Condividi

La proposta di ridurre le distanze minime delle discariche dai centri abitati nelle Marche suscita forti critiche. Alleanza Verdi Sinistra chiede la riapertura della Valutazione Ambientale Strategica sull'intero Piano Rifiuti.

Critiche alla modifica del piano rifiuti

Una proposta di modifica al Piano regionale di gestione dei rifiuti sta generando un acceso dibattito. La revisione, avanzata dalla maggioranza di centrodestra, prevede una significativa riduzione delle distanze minime tra le nuove discariche e i centri abitati. L'ipotesi iniziale parlava di passare dagli attuali 1.500 metri a 1.000 metri.

Successivamente, si è ipotizzato di consentire ai singoli Consigli comunali la facoltà di abbassare ulteriormente tale soglia, fino a 500 metri. Questa eventualità è stata definita «irricevibile» dal capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra (Avs) in Consiglio regionale, Andrea Nobili.

Secondo Nobili, non si tratterebbe di un semplice aggiustamento tecnico. La modifica avrebbe un impatto considerevole sulla vita dei residenti, specialmente quelli che vivono in prossimità di aree potenzialmente destinate a ospitare discariche.

Necessaria riapertura della Vas

Il consigliere di Avs sottolinea l'importanza di una Valutazione Ambientale Strategica (Vas) completa e aggiornata. Nobili ritiene inaccettabile sottoporre a una nuova Vas solo l'emendamento proposto, lasciando invariato il resto del Piano rifiuti. Una modifica così sostanziale, a suo dire, renderebbe necessaria una rivalutazione dell'intero documento.

La Vas attualmente in vigore si basa su uno scenario che prevede una distanza minima di 1.500 metri. Ridurre questo limite a 1.000 metri, o addirittura a 500 metri su decisione dei comuni, creerebbe uno scenario operativo completamente diverso.

Nobili paventa il rischio che l'emendamento venga utilizzato per aggirare la riapertura dell'iter di valutazione. L'obiettivo sarebbe quello di accelerare l'approvazione del Piano senza un riesame approfondito.

Richiesta di trasparenza e confronto pubblico

Andrea Nobili ribadisce la necessità di garantire trasparenza e partecipazione nel processo decisionale. Le comunità locali, i comuni, le associazioni e tutti gli attori interessati hanno il diritto di essere informati e di valutare le reali conseguenze di una simile modifica. L'introduzione di un cambiamento così impattante nell'ultima fase dell'iter, tramite un «blitz procedurale» e senza un adeguato confronto pubblico, sarebbe inaccettabile.

Il capogruppo di Avs esorta la maggioranza a rinunciare all'intervento annunciato. Qualora la proposta venisse comunque presentata, Nobili auspica che la correttezza istituzionale porti alla riapertura della Vas sull'intero Piano. Sarebbe poi fondamentale sottoporre il nuovo scenario a un confronto pubblico autentico e trasparente.

La discussione evidenzia la tensione tra la necessità di gestire i rifiuti e la tutela della salute e dell'ambiente per i cittadini delle Marche.