La Cisl Marche chiede una riforma urgente del trasporto pubblico locale. Le priorità includono un gestore unico, la tutela dei livelli occupazionali e retributivi, e investimenti per migliorare la sicurezza e la qualità del servizio.
Riforma necessaria per il trasporto pubblico locale
Il trasporto pubblico locale nelle Marche necessita di un profondo cambiamento. La Cisl sindacato dei trasporti ha espresso la sua posizione in merito alla gara per il rinnovo delle concessioni. L'obiettivo è risolvere criticità annose e migliorare il servizio per i cittadini.
Le tratte dei percorsi devono essere ripensate. Devono rispondere alle reali esigenze degli utenti. È fondamentale mantenere gli attuali livelli occupazionali. Anche le retribuzioni del personale devono essere salvaguardate. Si auspica un modello organizzativo efficiente.
Questo modello dovrebbe prevedere un unico gestore a livello provinciale. Sono necessarie garanzie concrete per gli investimenti. La sicurezza degli operatori e dei passeggeri è una priorità assoluta. La tradizione e le vocazioni del territorio vanno conservate. L'attenzione al benessere sociale e all'innovazione del servizio è cruciale.
Priorità: lavoratori e qualità del servizio
La segretaria generale Fit Cisl Marche, Daniela Rossi, ha sottolineato l'importanza della gara. Le aziende partecipanti dovranno competere sulla qualità del servizio. Non devono competere solo sull'offerta economica più bassa. Questo eviterebbe il rischio di dumping contrattuale.
Le risorse liberate dall'aggregazione delle imprese sono importanti. Potrebbero confluire in un unico gestore. Questo permetterebbe di reinvestire nella contrattazione di secondo livello. Si potrebbero migliorare i turni e gli orari di lavoro. Le condizioni lavorative e la sicurezza degli addetti ne beneficerebbero.
Favorire la conciliazione tra vita lavorativa e privata è un altro obiettivo. Solo tutelando i lavoratori si potrà garantire un servizio di alta qualità. Il cittadino e i suoi bisogni di mobilità devono essere al centro. Questo è il messaggio forte del sindacato.
Dati preoccupanti sulla mobilità nelle Marche
La riflessione della Cisl si basa su dati concreti. L'osservatorio Isfort e Audimob forniscono un quadro chiaro. Nel 2024, nelle Marche, l'uso di auto e moto è predominante. Rappresenta il 71% degli spostamenti totali. Questo dato supera di oltre 5 punti la media nazionale (64,8%).
Di conseguenza, la quota di spostamenti a piedi o in bicicletta è ridotta. Si attesta al 22,1%. Anche l'utilizzo dei mezzi pubblici è significativamente inferiore. È solo del 7%. La media italiana è rispettivamente del 26,1% e del 9,1%.
Le Marche si posizionano tra le ultime regioni per uso del trasporto pubblico. Questo riguarda in particolare gli spostamenti casa-lavoro. La regione è quart'ultima per l'uso dell'auto privata come conducente. Solo sei regioni italiane presentano dati peggiori per l'uso dell'auto privata come passeggero.
Struttura del TPL e necessità di rilancio
L'assetto industriale del trasporto pubblico locale su gomma nelle Marche è molto frammentato. Ci sono circa 20 aziende per milione di abitanti. La media nazionale è di 15 aziende. I dati raccolti nei capoluoghi di provincia evidenziano una debolezza generale.
Sia l'offerta dei servizi che il numero di passeggeri trasportati sono inferiori. Questo emerge dal confronto con la media dei capoluoghi italiani. La fotografia della mobilità marchigiana è impietosa.
Il segretario generale della Cisl Marche, Marco Ferracuti, ha ribadito la necessità di un rilancio. La gara per il rinnovo delle concessioni deve essere l'occasione giusta. Serve un cambio di passo netto. Le linee guida devono essere chiare.
È fondamentale un cronoprogramma rigoroso. I tempi per l'attuazione della riforma devono essere certi. La redistribuzione del chilometraggio deve basarsi sui bisogni attuali. Non deve più basarsi su esigenze vecchie di vent'anni.