Due sorelle palestinesi sono giunte ad Ancona tramite un corridoio umanitario, desiderose di studiare e ricambiare l'accoglienza ricevuta. La loro storia di speranza e determinazione.
L'arrivo ad Ancona grazie a un corridoio umanitario
Ancona, con il suo mare e il suo porto, evoca ricordi e speranze per due sorelle palestinesi. Le ragazze hanno descritto la città come simile a Gaza, un luogo che sognavano di raggiungere. L'emozione è stata palpabile al momento del loro arrivo, con le lacrime agli occhi nel vedere il porto dal vivo.
Il loro trasferimento è stato reso possibile da un corridoio umanitario. Questa iniziativa è stata organizzata dal Comune di Ancona e dall'Università Politecnica delle Marche (Univpm). Hanno collaborato anche il ministero dell'Università e il ministero degli Esteri.
Fondamentale è stato il ruolo delle rappresentanze diplomatiche italiane, in particolare l'ambasciata di Amman in Giordania. L'Ente regionale per il diritto allo studio (Erdis) ha offerto un supporto concreto. Hanno garantito una borsa di studio completa. Questa copre tasse universitarie, vitto e alloggio per l'intero periodo di studi.
Un ruolo di tramite è stato svolto da Espresso Study. Si tratta di una start-up creata da ex studenti dell'Univpm. La loro missione è aiutare studenti provenienti da zone di crisi del Medioriente a proseguire gli studi in Italia.
Le sfide affrontate e i sogni per il futuro
Le due sorelle, la cui identità è protetta, provengono da Gaza. Una di loro lavorava come freelance nel campo dell'«user experience». I bombardamenti israeliani hanno reso impossibile proseguire l'attività. Mancavano infatti connessione internet ed elettricità.
L'altra sorella studiava ingegneria. Entrambe hanno affrontato rischi enormi per poter fuggire. Hanno dichiarato: «Sapevamo che a casa nostra era impossibile costruirci un futuro migliore». La loro fuga è stata un atto di coraggio.
Durante l'attesa della conferma per il piano di evacuazione, hanno dovuto cambiare più volte abitazione. Per prepararsi al loro nuovo percorso in Italia, le ragazze si sono esercitate con canzoni italiane. Hanno citato «Sarà perché ti amo» e «Lasciatemi cantare». Ora si sentono pronte ad abbracciare lo stile di vita italiano.
Un impegno per il futuro e un ringraziamento all'Italia
Questa operazione fa parte di un corridoio umanitario più ampio. Ha permesso l'arrivo in Italia di oltre 70 studenti. Le due sorelle, pur non rientrando nel programma Iupals, hanno presentato una candidatura diretta sul portale dell'Univpm.
Le giovani hanno già le idee chiare sul loro futuro. Hanno espresso un forte senso di gratitudine e responsabilità. Hanno affermato: «Avere una borsa di studio ci dà una grande responsabilità. Vogliamo dare il nostro contributo a un paese che ci ha accolto, restituire qualcosa all'Italia e ad Ancona».
La loro determinazione è un esempio di resilienza. Vogliono costruire un futuro migliore e ringraziare la nazione che le ha aperte le braccia. Il loro impegno è volto a ricambiare la generosità ricevuta.