Economia

Marche: Occupazione femminile in crescita, ma giovani inattivi aumentano

17 marzo 2026, 13:39 4 min di lettura
Marche: Occupazione femminile in crescita, ma giovani inattivi aumentano Immagine da Wikimedia Commons Ancona
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Le Marche registrano un aumento dell'occupazione femminile nel 2025, superando la media nazionale. Tuttavia, i dati Istat evidenziano una preoccupante crescita dei giovani inattivi, sollevando interrogativi sulla capacità del sistema di assorbire le nuove generazioni.

Occupazione femminile in aumento nelle Marche

Nel corso del 2025, la regione Marche ha visto un incremento significativo dell'occupazione femminile. Si sono registrati ben 5.025 nuovi posti di lavoro per le donne, segnando un aumento dell'1,7%. Questo dato positivo contribuisce a una crescita generale dell'occupazione regionale. L'occupazione maschile ha visto un incremento più contenuto, con 1.913 unità in più, pari allo 0,5%.

Complessivamente, nel 2025 le Marche contavano 651mila occupati. Questo rappresenta un aumento di 7mila unità rispetto all'anno precedente, con un incremento dell'1,1%. La performance regionale si posiziona quindi in modo favorevole rispetto alle medie nazionali e del Centro Italia. La media nazionale ha registrato un +0,8%, mentre il Centro Italia si è attestato a +0,5%.

Il tasso di occupazione regionale ha raggiunto il 67,5%, con un aumento del 3%. Questo dato indica una salute del mercato del lavoro locale migliore rispetto ad altre aree del paese. I dati provengono da un'elaborazione Ires Cgil Marche basata su informazioni Istat. La regione dimostra una certa resilienza economica.

Giovani inattivi: una criticità emergente

Nonostante i segnali incoraggianti sull'occupazione femminile, emerge una criticità rilevante: l'aumento dei giovani inattivi. La fascia di età compresa tra i 15 e i 34 anni ha registrato un calo di occupati pari a 7.853 unità. Questo si traduce in una diminuzione del tasso di occupazione del 5,3% per questa fascia demografica. La situazione è particolarmente preoccupante per i giovani.

In particolare, i Neet (Not in Education, Employment, or Training) tra i 15 e i 29 anni sono aumentati nelle Marche. Si attestano a 23.230 individui, con una crescita del 2,6% rispetto al 2024. Questo dato è in controtendenza rispetto al resto del Paese, dove si osserva una tendenza opposta. L'incapacità del sistema di assorbire le nuove generazioni è una delle criticità più evidenti.

La segretaria regionale Cgil Marche, Eleonora Fontana, ha commentato i dati con preoccupazione. Ha sottolineato come il sistema occupazionale fatichi ad integrare i più giovani. Fontana ha auspicato una convocazione da parte della nuova Giunta regionale per discutere di queste problematiche urgenti.

Dati sull'occupazione per fasce d'età e settori

L'analisi dei dati Istat rivela dinamiche differenziate per fasce d'età. Oltre alla crescita dell'occupazione femminile, si nota un aumento significativo tra gli over 50. Questa categoria ha visto un incremento di 17.751 unità, corrispondente al 6,8%. Al contrario, la fascia 35-49 anni ha registrato un calo di 2.960 occupati, pari all'1,2%.

I settori che hanno trainato la crescita occupazionale nel 2025 sono stati il commercio (+5,4%), l'industria (+4,1%) e le costruzioni (+5,2%). Questi comparti mostrano una buona capacità di assorbimento. Al contrario, si sono osservate flessioni significative nell'agricoltura (-14,7%) e negli altri servizi (-2,7%). Questi ultimi includono una vasta gamma di attività lavorative.

Il tasso di disoccupazione varia considerevolmente con l'età. Si attesta al 10,8% nella fascia 15-34 anni. Scende al 4% per la fascia 35-49 anni e raggiunge il 2,9% tra gli individui con 50 anni e più. Questo dato evidenzia come l'esperienza lavorativa sia un fattore protettivo contro la disoccupazione.

Dinamiche di genere tra gli inattivi

Analizzando la componente degli inattivi, si notano dinamiche di genere contrapposte. La diminuzione complessiva degli inattivi nella regione (-1,4%) è dovuta principalmente al calo delle donne inattive. Si registrano infatti 5.540 unità in meno, con una flessione del 3,5%. Questo dato potrebbe essere collegato all'aumento dell'occupazione femminile.

Tuttavia, gli uomini inattivi hanno registrato un aumento. Si contano 1.765 unità in più, pari all'1,6%. Questa tendenza merita un approfondimento per comprenderne le cause specifiche. La disoccupazione giovanile e l'inattività rappresentano sfide strutturali per il mercato del lavoro marchigiano.

Il tasso di inattività generale nella regione è sceso al 28,7%. Questo dato, sebbene positivo nel suo complesso, maschera le difficoltà specifiche incontrate dai giovani nel trovare un impiego o intraprendere percorsi formativi. La situazione richiede interventi mirati per supportare l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

Contesto economico e prospettive future

I dati Istat elaborati da Ires Cgil Marche offrono uno spaccato del mercato del lavoro regionale nel 2025. La crescita dell'occupazione, trainata dalle donne e dalla componente over 50, è un segnale positivo. Tuttavia, la persistente difficoltà nell'integrare i giovani nel tessuto produttivo rappresenta un allarme. L'aumento dei Neet è un indicatore di potenziali problemi sociali ed economici futuri.

Le politiche attive del lavoro dovranno essere potenziate per affrontare queste sfide. Sarà fondamentale creare opportunità formative e lavorative che rispondano alle esigenze delle nuove generazioni. La collaborazione tra istituzioni, sindacati e imprese sarà cruciale per invertire la tendenza. La regione Marche deve puntare a un modello di sviluppo inclusivo.

La flessione in settori come l'agricoltura e altri servizi richiede un'analisi più approfondita. Potrebbe indicare cambiamenti strutturali o difficoltà specifiche di tali comparti. La diversificazione economica e il supporto all'innovazione potrebbero essere strategie utili per rafforzare il mercato del lavoro marchigiano nel lungo periodo. La situazione attuale richiede attenzione e interventi tempestivi.

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