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La sala stampa della questura di Andria è stata dedicata a Fulvio Schinzari, primo dirigente della Polizia di Stato deceduto nel disastro ferroviario del 12 luglio 2016. La cerimonia ha visto la partecipazione dei familiari e delle autorità, che hanno ricordato il suo impegno e la sua figura.

Intitolazione sala stampa questura di Andria

Una targa è stata apposta all'ingresso della sala stampa della questura di Andria. Essa porta il nome di Fulvio Schinzari. Era un primo dirigente della Polizia di Stato. Egli perse la vita nel tragico incidente ferroviario. L'evento accadde il 12 luglio 2016. Il disastro coinvolse un tratto a binario unico tra Andria e Corato.

La cerimonia di intitolazione si è svolta questa mattina. L'obiettivo è ricordare Schinzari. Si vuole onorare la sua memoria. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto. Ha privato della sua presenza sia la famiglia che la Polizia di Stato. La famiglia era composta da moglie e due figlie.

Le parole del questore e della figlia

Il questore di Andria, Alfredo Fabbrocini, ha letto una lettera. Era indirizzata a Fulvio. Le parole erano cariche di emozione. «Il tuo nome non sarà mai dimenticato», ha affermato il questore. «Il tuo valore non sarà mai offuscato». Ha assicurato il sostegno alla famiglia. «La tua famiglia sarà sempre la mia, la nostra».

«Questo luogo testimonierà il tuo eroismo quotidiano», ha aggiunto Fabbrocini. La sua voce era rotta dalle lacrime. La cerimonia è stata accompagnata da un momento toccante. Una delle figlie del dirigente, Angela, ha letto parole commosse. Lei indossa la stessa divisa del padre. Ha abbracciato la madre.

È stata anche riprodotta una canzone. L'ha composta e cantata Fulvio Schinzari. Si intitola «Mal d'Asia». «Fulvio è stato per noi un esempio quotidiano», ha proseguito il questore. «Era una persona dai gesti semplici, moderati e composti». Ha dato esempio a molti colleghi. Ha mostrato come svolgere il lavoro con passione, senza enfasi.

Il ricordo della figlia Angela

Angela Schinzari, viceispettore di polizia, ha condiviso ricordi personali. Aveva 17 anni quando suo padre è scomparso. «Mio padre, al di là della polizia che ha fatto parte della sua vita, è stato un uomo che amava vivere». Ha descritto la sua passione per i viaggi, la lettura e la musica. Ha espresso il desiderio di essere all'altezza del padre. «Mi auguro di poter essere anche solo un pezzettino di quello che lui era».

«Questo mi rende una figlia orgogliosa e fiera», ha concluso Angela. La sua testimonianza ha reso la cerimonia ancora più intima. Ha sottolineato il legame profondo tra padre e figlia. Ha evidenziato l'eredità di valori lasciata da Fulvio Schinzari.

Un dono alla Polizia

La famiglia ha voluto fare un gesto concreto. Ha donato alla Polizia un quadro. L'opera raffigura Fulvio Schinzari. Cammina tenendo per mano le sue più grandi passioni. Sono rappresentate le sue figlie. Sono presenti anche una chitarra e una racchetta da tennis. Questo dono simboleggia l'amore per la famiglia e per le sue passioni.

L'intitolazione della sala stampa è un tributo. Riconosce il sacrificio di Fulvio Schinzari. È un modo per mantenere viva la sua memoria. La sua dedizione al dovere e la sua umanità sono un esempio. L'evento sottolinea l'importanza di non dimenticare le vittime. Si vuole onorare coloro che hanno servito lo Stato con coraggio.