La Procura minorile di Ancona riapre le indagini sulla morte di un 15enne a Senigallia, avvenuta nel 2024. Si valuteranno episodi di stalking e istigazione al suicidio, con sequestro di cellulari per analizzare le chat.
Nuove indagini per stalking e istigazione
La Procura minorile di Ancona riapre le indagini. Si concentreranno su possibili profili di stalking e istigazione al suicidio. Riguardano la tragica scomparsa di Leonardo Calcina. Il giovane aveva 15 anni. Viveva a Senigallia, in provincia di Ancona. Si tolse la vita nel 2024. Utilizzò la pistola di servizio del padre. Quest'ultimo è un agente della Polizia Municipale.
Inizialmente, il pubblico ministero aveva richiesto l'archiviazione del caso. Tuttavia, il giudice per le indagini preliminari, Sergio Cutrona, ha accolto l'opposizione presentata dalla famiglia. Ha disposto il sequestro dei telefoni cellulari. Questi appartengono ad alcuni giovani coinvolti nella vicenda. L'obiettivo è cercare tracce di messaggi. Si vuole verificare se questi abbiano potuto indurre il gesto estremo.
La famiglia chiede giustizia e chiarezza
L'avvocatessa Pia Perricci, legale della famiglia del 15enne, ha annunciato la decisione. Ha definito il provvedimento del tribunale dei minori «ineccepibile». La decisione è contenuta in sette pagine. Il documento ripercorre l'intera vita di Leonardo. Vengono citati episodi specifici. Si parla del suo primo giorno nella nuova scuola. Si menzionano le violenze verbali subite. Vengono citati gli insulti e gli atti persecutori. Questi sono stati confermati da alcuni compagni di classe. Lo confermano anche alcuni genitori.
La famiglia aveva già richiesto il sequestro dei cellulari. Questa richiesta risale a due anni e mezzo fa. L'avvocatessa Perricci ha ricordato questa circostanza. Le nuove analisi esamineranno anche le conversazioni su Whatsapp. Il gip ha ritenuto sussistenti gli estremi per il reato di atti persecutori. Questo è previsto dall'articolo 612bis del codice penale. Il giudice ha quindi imposto al Pubblico Ministero di indagare. Si dovrà verificare anche l'ipotesi di istigazione al suicidio. Per questo reato, è sufficiente anche il dolo eventuale. Ciò permetterebbe di procedere nei confronti di alcuni compagni di scuola del ragazzo.
Il contesto e le prossime fasi investigative
La riapertura delle indagini rappresenta un passo cruciale. La famiglia di Leonardo Calcina cerca risposte concrete. Vuole giustizia per la perdita del giovane. L'analisi dei dispositivi elettronici è fondamentale. Potrebbe fornire prove decisive. Le chat e i messaggi potrebbero rivelare dinamiche relazionali. Potrebbero emergere pressioni o condotte vessatorie. Queste potrebbero aver contribuito alla decisione del 15enne. La comunità di Senigallia attende sviluppi. La vicenda ha scosso profondamente il territorio.
Le indagini si concentreranno ora sulla raccolta e l'analisi delle prove digitali. Saranno sentite nuovamente le persone coinvolte. Si cercherà di ricostruire con precisione gli eventi. L'obiettivo è accertare eventuali responsabilità penali. La legge prevede pene severe per chi commette atti persecutori. Anche chi istiga al suicidio può essere perseguito penalmente. La giustizia minorile è chiamata a fare chiarezza. Si vuole dare una risposta alla famiglia. Si vuole anche evitare che simili tragedie si ripetano.
Domande frequenti sulla vicenda
Cosa sono gli atti persecutori?
Gli atti persecutori, noti anche come stalking, sono una serie di condotte moleste e intrusive. Possono causare ansia, paura o un giustificato timore per la propria incolumità. La legge italiana li punisce severamente.
Quando si parla di istigazione al suicidio?
L'istigazione al suicidio si verifica quando qualcuno, con dolo o anche con dolo eventuale, spinge un'altra persona a togliersi la vita. La pena è prevista dall'articolo 580 del codice penale.
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