Nel secondo trimestre 2026, le Marche vedono una diminuzione degli occupati, trainata dal crollo dei lavoratori autonomi e dalla flessione dell'occupazione femminile. La Cgil Marche chiede interventi regionali per sostenere la genitorialità e i servizi pubblici.
Occupazione nelle Marche in calo nel 2026
Nel periodo aprile-giugno 2026, il numero di lavoratori nelle Marche è sceso a 651mila. Questo dato rappresenta una diminuzione di circa 3mila unità rispetto all'anno precedente. Il calo complessivo è dello 0,4%.
L'analisi dei dati Istat, elaborata da Ires Cgil Marche, evidenzia una causa principale di questa flessione. La diminuzione è interamente attribuibile ai lavoratori autonomi. Si sono persi ben 38mila posti di lavoro in questo settore. Ciò corrisponde a un calo del 25,1%.
Questo dato negativo è stato parzialmente compensato da un aumento dei lavoratori dipendenti. Sono stati creati circa 35mila nuovi posti di lavoro. L'incremento per i dipendenti è stato del 7%. Nonostante ciò, il saldo generale rimane negativo.
Occupazione femminile e disoccupazione
Un segnale positivo emerge dal fronte dei disoccupati. Il loro numero è diminuito di 8mila unità. Si tratta di una flessione del 19,2%. All'interno di questa riduzione, si nota una diminuzione più marcata tra le donne. Sono 7mila le donne in meno che risultano disoccupate, con un calo del 32,0%.
La popolazione in età lavorativa (15-64 anni) che non è né occupata né in cerca di lavoro è rimasta sostanzialmente stabile. Si contano 261mila inattivi, con un lieve aumento dello 0,2%.
Analizzando i principali settori economici, l'industria marchigiana ha perso 5mila occupati. Questo significa un calo del 2,6%. Anche il settore delle costruzioni ha registrato una diminuzione di 7mila dipendenti. Il comparto del commercio, alberghi e ristorazione ha visto una flessione del 4,4%.
Aumenti e cali per macro-settori e genere
Ci sono stati settori che hanno mostrato crescita. L'agricoltura ha visto un aumento di 3mila unità, pari al 34,8%. Anche il macro-settore degli "altri servizi" ha registrato un incremento. Sono stati creati 12mila posti di lavoro, con un aumento del 4,5%.
Tuttavia, la situazione occupazionale a livello di genere presenta criticità. L'aumento degli occupati uomini è stato di 11mila unità. Questo corrisponde a un incremento del 3,1%. Questo dato positivo non è sufficiente a compensare la perdita di posti di lavoro per le donne.
Le occupate donne sono diminuite di 13mila unità. La flessione è del 4,4%. Il tasso di occupazione femminile è sceso al 61,4%. Questo indica una situazione di svantaggio per la componente femminile nel mercato del lavoro.
Le richieste della Cgil Marche
Eleonora Fontana, segretaria della Cgil Marche, ha commentato i dati con preoccupazione. Ha sottolineato come il sistema industriale regionale sia in forte contrazione. Le donne, secondo Fontana, stanno pagando il prezzo più alto di questa crisi economica. Ha evidenziato la necessità di interventi concreti da parte della Regione.
La segretaria ha proposto il potenziamento dei servizi pubblici. Ha inoltre suggerito l'adozione di misure specifiche per favorire la genitorialità condivisa. Queste azioni mirano a sostenere le famiglie e a promuovere una maggiore equità nel mondo del lavoro.
Domande e risposte
Cosa indica il calo degli occupati autonomi nelle Marche?
Il calo degli occupati autonomi nelle Marche, pari a 38mila unità nel secondo trimestre 2026, indica una contrazione significativa del lavoro indipendente, che non è stata compensata dall'aumento dei dipendenti, portando a una diminuzione generale dell'occupazione nel territorio.
Quali sono le proposte della Cgil Marche per migliorare la situazione occupazionale?
La Cgil Marche propone alla Regione di potenziare i servizi pubblici e di implementare misure che favoriscano la genitorialità condivisa, al fine di sostenere l'occupazione, in particolare quella femminile, e mitigare gli effetti della crisi industriale.