Critiche mosse da Antonio Mastrovincenzo riguardo la gestione delle Case di Comunità nelle Marche. Si evidenziano carenze di personale e risorse, mettendo a rischio l'efficacia dei servizi.
Critiche sulla gestione delle Case di Comunità
Antonio Mastrovincenzo, esponente del Partito Democratico, ha espresso forti perplessità riguardo l'implementazione delle Case di Comunità nelle Marche. Ha presentato un'interrogazione in Consiglio regionale per sollevare dubbi sulla delibera della Giunta, la Dgr 1159/2026. L'esponente dem ha lamentato una generale mancanza di chiarezza e molta confusione nel modello organizzativo proposto. Secondo Mastrovincenzo, l'intero sistema rischia di incontrare difficoltà fin dall'inizio della sua operatività.
La preoccupazione principale, come sottolineato da Mastrovincenzo, risiede in una complessità eccessiva che non sembra apportare benefici tangibili. La presenza di diversi livelli di ambulatori, distinti persino per i giorni di apertura, unitamente a una tipologia distrettuale di Case della Comunità e a una sottocategoria di 'supporto', crea un quadro confuso. Si assiste a una proliferazione di definizioni burocratiche senza un effettivo incremento di servizi concreti per i cittadini.
Scarsità di risorse e personale infermieristico
Il paradosso più grave, secondo Mastrovincenzo, riguarda la copertura dei turni e la questione irrisolta delle risorse economiche e umane. La delibera non chiarisce con quali mezzi si intenda garantire il funzionamento dell'intera rete assistenziale. L'impegno di mantenere aperti 40 ambulatori per 12 ore al giorno, con 25 operativi anche nei fine settimana, richiede un numero di infermieri che attualmente non è disponibile. Questa carenza di personale qualificato rappresenta un ostacolo insormontabile per il successo del progetto.
L'impatto di questa situazione sulla medicina generale è considerato fortemente penalizzante. Le poche ore settimanali che i medici di base dedicheranno alle Case di Comunità non saranno sufficienti a coprire tutte le necessità. Questi professionisti sono essenziali per la gestione delle malattie croniche, il monitoraggio dei pazienti fragili attraverso i Piani Assistenziali Individualizzati, il lavoro di squadra e le attività di prevenzione. L'apertura di ambulatori con le caratteristiche delineate, senza un adeguato supporto, rischia di compromettere queste attività fondamentali per la salute pubblica.
Richiesta di confronto e avvertimento
L'esponente dem ha concluso invitando la Giunta regionale ad avviare un confronto autentico con i sindacati e gli operatori del settore sanitario. Senza risorse certe, indicazioni precise e una campagna informativa efficace, la riforma rischia di trasformarsi in un altro progetto avviato in modo disorganizzato. Questo porterebbe inevitabilmente a disservizi e a ulteriore confusione per i cittadini delle Marche. La necessità di un approccio più strutturato e trasparente è evidente per garantire l'efficacia dei servizi sanitari territoriali.
La proposta di Mastrovincenzo mira a garantire che le Case di Comunità diventino un reale punto di riferimento per i cittadini, affrontando i bisogni sanitari in modo efficace e tempestivo. La sua interrogazione sottolinea l'urgenza di affrontare la carenza di personale e risorse per evitare che l'iniziativa si traduca in un fallimento operativo. Il futuro delle Case di Comunità nelle Marche dipende da un'attenta pianificazione e da un investimento adeguato.
La critica sollevata da Mastrovincenzo evidenzia la necessità di un approccio più pragmatico nella riorganizzazione dei servizi sanitari. Le parole dell'esponente dem mettono in luce le difficoltà concrete che si incontrano nell'implementare nuove strutture senza le adeguate coperture. La salute dei cittadini delle Marche deve rimanere la priorità assoluta, e questo richiede un impegno concreto per superare gli ostacoli attuali. La trasparenza e il dialogo con gli operatori sono fondamentali per il successo di qualsiasi riforma sanitaria.