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Il Consiglio regionale delle Marche ha approvato modifiche allo statuto per garantire maggiore equilibrio di genere e l'adozione di un linguaggio inclusivo negli atti amministrativi. Le nuove norme mirano a promuovere una rappresentanza più equa e una comunicazione rispettosa.

Equilibrio di genere nello statuto regionale

L'Assemblea legislativa delle Marche ha dato il via libera definitivo a importanti modifiche dello Statuto regionale. Queste novità riguardano principalmente la rappresentanza di genere e l'uso di un linguaggio inclusivo negli atti amministrativi. La decisione mira a modernizzare le pratiche istituzionali.

Una prima riforma, promossa da consiglieri di diversi schieramenti, introduce requisiti precisi per la composizione della giunta regionale. Si stabilisce che almeno il 30% dei suoi componenti dovrà appartenere al genere meno rappresentato. Questa misura punta a correggere squilibri storici.

Inoltre, la stessa riforma assicura una presenza femminile nell'Ufficio di presidenza del Consiglio. Queste disposizioni sulla parità di genere diventeranno effettive a partire dalla prossima legislatura. L'obiettivo è creare un quadro normativo più equo.

Linguaggio inclusivo negli atti amministrativi

La seconda modifica approvata riguarda l'adozione di un linguaggio inclusivo. Questa iniziativa è stata sostenuta da un'ampia coalizione trasversale di consiglieri. L'intento è quello di aggiornare la terminologia utilizzata nella denominazione di incarichi e funzioni politiche e amministrative.

A differenza delle norme sulla parità di genere, queste disposizioni sul linguaggio inclusivo saranno operative già dall'attuale legislatura. Si vuole promuovere una comunicazione più attenta e rispettosa delle diversità. Questo cambiamento è considerato un passo avanti per l'istituzione.

Durante la votazione, alcuni consiglieri hanno espresso riserve. Nella prima votazione, i consiglieri Andrea Nobili (Avs), Andrea Antonini (Lega) e Andrea Cardilli (Fratelli d'Italia) si sono astenuti. Per la modifica specifica sul linguaggio inclusivo, il consigliere regionale Antonini della Lega si è espresso in modo contrario.

Le due proposte di modifica statutaria erano già state approvate in prima lettura lo scorso 18 febbraio. La ratifica definitiva consolida l'impegno della regione verso una maggiore equità e inclusività. Queste decisioni riflettono un dibattito più ampio sulla società contemporanea.