Una commissione regionale marchigiana per la verifica del plasma è ritenuta invalida dai consiglieri d'opposizione. La critica si basa sulla presunta non conformità ai criteri nazionali stabiliti per la selezione dei valutatori. Il timore è che il lavoro svolto possa essere vano.
Critiche alla commissione regionale sul plasma
I consiglieri regionali Michele Caporossi e Massimo Seri sollevano dubbi seri. La loro preoccupazione riguarda una commissione istituita nelle Marche. Questa commissione si occupa di verificare le attività legate al plasma. L'opposizione ritiene che l'organismo non rispetti le normative nazionali vigenti.
La critica nasce da un decreto pubblicato nel 2025. Tale decreto, emanato dall'Istituto Superiore di Sanità, aggiorna l'elenco dei valutatori per il sistema trasfusionale. La firma è del direttore del Centro Nazionale Sangue. Tuttavia, nessuno dei professionisti selezionati per la commissione marchigiana figura in questo elenco ufficiale.
La conseguenza, secondo i consiglieri, è chiara. La commissione, pur composta da professionisti validi, opererebbe in difetto di conformità. Il loro lavoro, dunque, rischia di essere considerato inutile. Questo è quanto affermano Caporossi e Seri.
Il caso delle sacche di plasma scartate
Le dichiarazioni dei consiglieri seguono un episodio specifico. Si fa riferimento alla questione delle sacche di plasma scartate. L'incidente è avvenuto presso l'Officina trasfusionale dell'Azienda ospedaliero universitaria delle Marche. L'episodio ha acceso i riflettori sulla gestione del sistema trasfusionale regionale.
I due esponenti dell'opposizione si dichiarano insoddisfatti. La risposta ricevuta dall'assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, è stata giudicata. La definiscono «burocratica e contorta». Questa risposta è giunta in seguito a un'interrogazione urgente presentata dai consiglieri stessi.
La loro richiesta di chiarimenti mirava a comprendere le ragioni dietro la presunta non conformità della commissione. La risposta dell'assessore non ha placato i loro timori. Anzi, sembra aver rafforzato la loro convinzione sulla validità delle loro perplessità.
Normativa nazionale e requisiti per i valutatori
Caporossi e Seri ricordano un decreto ministeriale fondamentale. Si tratta del decreto del 5 novembre 2021. L'oggetto del decreto è l'istituzione e il funzionamento del sistema nazionale di verifica. Questo sistema controlla e certifica la conformità delle attività e dei prodotti dei servizi trasfusionali.
In particolare, l'articolo 5 del decreto è cruciale. Esso tratta delle «Verifiche ispettive e valutatori del sistema trasfusionale». L'articolo specifica che le regioni e le province autonome devono avvalersi dei valutatori inseriti nell'elenco nazionale. Questo elenco è definito da un decreto del Ministro della salute del 26 maggio 2011.
La composizione dei team ispettivi deve garantire competenza tecnica, imparzialità, omogeneità, trasparenza e terzietà. Questi sono i criteri che, secondo i consiglieri, la commissione marchigiana non rispetterebbe. La mancata inclusione dei professionisti nell'elenco ufficiale comprometterebbe proprio questi principi.
Accuse di approssimazione e mancato ascolto
«La commissione è invalida perché non rispetta i criteri previsti delle norme nazionali», affermano con fermezza i due consiglieri d'opposizione. La loro critica si estende oltre la mera questione tecnica. Essi accusano l'amministrazione regionale di «approssimazione e mancato ascolto».
La domanda che pongono è retorica: «perché?». Sembra sottintendere una mancanza di volontà nel considerare le loro preoccupazioni. La gestione della sanità regionale e la trasparenza dei processi di verifica sono al centro del dibattito.
L'opposizione chiede maggiore chiarezza e rispetto delle procedure. La validità del lavoro svolto dalla commissione è messa in discussione. Questo potrebbe avere ripercussioni sulla fiducia nel sistema trasfusionale regionale. La questione è destinata a rimanere aperta.