Condividi
AD: article-top (horizontal)

Beni immobili per oltre un milione di euro sono stati confiscati a un 47enne pugliese. L'uomo era stato condannato per la partecipazione a diversi assalti a portavalori e caveau. Le indagini hanno permesso di ricostruire l'origine illecita della sua ricchezza.

Confisca beni per un milione di euro

Ville e terreni per un valore di oltre un milione di euro sono stati confiscati definitivamente. Il provvedimento riguarda l'imprenditore Carmine Fratepietro, 47 anni. L'uomo è pluripregiudicato per diversi reati. Tra questi figurano rapina a mano armata, porto illegale di armi, riciclaggio e ricettazione.

La terza sezione penale della Corte d'Appello di Bari ha emesso il decreto di confisca. I carabinieri hanno eseguito il provvedimento. I beni confiscati includono due terreni e due ville situati ad Andria. Sono stati sequestrati anche tre terreni a Trinitapoli, nella provincia di Barletta-Andria-Trani. Questi beni erano formalmente intestati alla compagna dell'uomo.

I fatti contestati a Fratepietro

Carmine Fratepietro è stato condannato per la sua partecipazione a un commando di circa dieci persone. Questo gruppo aveva assaltato un furgone portavalori il 26 febbraio 2016. L'attacco avvenne sulla statale 16, nei pressi di Trinitapoli. Il furgone trasportava circa 3 milioni di euro. Il colpo, durato appena 5 minuti, fruttò alla banda 72mila euro.

Per assicurarsi la fuga, il gruppo bloccò la strada. Utilizzarono auto e mezzi pesanti rubati e poi incendiati. Sull'asfalto vennero sparsi chiodi a quattro punte per ostacolare eventuali inseguimenti.

Altre rapine attribuite all'uomo

Le indagini attribuiscono a Fratepietro la responsabilità di altre due rapine significative. La prima avvenne il 4 dicembre 2016. In quell'occasione, insieme ad altri 15 complici, assaltò il caveau di una società di vigilanza a Caraffa, in provincia di Catanzaro. Il bottino ammontò a 8,5 milioni di euro. Per penetrare nel caveau, venne utilizzata una ruspa dotata di martello pneumatico.

La seconda rapina contestata risale al 19 ottobre 2015. L'evento si verificò a Bari. Anche in questo caso, Fratepietro agì con altri 15 individui. Il gruppo rubò centinaia di migliaia di euro da un furgone. Questo mezzo aveva precedentemente prelevato denaro da diversi istituti bancari ed era diretto verso la Banca d'Italia.

Indagini patrimoniali e origine illecita della ricchezza

Le indagini patrimoniali sono state condotte congiuntamente dai carabinieri e dalla guardia di finanza. Queste attività investigative hanno permesso di ricostruire gli introiti del gruppo familiare di Fratepietro. Le autorità hanno così raccolto un corposo quadro probatorio. Questo dimostra l'origine illecita della ricchezza accumulata dall'uomo. La ricchezza deriverebbe principalmente dalle rapine ai danni di portavalori.

Questo è quanto si legge in un comunicato ufficiale diffuso dai carabinieri. La confisca definitiva dei beni rappresenta un duro colpo per le attività illecite. Le forze dell'ordine continuano a monitorare e contrastare i fenomeni criminali sul territorio.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: