Il porto di Ancona affronta ritardi nell'implementazione del nuovo sistema di controllo EES, cruciale per la sicurezza e l'efficienza. Il sindacato Siulp solleva preoccupazioni riguardo alla preparazione delle infrastrutture e del personale, temendo disagi futuri.
Criticità per il nuovo sistema EES
Nel corso del 2025, lo scalo marittimo di Ancona ha gestito un volume considerevole di traffico. Sono state movimentate circa 11,4 milioni di tonnellate di merci. Parallelamente, il numero di passeggeri ha raggiunto quota 832.790 unità. Le previsioni per il 2026 indicano prospettive positive. Tuttavia, persistono sfide legate alle tensioni geopolitiche internazionali. L'introduzione del sistema EES (Entry/Exit System) dal 10 aprile aggiunge un ulteriore livello di complessità. Questo sistema automatizzato dell'Unione Europea mira a sostituire i timbri sui passaporti. La sua implementazione si basa sulla registrazione di dati biometrici. Per funzionare efficacemente, sono necessari significativi investimenti. Questi riguardano ampliamenti degli spazi, potenziamento delle infrastrutture e incremento del personale dedicato.
Il Siulp denuncia ritardi e scarsa programmazione
Il Sindacato Italiano unitario lavoratori polizia (Siulp) ha recentemente sollevato serie preoccupazioni. Il segretario provinciale Alessandro Bufarini ha descritto la situazione con la metafora «Siamo in alto mare». Un'ispezione condotta dal sindacato ha rivelato criticità importanti. Queste riguardano sia le modalità di introduzione del sistema EES sia i tempi previsti. Presso il Varco 2, designato per l'uscita dei mezzi, i lavori di adeguamento non sono ancora conclusi. Sono inoltre necessari interventi urgenti per garantire la sicurezza. Le condizioni operative attuali sono giudicate inadeguate. Al Varco 1, utilizzato per gli imbarchi sia verso i Paesi UE che extra UE, i lavori non sono nemmeno iniziati. Gli operatori si trovano a lavorare in strutture precarie. Alcuni utilizzano vecchi box, altri container temporanei. L'equipaggiamento è mobile e i tempi di completamento rimangono incerti.
Richiesta di rinforzi e preoccupazioni per la sicurezza
Il Siulp considera questi ritardi «inaccettabili». L'organizzazione sindacale punta il dito contro una presunta scarsa programmazione. Viene inoltre evidenziata una insufficiente attenzione alla sicurezza. Si critica anche la sottovalutazione del ruolo fondamentale della Polizia di frontiera. Per far fronte alle esigenze imminenti, il sindacato richiede un potenziamento del personale. Questo rinforzo è considerato essenziale in vista della stagione estiva. L'introduzione del sistema EES, infatti, potrebbe generare rallentamenti significativi. Si temono code prolungate e ritardi nei flussi di traffico. Tali disagi potrebbero avere ripercussioni negative sull'ordine pubblico e sulla sicurezza generale. Un recente incontro con i vertici della Polizia di Frontiera di Ancona e con il Direttore della VIII Zona della Polizia di Frontiera di Bologna (territorialmente competente) ha avuto esito deludente. L'incontro, focalizzato sulla questione EES e sulla contrazione dei diritti dei lavoratori, non ha fornito rassicurazioni concrete. Bufarini ha dichiarato che «Nessuna rassicurazione ci è stata data su interventi immediati».
Priorità alla sicurezza e alle condizioni di lavoro
Il sindacato ribadisce la propria posizione. «Non possiamo pensare che la Polizia di Stato», ha concluso Bufarini, «non si assuma le proprie responsabilità ma le addebiti ad altri». Il Siulp sottolinea come le condizioni di lavoro del personale di frontiera debbano essere una priorità. Se queste non lo sono per l'Amministrazione, lo sono indubbiamente per il sindacato. La tutela dei lavoratori e la garanzia di un ambiente operativo sicuro ed efficiente rimangono al centro dell'azione sindacale. L'obiettivo è assicurare che il porto di Ancona possa gestire l'afflusso di merci e passeggeri in modo sicuro e ordinato, nonostante le sfide tecnologiche e logistiche.