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I dati sull'occupazione nelle Marche mostrano un quadro complesso. Sebbene le cifre generali possano apparire positive, un'analisi più approfondita rivela criticità significative, soprattutto nei settori industriali e delle costruzioni. La Uil Marche sollecita interventi mirati per migliorare la qualità e la stabilità del lavoro.

Mercato del lavoro nelle Marche: un'analisi approfondita

Tra gennaio e aprile 2026, sono stati registrati 68.907 nuovi contratti di lavoro. Una quota significativa di questi, pari a 26.924 unità, si riferisce a contratti a termine. Altri 14.882 sono stati classificati come intermittenti, mentre 9.538 riguardano contratti di somministrazione.

Le assunzioni a tempo indeterminato hanno raggiunto quota 8.443. A queste si aggiungono 5.944 posizioni stagionali e 3.176 contratti di apprendistato. Questi numeri evidenziano una prevalenza di forme contrattuali flessibili.

Settori in crisi e settori in crescita

L'industria regionale ha subito una contrazione di circa 5.000 posti di lavoro. Questo dato corrisponde a una diminuzione del 2,6%. Le costruzioni hanno registrato perdite ancora più marcate, con un calo di 7.000 unità, pari al 17%.

Anche il settore del commercio, insieme a quello alberghiero e della ristorazione, ha mostrato segni di debolezza. Si è osservata una flessione del 4,4% in queste aree.

Al contrario, altri settori dei servizi hanno registrato un'espansione. Sono stati creati circa 12.000 nuovi posti di lavoro. L'agricoltura ha visto un incremento di circa 3.000 unità occupazionali.

Le dichiarazioni della Uil Marche

Claudia Mazzucchelli, segretaria generale della Uil Marche, ha sottolineato la gravità della situazione. «La sofferenza dell'industria e delle costruzioni non può essere sottovalutata», ha affermato. Ha aggiunto che questi settori sono «decisivi per la tenuta produttiva e occupazionale delle Marche».

La segretaria ha evidenziato la necessità di una strategia regionale. «Serve una politica industriale regionale capace di accompagnare le trasformazioni», ha spiegato. L'obiettivo è sostenere gli investimenti e difendere le competenze professionali.

«Creare lavoro stabile e qualificato» è una priorità indicata dalla Uil. La segretaria ha ribadito l'importanza di guardare oltre i semplici indicatori numerici.

Disparità di genere e dinamiche occupazionali

Nell'arco di un anno, l'occupazione maschile è aumentata di circa 11.000 unità. Al contrario, l'occupazione femminile ha subito una diminuzione di 13.000 lavoratrici. Questo rappresenta un calo del 4,4% per le donne.

La disoccupazione complessiva è diminuita del 19,2%. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 5,9% al 4,9%. Tuttavia, nello stesso periodo, le forze di lavoro potenziali nelle Marche sono aumentate del 46,1%.

Il tasso di inattività è salito al 28,6%. La segretaria Mazzucchelli ha riconosciuto la riduzione della disoccupazione come un dato positivo. Ha espresso l'auspicio di creare condizioni favorevoli.

«Affinché più giovani possano restare nelle Marche, più donne possano entrare e rimanere nel mercato del lavoro e le famiglie possano scegliere di costruire qui il proprio futuro», ha concluso la segretaria. La Uil Marche invita a una riflessione sulla qualità e sulla sostenibilità dell'occupazione creata.