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Viva Servizi ha chiuso il 2025 con un utile netto di 2,5 milioni, interamente reinvestito in miglioramenti infrastrutturali. L'azienda idrica, attiva in 43 comuni della provincia di Ancona, affronta l'aumento dei costi energetici con investimenti mirati all'efficienza.

Bilancio 2025: ricavi e utili in crescita

L'assemblea dei soci di Viva Servizi ha dato il via libera unanime al bilancio dell'esercizio 2025. La società, responsabile della gestione del servizio idrico integrato in 43 comuni della provincia di Ancona, ha registrato ricavi per 86 milioni di euro. Le tariffe applicate hanno visto un incremento del 4,87% rispetto all'anno precedente. L'utile netto conseguito ammonta a 2,5 milioni di euro. Questa somma non verrà distribuita ai comuni soci sotto forma di dividendi. Sarà invece interamente destinata a finanziare nuovi investimenti strategici.

Il numero dei dipendenti ha continuato la sua progressione. Si è attestato a 393 unità. Questo dato rappresenta un aumento significativo rispetto ai 352 lavoratori registrati nel 2020. L'organico è quindi cresciuto in questi anni.

Investimenti per oltre 37 milioni e digitalizzazione della rete

Nel corso del 2025, Viva Servizi ha concretizzato investimenti per una cifra complessiva superiore ai 37,5 milioni di euro. Una parte consistente di questi fondi è stata destinata al progetto di digitalizzazione della rete idrica. Questo ambizioso piano beneficia di un finanziamento di 28 milioni provenienti dai fondi del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Il completamento di tale progetto è previsto nel rispetto delle tempistiche stabilite dal ministero competente. Gli effetti positivi sulla riduzione delle dispersioni idriche diventeranno misurabili a partire dal 2027.

I consumi idrici hanno mostrato una tendenza al ribasso. Al 31 dicembre, la vendita complessiva di acqua si è fermata a 26,2 milioni di metri cubi. Il consumo pro capite per uso domestico è stato stimato intorno ai 130 litri giornalieri. Questo dato indica una maggiore consapevolezza nell'uso della risorsa.

Indebitamento in calo, ma preoccupano i costi energetici

L'indebitamento netto della società ha registrato una diminuzione. Si è attestato a circa 63,7 milioni di euro. Questo valore rappresenta un miglioramento di oltre un milione rispetto al dato del 2024. La gestione finanziaria appare quindi solida e in miglioramento costante.

La principale fonte di preoccupazione per il futuro riguarda l'andamento dei costi energetici. La crisi in atto nel settore potrebbe avere un impatto significativo sull'esercizio 2026. Si stima un incremento della spesa energetica compreso tra 550.000 e oltre 800.000 euro. Il direttore generale Moreno Clementi ha dichiarato: «Stiamo investendo per sostituire le pompe più energivore e installare impianti fotovoltaici laddove è possibile. L'efficienza della rete ci porterà a una minore captazione ma il problema resta ed è reale».

Il presidente Andrea Dotti ha aggiunto: «Gli indici presentati confermano una valutazione molto positiva sullo stato di salute della società. Abbiamo investimenti crescenti e la capacità di completare i lavori e raggiungere gli obiettivi».

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