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La commissione regionale marchigiana incaricata di verificare il plasma non rispetta i criteri nazionali. I consiglieri di opposizione sollevano dubbi sull'operato e sulla validità dei controlli effettuati.

Critiche alla commissione regionale sul plasma

I consiglieri regionali Michele Caporossi e Massimo Seri esprimono forti perplessità. La commissione istituita nelle Marche per la verifica del plasma non sembra rispettare le normative vigenti. Questo solleva interrogativi sulla validità del suo operato.

La questione nasce da un precedente episodio. Si fa riferimento a sacche di plasma scartate presso l'Officina trasfusionale dell'Azienda ospedaliero universitaria delle Marche. L'assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, ha fornito una risposta giudicata insoddisfacente.

La risposta è stata definita «burocratica e contorta». I consiglieri hanno presentato un'interrogazione urgente per chiarire la situazione. La loro insoddisfazione è palpabile.

Normativa nazionale e composizione della commissione

Caporossi e Seri citano un decreto ministeriale. Si tratta del provvedimento del 5 novembre 2021. Questo decreto riguarda il sistema nazionale di verifica e controllo dei servizi trasfusionali. L'articolo 5 è particolarmente rilevante.

Esso stabilisce le modalità per la costituzione dei team di verifica ispettiva. Le regioni devono avvalersi di valutatori iscritti in un elenco nazionale. Questo elenco è definito da un decreto del 26 maggio 2011.

La composizione dei team ispettivi deve garantire competenza tecnica. Devono anche assicurare imparzialità, omogeneità, trasparenza e terzietà. Questi sono i criteri fondamentali.

Nessun valutatore nazionale nella commissione marchigiana

Il punto cruciale sollevato dai consiglieri è la composizione della commissione marchigiana. L'Istituto Superiore di Sanità ha aggiornato l'elenco nazionale dei valutatori nel 2025. Questo aggiornamento porta la firma del direttore del Centro Nazionale Sangue.

Tuttavia, nessuno dei professionisti inclusi in questo elenco nazionale figura tra i membri della commissione istituita nelle Marche. Questa è la ragione principale del dissenso.

I consiglieri affermano con chiarezza: «l'elenco non compare nessuno dei professionisti individuati per la commissione di verifica». Questo rende la commissione non conforme alle regole nazionali.

Inutilità del lavoro svolto e accuse di approssimazione

La conseguenza diretta di questa non conformità è la potenziale inutilità del lavoro svolto. Se la commissione non rispetta i criteri previsti, i suoi risultati potrebbero essere invalidi. I consiglieri parlano di un rischio concreto.

Il lavoro che si sta svolgendo «rischia di essere inutile». Questo è un'accusa grave. La commissione, sebbene composta da professionisti validi, opera su basi non corrette.

Caporossi e Seri attaccano ulteriormente: «approssimazione e mancato ascolto: perché?». Queste parole esprimono frustrazione e richiedono spiegazioni.

La commissione è considerata invalida. La sua struttura non rispetta i criteri stabiliti dalle norme nazionali. La trasparenza e la correttezza delle procedure sono messe in discussione.

Domande e risposte

Perché la commissione sul plasma nelle Marche è considerata non valida?

La commissione è considerata non valida perché, secondo i consiglieri regionali Michele Caporossi e Massimo Seri, nessuno dei suoi membri figura nell'elenco nazionale dei valutatori per il sistema trasfusionale. Questo elenco è stato aggiornato dall'Istituto Superiore di Sanità nel 2025. La normativa nazionale, in particolare il decreto del 5 novembre 2021, prevede che le regioni si avvalgano di professionisti presenti in tale elenco per garantire competenza, imparzialità e trasparenza.

Qual è la normativa di riferimento citata dai consiglieri?

I consiglieri citano il decreto del Ministero della Salute del 5 novembre 2021, intitolato «Istituzione e modalità di funzionamento del sistema nazionale di verifica, controllo e certificazione di conformità delle attività e dei prodotti dei servizi trasfusionali». In particolare, fanno riferimento all'articolo 5, che disciplina le «Verifiche ispettive e valutatori del sistema trasfusionale» e sottolinea la necessità di utilizzare valutatori iscritti all'elenco nazionale.

Cosa rischia il lavoro della commissione marchigiana?

Il lavoro della commissione marchigiana rischia di essere inutile. Poiché la sua composizione non rispetta i criteri previsti dalle norme nazionali, le verifiche e le certificazioni che essa effettua potrebbero essere considerate invalide. Questo mina l'efficacia e la credibilità dell'intero processo di controllo del plasma nelle Marche.

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