecipato all'audizione. Ha sottolineato che le criticità non possono essere risolte solo all'interno del pronto soccorso. I problemi riguardano l'accesso del paziente. Coinvolgono anche la gestione del suo percorso assistenziale. L'uscita dal pronto soccorso dipende dalla disponibilità di posti letto. Anche le strutture intermedie giocano un ruolo cruciale. Un efficace 'bed managing' è fondamentale. Una gestione attenta dei posti letto può ridurre significativamente le attese. Il direttore sanitario ha spiegato i risultati ottenuti. Negli ultimi sei mesi, le attese sono diminuite del 30%. Questo è stato possibile grazie a una maggiore disponibilità di posti letto per le emergenze. Si è data priorità alle situazioni urgenti rispetto ai ricoveri programmati. Sivo ha suggerito di considerare un sistema di 'bed management' di area vasta. Tale sistema fornirebbe in tempo reale la disponibilità dei posti letto. Potrebbe coprire diversi reparti e ospedali dell'area. Questo migliorerebbe la fluidità del sistema.
Riguardo al problema delle aggressioni, il direttore sanitario ha fornito dati incoraggianti. I casi nel pronto soccorso del Policlinico sono diminuiti del 40% nell'ultimo anno. Questo risultato è attribuito all'introduzione di figure professionali specifiche. L'infermiere di processo si occupa completamente del paziente. Sono stati implementati anche canali di comunicazione più efficaci. Questi permettono un dialogo costante con i familiari. La comunicazione trasparente può contribuire a ridurre le tensioni. Il personale si sente più supportato. I familiari sono più informati sulla situazione.
Il piano della Regione Puglia
L'assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia, ha partecipato all'audizione. Ha illustrato il lavoro svolto per affrontare la crisi dei pronto soccorso pugliesi. Ha annunciato l'arrivo di una delibera di giunta. Questo provvedimento conterrà le prime misure operative. Sarà il risultato di un confronto con direttori generali, commissari e primari. L'obiettivo principale è ridurre le attese nei pronto soccorso. Si punta a velocizzare le consulenze specialistiche. I reparti saranno maggiormente responsabilizzati sulle dimissioni. Questo eviterà passaggi non necessari in pronto soccorso. Pazienti già diagnosticati non dovranno più tornare in emergenza. La priorità è la riorganizzazione della rete dell'emergenza-urgenza. Si interverrà anche sulle strutture sanitarie. Pentassuglia ha riferito di aver dato mandato ai direttori generali e ai commissari delle dieci aziende sanitarie. Lavoreranno per attuare questa riorganizzazione.
L'assessore ha chiarito un punto fondamentale. Non ci sarà alcuna riduzione dei posti letto per acuti. Questo è legato al piano di rientro economico. Tuttavia, è necessario un lavoro di qualificazione della spesa. La revisione dei processi interni è indispensabile. I posti letto dovranno essere ridefiniti. La loro assegnazione si baserà sull'effettiva occupabilità. Questo garantirà un uso più efficiente delle risorse. Riguardo alla carenza di personale, Pentassuglia ha menzionato concorsi passati andati deserti. Ha anche citato la scarsa attrattività del lavoro in emergenza. È stato annunciato un accordo con i medici del 118. Questo accordo servirà a reperire nuove risorse. Si prevede anche di ridefinire le automediche. La loro configurazione terrà conto delle caratteristiche del territorio. Verranno considerate anche le difficoltà viarie delle aree interne. L'obiettivo è garantire un servizio efficiente ovunque.