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Le Marche affrontano un preoccupante declino demografico giovanile. La Cisl Marche evidenzia una fuga di laureati e un aumento della disoccupazione giovanile, sollecitando interventi urgenti.

Calo demografico giovanile nelle Marche

La regione Marche sta registrando una progressiva perdita di residenti nella fascia d'età compresa tra 0 e 34 anni. Tra il 2019 e il 2025, questo decremento ha superato le 28.000 unità. Le proiezioni future indicano un quadro ancora più critico, con una potenziale diminuzione di oltre 100.000 giovani entro il 2050.

Questi dati allarmanti sono stati resi noti dalla Cisl Marche. La presentazione è avvenuta ad Ancona, presso il Ridotto del Teatro delle Muse. L'occasione è stata un convegno dedicato allo sviluppo regionale e al ruolo delle nuove generazioni.

Aumento disoccupazione e Neet

Nonostante una crescita generale dell'occupazione, quella giovanile mostra segnali negativi. Il tasso di disoccupazione per i giovani tra i 15 e i 24 anni nel 2025 si attesta al 21,2%. Questo dato rappresenta un incremento del 5,4% rispetto all'anno precedente.

Parallelamente, si osserva un aumento dei Neet (Not in Education, Employment, or Training). Questi giovani, che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi, sono aumentati del 5,3% rispetto al 2024. La fuga di laureati, inoltre, continua in modo significativo.

Tra il 2014 e il 2024, si è registrata una perdita netta di 7.359 laureati dalla regione. Questo esodo qualificato rappresenta una grave emorragia di competenze per il territorio marchigiano.

Strategie per trattenere i talenti

L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Giacomo Bugaro, ha sottolineato la necessità di rafforzare il sistema produttivo regionale. L'obiettivo è rendere le Marche un luogo dove i giovani scelgano di rimanere, piuttosto che cercare di trattenerli con misure restrittive.

Le azioni proposte includono il potenziamento delle imprese, il sostegno all'internazionalizzazione, l'adozione dell'intelligenza artificiale e il trasferimento tecnologico. Anche l'infrastrutturazione del sistema imprenditoriale è considerata fondamentale.

Questi interventi mirano a creare un ambiente lavorativo più stimolante e competitivo. L'intento è quello di offrire opportunità concrete che valorizzino le competenze e le aspirazioni dei giovani.

Criticità economiche e sociali

Il report della Cisl evidenzia diverse criticità strutturali. Le imprese locali producono meno valore aggiunto rispetto ad altre realtà. Gli investimenti rimangono insufficienti a sostenere una crescita robusta.

Le pensioni percepite nelle Marche sono inferiori alla media delle regioni del centro-nord. Anche i salari si confermano troppo bassi, contribuendo a un generale peggioramento delle condizioni economiche.

La conseguenza diretta di queste problematiche è una crescente incidenza di povertà relativa. Le Marche registrano il dato più elevato tra le regioni di riferimento considerate nel benchmark.

Attrarre e reintegrare i giovani

Gian Luca Gregori, membro del comitato scientifico autore del report, ha evidenziato la necessità di un'offerta lavorativa diversificata. Non servono solo laureati eccellenti, ma anche artigiani e professionisti dei servizi. La domanda del mercato è ampia e variegata.

Per invertire la tendenza, è fondamentale valorizzare la qualità della vita offerta dalla regione. È necessario rendere il territorio più attrattivo, incentivando il ritorno dei marchigiani all'estero. Inoltre, occorre supportare chi è inattivo per favorire il suo ingresso nel mondo del lavoro.

Disparità di genere e disagio psicologico

Il documento mette in luce anche preoccupanti disparità di genere. Le pensioni femminili risultano significativamente inferiori a quelle maschili, con un divario del 47,7% a favore degli uomini nel 2025.

Si registra inoltre un aumento dei segnali di disagio psicologico. Il 9,2% dei residenti marchigiani ha dichiarato sintomi depressivi nel periodo 2023-2024. Questo dato è nettamente superiore alla media nazionale, che si attesta al 5,8%.

Appello per una strategia regionale

Il segretario della Cisl Marche, Marco Ferracuti, ha concluso sottolineando l'urgenza di una strategia regionale integrata. Questa strategia dovrebbe unire sviluppo economico, lavoro di qualità, innovazione e servizi pubblici efficienti.

La sostenibilità e la coesione sociale sono elementi chiave per rendere le Marche una regione desiderabile. L'obiettivo finale è creare un contesto in cui i giovani possano scegliere liberamente di restare o di fare ritorno.