Il settore della ristorazione affronta una forte richiesta di personale, con oltre 17.000 posizioni aperte nelle Marche. Un nuovo protocollo mira a colmare il divario tra formazione scolastica e necessità del mercato del lavoro.
Carenza di personale nel settore alberghiero e ristorazione
Ad aprile, il settore alberghiero e della ristorazione necessita di più di 116.000 addetti. Questa cifra sale a 418.000 nel secondo trimestre dell'anno. La ristorazione, in particolare, prevede 88.000 nuove assunzioni ad aprile. Nei mesi da aprile a giugno, le entrate previste raggiungono le 332.000 unità.
Le posizioni che richiedono una qualifica professionale o un diploma sono numerose. Solo ad aprile, si cercano 40.100 professionisti qualificati. Un dato preoccupante riguarda la difficoltà di reperimento: il 45,5% del personale richiesto è considerato di difficile assunzione. Inoltre, il 64% delle offerte di lavoro richiede esperienza pregressa nel settore.
Le figure professionali più ricercate ad aprile includono il cameriere di sala, con 22.910 posizioni aperte. Seguono l'aiuto cuoco, con 9.970 richieste, e il cuoco, con 8.800 opportunità lavorative.
Le Marche e la ricerca di professionisti
Anche nelle Marche la situazione è analoga. Le imprese del settore alloggio e ristorazione prevedono 3.440 assunzioni nel mese di aprile. Nel trimestre aprile-giugno, questo numero aumenta a 14.220 unità. Qui, la percentuale di lavoratori considerati di difficile reperimento si attesta al 35,4%.
Questi dati evidenziano una domanda significativa di manodopera qualificata. La ricerca di personale esperto rappresenta una sfida costante per le aziende del territorio. La necessità di figure professionali specializzate è in crescita.
Protocollo per unire scuola e lavoro
Per affrontare questa criticità, la Cna agroalimentare e la Rete nazionale degli istituti alberghieri (Re.Na.I.A.) hanno siglato un accordo. La firma è avvenuta a Loreto, in provincia di Ancona. L'obiettivo è creare un ponte solido tra il mondo della scuola e quello del lavoro.
Il protocollo prevede l'attivazione di stage, percorsi formativi mirati e tirocini aziendali. Questi strumenti sono pensati per preparare i futuri professionisti dell'enogastronomia. Si punta a promuovere percorsi educativi integrati, supportare l'orientamento professionale degli studenti e creare concrete opportunità di inserimento lavorativo.
Antonio Scipioni, presidente nazionale Cna ristorazione, sottolinea l'importanza della professionalità. «Oggi è richiesta grande professionalità», afferma, «per tutelare la cultura della cucina italiana, patrimonio immateriale dell'UNESCO». La firma dell'accordo va in questa direzione.
Il peso economico del settore
Francesca Petrini, presidente nazionale Cna agroalimentare, evidenzia la crescita dei settori agroalimentare e ristorazione. L'anno precedente, questi comparti hanno generato un valore aggiunto di 82 miliardi di euro. Questo dato rappresenta il 15% del PIL nazionale. Il giro d'affari complessivo ha raggiunto i 700 miliardi di euro. Il settore dà impiego a oltre 4 milioni di addetti.
Questi numeri confermano l'importanza strategica del settore per l'economia italiana. La sua capacità di creare occupazione e valore aggiunto è fondamentale. La formazione di personale qualificato è quindi un investimento cruciale per il futuro.