Il Consiglio Regionale delle Marche ha approvato il nuovo Piano di Gestione Rifiuti, che include la realizzazione di un termovalorizzatore. La decisione, presa a maggioranza, mira a promuovere un'economia circolare e l'autosufficienza impiantistica.
Approvato piano regionale gestione rifiuti
Il Consiglio Regionale ha dato il suo via libera. La decisione è arrivata con un voto a maggioranza. I voti favorevoli sono stati 19. Gli oppositori hanno espresso 11 voti contrari. L'atto amministrativo è stato proposto dalla Giunta. Il piano prevede la costruzione di un termovalorizzatore.
Dopo un acceso dibattito, è intervenuto il presidente della Regione, Francesco Acquaroli. L'aula ha quindi votato a favore. L'oggetto della votazione era il "Piano regionale di gestione dei rifiuti". Si tratta di un aggiornamento di un piano precedente. Questo era stato approvato il 14 aprile 2015. I relatori sono stati i consiglieri Luca Marconi per la maggioranza e Valeria Mancinelli per la minoranza. Tutti i gruppi di opposizione hanno votato contro il provvedimento.
Strategia per economia circolare e autosufficienza
Il documento stabilisce la strategia regionale. Copre il periodo dal 2024 al 2030. Risponde a direttive europee e normative nazionali. L'obiettivo è passare da un'economia lineare a una circolare. Si punta a ridurre la produzione di scarti. Si vuole massimizzare il recupero e il riciclo dei materiali. L'uso delle discariche dovrà diminuire progressivamente. Si mira all'autosufficienza impiantistica per i rifiuti urbani. Per quelli speciali, si cerca una gestione di prossimità.
Il piano include la realizzazione di un'impiantistica. Questa servirà alla "chiusura del ciclo". Si tratta di un "impianto di valorizzazione energetica". La sua localizzazione precisa verrà decisa in seguito. Saranno considerati vari parametri. Si garantirà il minimo impatto possibile dalle emissioni in atmosfera. Questo è un punto cruciale per la sostenibilità ambientale.
Nuova governance e modifiche al piano
Viene introdotta una nuova governance del sistema. Si istituirà un unico ambito regionale per la gestione dei rifiuti. Questo sarà suddiviso in cinque sub-articolazioni provinciali. Durante l'esame in Commissione, il testo è stato modificato. Sono stati integrati due emendamenti. Uno riguarda le distanze minime dalle aree abitate. Per le discariche di rifiuti non pericolosi, la distanza passa da 1.500 a 1.000 metri. Sarà necessaria una nuova procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) per il recepimento definitivo.
Un altro emendamento permette l'utilizzo delle discariche esistenti. Potranno accogliere il 50% di rifiuti speciali. Questo beneficio è destinato alle attività produttive. La misura sarà valida fino alla fine del 2027. È stato respinto un ordine del giorno. Era stato presentato dai gruppi di minoranza. Chiedeva una revisione completa del piano. Si proponevano alternative all'impianto di chiusura del ciclo.
Critiche delle opposizioni e risposte della maggioranza
Le opposizioni hanno espresso forti critiche. Hanno contestato l'eccessiva indeterminatezza del piano. Hanno lamentato l'assenza di risposte su molte questioni. La capogruppo del Pd, Valeria Mancinelli, ha parlato di tempi "biblici". Ha stimato che l'iter potrebbe richiedere "15 anni". Questo solleva dubbi sulla tempestività dell'attuazione.
Il presidente Acquaroli ha difeso le scelte. Ha affermato che "le scelte possono essere discutibili ma sono necessarie per il futuro della nostra regione". Ha ripercorso le riforme attuate durante i suoi mandati. Tra queste, la riforma sanitaria, quella per il governo del territorio e il piano infrastrutture. Il piano rifiuti è visto come un "tassello non semplice ma necessario". Serve sia per chi produce rifiuti sia per rispettare le norme. Riguardo ai tempi, ha assicurato che "i percorsi partiranno prima possibile". Ha aggiunto: "non ci voltiamo dall'altra parte e non possiamo mettere la testa sotto la sabbia". Per le Marche, ha concluso, "la parola è futuro e coraggio di fare delle scelte".