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La popolazione straniera nelle Marche è in crescita, raggiungendo oltre 140mila residenti nel 2025. Nonostante un calo demografico generale, gli immigrati contribuiscono significativamente al mercato del lavoro e all'integrazione scolastica, sebbene persistano sfide legate alla valorizzazione delle competenze e allo sfruttamento lavorativo.

Popolazione straniera in aumento nelle Marche

La regione Marche registra un incremento della popolazione straniera. Nel 2025, i residenti con cittadinanza estera sono aumentati di 5.273 unità. Questo porta il totale a 140.296 persone. Rappresentano ora il 9,5% della popolazione regionale totale. Questo dato si contrappone a un generale calo demografico nella regione.

L'anno scolastico 2024/2025 ha visto un aumento degli studenti stranieri. Sono arrivati a 25.157 alunni. Costituiscono il 12,6% della popolazione scolastica totale. Una percentuale significativa, il 60,5% di questi studenti, è nata in Italia. Questo dato evidenzia un radicamento ormai strutturale delle famiglie straniere sul territorio.

Questi dati provengono dal Dossier Statistico Immigrazione 2026. La presentazione si è tenuta ad Ancona. La location è stata la Facoltà di Economia della Politecnica delle Marche. Il dossier è stato redatto dal Centro Studi e Ricerche Idos. La collaborazione è avvenuta con il Centro Studi Confronti. Il progetto ha ricevuto sostegno dall'Otto per mille della Tavola Valdese e dall'Istituto di Studi Politici "S. Pio V".

Integrazione lavorativa e sfide per gli stranieri

Nel 2025, la partecipazione degli stranieri al mercato del lavoro è cresciuta. Il tasso di occupazione è salito al 60,2%. Gli immigrati trovano impiego principalmente nei settori dei servizi, con il 56,3%. Seguono l'industria, dove l'occupazione è in forte aumento, attestandosi al 41,0%.

Tuttavia, il rapporto evidenzia una criticità. Il 45,6% dei lavoratori stranieri risulta sovraistruito. Si è registrato un aumento del 6% in soli 12 mesi. Questo riguarda persone che svolgono mansioni inferiori rispetto al proprio titolo di studio. Le imprese guidate da persone nate all'estero sono 13.862. Rappresentano il 9,5% del totale. Sono concentrate nei settori dei servizi e delle costruzioni.

La Cgil commenta questi dati. Li definisce una fotografia di una realtà dinamica. Sottolinea la forte partecipazione al mercato del lavoro. Evidenzia anche una radicata integrazione scolastica. La confederazione sindacale aggiunge però che il mercato del lavoro fatica a valorizzare appieno le competenze delle risorse straniere.

Precarietà e sfruttamento post-sisma

Durante la presentazione, sono emerse anche criticità più profonde. Mariagrazia Tiritiello, segretaria regionale della Uil Marche, ha posto l'accento sulla gravità del quadro emerso dall'inchiesta della Dda. Questa indagine ha riguardato la ricostruzione post-sisma.

L'inchiesta ha messo a nudo le difficili condizioni di precarietà lavorativa degli stranieri. Sono stati evidenziati profili di caporalato e sfruttamento lavorativo. Sono stati menzionati anche i "distacchi transnazionali". In questi casi si è verificato un forte dumping sociale. Questo avviene tramite l'uso di distacchi fittizi di lavoratori stranieri. Questi lavoratori sono assunti con contratti esteri. Spesso percepiscono stipendi non conformi ai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro italiani dell'edilizia. I versamenti contributivi risultano irregolari.