La sanità nelle carceri marchigiane è in stato di emergenza. Mancano figure professionali cruciali e aumentano i detenuti con patologie gravi. I consiglieri regionali chiedono interventi urgenti per colmare le lacune e attuare il piano sanitario.
Criticità sanitarie negli istituti penitenziari marchigiani
La situazione sanitaria all'interno delle carceri delle Marche ha raggiunto livelli critici. Si registra una grave carenza di professionisti essenziali. Mancano psicologi, educatori e medici. Anche gli agenti di polizia penitenziaria e i mediatori culturali sono insufficienti. Il numero di detenuti con patologie serie è in preoccupante aumento. Questa denuncia arriva dai consiglieri regionali Antonio Mastrovincenzo (Pd) e Andrea Nobili (Avs). Hanno presentato un'interpellanza urgente alla giunta regionale. Vogliono risposte concrete sulle politiche sanitarie adottate negli istituti di pena. La sanità penitenziaria è una competenza regionale. L'azione della giunta è stata definita inadeguata. Si parla di un'inerzia che penalizza personale e detenuti. Le criticità ricadono pesantemente su chi lavora e su chi è ristretto.
Dati allarmanti sull'uso di farmaci e tentativi di suicidio
I dati più recenti del Report Antigone confermano la gravità della situazione. Nelle carceri della regione, una percentuale significativa di detenuti presenta disturbi psichiatrici. Il 7% dei reclusi ha diagnosi psichiatriche gravi. Oltre il 23% fa uso di farmaci antipsicotici o antidepressivi. Più del 21% assume sedativi e ipnotici. Questo malessere diffuso ha avuto conseguenze drammatiche. Nel solo anno 2025 si sono verificati 28 tentativi di suicidio. Si contano inoltre 104 episodi di autolesionismo. Questi numeri evidenziano un disagio profondo e diffuso tra la popolazione carceraria. La salute mentale dei detenuti è un aspetto fondamentale da affrontare con urgenza.
Il Piano Socio Sanitario: promesse non mantenute
Le soluzioni per affrontare questa emergenza sarebbero già delineate. Il Piano Socio Sanitario 2023-2025 dedica un capitolo specifico alla prevenzione del rischio suicidario. Questo documento dovrebbe guidare un cambiamento radicale. Si auspica la fine della gestione passiva delle emergenze. Si chiede una vera programmazione degli interventi. L'obiettivo è garantire diagnosi precoci. È fondamentale assicurare una presenza specialistica costante. Servono interventi in infettivologia, cardiologia e odontoiatria. Soprattutto, è necessario potenziare l'assistenza psicologica e psichiatrica. Questo potenziamento è cruciale per curare le dipendenze. Aiuterebbe anche a fermare la piaga dei suicidi. Il Piano individua come priorità la stabilizzazione del personale sanitario. Psichiatri, infermieri e referenti clinici sono figure chiave. Si richiede anche lo stanziamento di risorse per la mediazione culturale. Questo è importante per i detenuti stranieri. Sono necessari percorsi protetti nel passaggio dal carcere al territorio.
Richiesta di interventi urgenti alla giunta regionale
Nonostante le indicazioni del Piano, i consiglieri di opposizione lamentano inadempienze. L'impianto previsto sembra crollare a causa delle continue mancanze della giunta regionale. La programmazione e gli investimenti sulle persone sono insufficienti. L'attività svolta dal governo regionale sulla sanità penitenziaria è gravemente inadeguata. I consiglieri chiedono spiegazioni alla giunta. Vogliono capire perché questi impegni siano rimasti in gran parte inattuati. Domandano quali interventi urgenti verranno attivati. L'obiettivo è fermare un declino che appare sempre più drammatico. La salute dei detenuti non può più essere trascurata. Le istituzioni devono agire con tempestività e determinazione.