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Le esportazioni delle Marche nel 2025 hanno registrato un calo del 7,6%, secondo il rapporto Istat. La flessione si attesta al -3,2% escludendo il settore farmaceutico.

Competitività Imprese Marche: Export Giù nel 2025

Le imprese della regione Marche hanno affrontato una contrazione significativa delle loro esportazioni nel corso del 2025. I dati provengono dalla 14ª edizione del Rapporto Istat sulla competitività delle imprese. Questo studio è stato presentato ad Ancona, presso la Loggia dei Mercanti. La collaborazione con la Camera di Commercio delle Marche ha reso possibile l'evento. Il presidente dell'Istat, Francesco Maria Chelli, era presente alla presentazione.

Il calo complessivo delle esportazioni di merci marchigiane si attesta al -7,6% rispetto all'anno precedente, il 2024. Questo dato è particolarmente rilevante se confrontato con l'andamento nazionale. L'export italiano, infatti, ha registrato nello stesso periodo un incremento del 3,3%. Le Marche si trovano quindi in una situazione di controtendenza rispetto al resto del Paese.

La flessione diventa meno marcata se si escludono i prodotti farmaceutici. In questo caso, la diminuzione dell'export si riduce a -3,2% verso tutti i mercati internazionali. Questo dato suggerisce una certa vulnerabilità settoriale. Il settore farmaceutico sembra aver agito da traino positivo per l'economia regionale.

Un'analisi più dettagliata rivela cali ancora più consistenti verso specifici mercati. Ad esempio, l'export verso gli Stati Uniti ha subito una contrazione del -23,2%. Anche escludendo i farmaceutici, il calo verso gli USA rimane elevato, attestandosi al -11,6%. Questi dati evidenziano sfide specifiche nel mercato americano.

La maggior parte degli altri settori produttivi della regione ha registrato cali diffusi. Questo indica una difficoltà generalizzata nel mantenere o aumentare le quote di mercato all'estero. Le cause di questa contrazione sono molteplici e complesse. Fattori economici globali, tensioni geopolitiche e dinamiche competitive giocano un ruolo fondamentale.

Dinamiche Aziendali e Manifattura nelle Marche

Il rapporto Istat analizza anche altre metriche relative alla salute delle imprese marchigiane. Nel 2024, la regione ha registrato un calo nel numero di esportatori. Si è passati a 5.662 imprese esportatrici. Questo rappresenta una diminuzione dell'8,6% rispetto al 2020. Il calo è ancora più marcato se si confronta con il 2015, con una riduzione del 21,1%.

Nonostante la diminuzione del numero di esportatori, il valore delle merci prodotte nelle Marche e esportate è in crescita. Si è registrato un aumento del +25,5% rispetto al 2020. Rispetto al 2015, l'incremento è del +19,3%. Questo dato è incoraggiante e suggerisce che le imprese rimaste sul mercato stanno aumentando il valore dei loro scambi internazionali.

Nel 2023, le Marche ospitavano il 4% degli stabilimenti produttivi della manifattura italiana. La dimensione media di questi stabilimenti è di 9,8 addetti. Questo dato è in crescita rispetto al 2020, indicando una possibile tendenza verso imprese più strutturate o una maggiore concentrazione produttiva.

La manifattura rappresenta una quota significativa dell'economia regionale. Costituisce il 40,4% del valore aggiunto totale delle Marche. Questo sottolinea l'importanza strategica del settore manifatturiero per il tessuto economico della regione.

Il tasso di natalità delle imprese manifatturiere marchigiane si attesta al 3,9% nel 2023. Questo valore è leggermente superiore al 3,4% registrato nel 2020. Indica una certa vitalità nella creazione di nuove realtà imprenditoriali nel settore.

Il tasso di mortalità delle imprese manifatturiere è del 5% nel 2023, in lieve calo rispetto al 5,2% del 2020. Questo dato, unito al tasso di natalità, fornisce un quadro della dinamicità del settore. Il tasso di sopravvivenza delle imprese a cinque anni è del 57% nel 2023. Questo valore è in crescita rispetto al 53,7% del 2020, suggerendo una maggiore resilienza delle aziende nel medio termine.

Produttività e Stabilimenti Produttivi nelle Marche

La produttività del lavoro nelle Marche mostra un trend positivo. Nel 2023, il valore aggiunto per addetto è stato di 65,2 migliaia di euro. Questo dato rappresenta un aumento significativo rispetto ai 47,3 mila euro registrati nel 2020. Una maggiore produttività è un indicatore chiave di efficienza e competitività.

Questo incremento nella produttività del lavoro potrebbe essere legato a diversi fattori. Investimenti in tecnologia, miglioramento dei processi produttivi e una forza lavoro più qualificata potrebbero contribuire a questi risultati. La crescita della produttività è fondamentale per affrontare le sfide del mercato globale.

Sempre nel 2023, le Marche ospitano il 2,3% degli stabilimenti produttivi a livello nazionale. Questo dato, sebbene inferiore alla quota di stabilimenti manifatturieri, indica comunque una presenza industriale rilevante nel contesto italiano. La concentrazione di attività produttive in una regione può generare economie di scala e sinergie.

Il rapporto Istat fornisce un quadro complesso della situazione economica delle Marche. Da un lato, si registra una flessione preoccupante dell'export, soprattutto verso mercati chiave come gli USA. Dall'altro, emergono segnali positivi in termini di crescita del valore delle esportazioni per le imprese rimaste attive, aumento della produttività del lavoro e resilienza delle aziende nel medio termine.

Le politiche di sostegno all'internazionalizzazione e all'innovazione diventano quindi cruciali. È necessario supportare le imprese marchigiane nell'affrontare le sfide globali. L'obiettivo è invertire la tendenza negativa dell'export e rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale. La diversificazione dei mercati e l'investimento in settori ad alto valore aggiunto potrebbero essere strategie vincenti.

La presentazione del rapporto ad Ancona sottolinea l'importanza di questi dati per le decisioni politiche ed economiche. La collaborazione tra istituzioni come l'Istat e le Camere di Commercio è fondamentale per monitorare e supportare lo sviluppo delle imprese. L'analisi dettagliata dei dati permette di identificare le aree di forza e di debolezza.

La regione Marche, con la sua forte vocazione manifatturiera, deve continuare a puntare sull'innovazione e sulla qualità. Solo così potrà affrontare con successo le sfide del mercato globale e recuperare la performance export del passato. La resilienza dimostrata dalle imprese è una base solida su cui costruire il futuro.