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Il Consiglio regionale delle Marche ha dato il via libera a un piano triennale per potenziare l'internazionalizzazione delle imprese locali. L'obiettivo è promuovere i prodotti marchigiani sui mercati esteri e attrarre investimenti.

Piano triennale per l'export marchigiano

Il Consiglio regionale delle Marche ha approvato, con voto di maggioranza, il Piano triennale per l'internazionalizzazione. Questo documento strategico coprirà il periodo 2026-2028. L'iniziativa mira a rafforzare la presenza delle aziende locali sui mercati globali.

Il piano si articola su quattro direttrici principali. La prima riguarda la promozione attiva sui mercati esteri e la diversificazione delle opportunità commerciali. La seconda si concentra sul potenziamento delle competenze digitali e imprenditoriali. La terza mira ad attrarre capitali stranieri, con un occhio di riguardo al recupero di aree industriali dismesse. Infine, la quarta direttrice è dedicata al consolidamento del marchio "Made in Marche".

Tra le azioni concrete previste, vi è il sostegno alla partecipazione delle imprese a fiere internazionali. Verrà inoltre istituito un "Investor Desk" regionale. Questo sportello avrà il compito di fornire assistenza agli investitori interessati al territorio.

Sinergie e collaborazione per la crescita

Il piano strategico punta a creare una forte sinergia tra diversi settori produttivi. Si parla in particolare di un'integrazione tra il settore manifatturiero, l'agroalimentare di alta qualità e il turismo culturale. Questa combinazione è vista come un motore di crescita per l'economia regionale.

L'attuazione del piano sarà gestita dalla Regione Marche. La collaborazione avverrà in stretta intesa con l'Atim, l'Agenzia per le Camere di Commercio delle Marche, e la Svem, la società di sviluppo economico marchigiana. Questo approccio collaborativo mira a massimizzare l'efficacia delle azioni intraprese.

Un piano flessibile e condiviso

L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Giacomo Bugaro, ha sottolineato l'importanza del piano. Lo ha definito una «base di partenza su cui lavorare nei prossimi tre anni». Bugaro ha evidenziato la flessibilità del documento, frutto di emendamenti e contributi ricevuti dalle categorie datoriali e dai sindacati. «Non è un piano redatto in solitudine», ha affermato, evidenziando un percorso di approfondimento durato mesi. L'assessore ha inoltre aggiunto che «il modello d'impresa che caratterizza le Marche ha la necessità di ripensare se stesso».

Investimenti e prospettive per l'export

Il relatore di maggioranza, Andrea Putzu, capogruppo di Fratelli d'Italia, ha commentato positivamente lo stanziamento di fondi aggiuntivi. Questi fondi serviranno a promuovere le Marche, i suoi prodotti tipici e le aziende locali. Putzu ha specificato che si tratta di «diversi milioni di euro in più». Questi fondi provengono dal bilancio regionale, per circa 1,2 milioni di euro, oltre ad altre risorse investite in collaborazione con la Camera di Commercio. L'obiettivo è rafforzare i mercati esistenti e esplorarne di nuovi. «Crediamo ancora una volta nell'export», ha dichiarato Putzu, nonostante una crisi internazionale complessa. Ha poi aggiunto che «i nostri prodotti si stanno difendendo bene e stanno dicendo la loro».

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