Nicola Barbieri, esponente di Fratelli d'Italia, ha replicato alle critiche riguardo presunte lacune nella normativa regionale sulle aree idonee per gli impianti fotovoltaici. Ha sottolineato come la legge nazionale già preveda specifici spazi, come i parcheggi coperti, per tali installazioni, escludendo quindi un vuoto normativo.
Normativa chiara su aree idonee per fotovoltaico
Il consigliere regionale Nicola Barbieri, esponente di Fratelli d'Italia, ha recentemente affrontato il tema delle aree idonee per l'installazione di impianti fotovoltaici. Ha risposto alle affermazioni della consigliera del Movimento 5 Stelle, Marta Ruggeri. Quest'ultima aveva segnalato delle presunte lacune nel piano regionale presentato in Commissione. Barbieri ha definito queste critiche come polemiche strumentali. Ha ribadito la necessità di un approccio serio alla transizione energetica. La sua replica mira a chiarire la posizione del suo partito e a fornire un quadro normativo preciso.
Secondo Barbieri, la consigliera Ruggeri avrebbe omesso un dettaglio cruciale. Le aree adibite a parcheggio sono già espressamente considerate idonee. Questo avviene secondo la normativa nazionale vigente. L'installazione di impianti fotovoltaici sulle loro strutture di copertura è quindi già prevista. Prima di sollevare dubbi su presunte lacune, sarebbe opportuno un approfondimento del quadro legislativo. Questo permetterebbe di evitare accuse infondate e di basare il dibattito su dati concreti.
La normativa nazionale, infatti, è molto chiara su questo punto. L'articolo 11-bis, comma 1, lettera l), numero 5), del decreto legislativo 190/2024 è stato introdotto dal decreto-legge 175/2025. La sua conversione in legge è avvenuta con la legge 4/2026. Questo articolo individua specificamente le aree idonee. Tra queste figurano le aree destinate a parcheggi, ma solo per quanto riguarda le strutture di copertura. Non vi è quindi alcun vuoto normativo da colmare in questo senso.
Regione Marche: conciliare rinnovabili e tutela paesaggio
Il consigliere Barbieri ha spiegato ulteriormente il concetto. La proposta di legge regionale in discussione non può che ampliare, ma non ridurre, l'individuazione delle aree idonee. Essa deve essere interpretata in sinergia con la disciplina nazionale. Non può essere considerata come un'entità isolata, ignorando le leggi statali. La Regione, infatti, non ha la facoltà di legiferare in contrasto con le norme dello Stato. Deve operare entro un perimetro normativo ben definito. Questo implica il rispetto della legislazione nazionale, del riparto delle competenze e dei principi costituzionali.
Lo spirito della proposta di legge avanzata dalla giunta regionale è chiaro. Si mira a conciliare due esigenze fondamentali e apparentemente contrapposte. Da un lato, favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili, cruciale per la transizione ecologica. Dall'altro, salvaguardare il patrimonio paesaggistico e le caratteristiche uniche del territorio delle Marche. La transizione energetica è una priorità assoluta. Tuttavia, deve procedere di pari passo con la tutela dell'identità e delle specificità del territorio.
A tal fine, si intende privilegiare l'utilizzo di superfici già urbanizzate. Questo approccio riduce l'impatto sul suolo e preserva gli ecosistemi naturali. Si promuove inoltre l'autoproduzione di energia, responsabilizzando cittadini e imprese. Vengono favorite soluzioni sostenibili che non comportino un ulteriore consumo di suolo. La Regione, come anticipato dall'assessore regionale Bugaro, intende dare un esempio concreto. Questo avverrà attraverso interventi mirati, come la prevista installazione di pensiline fotovoltaiche nell'area parcheggio dell'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona.
Il contesto normativo e territoriale delle Marche
La regione Marche, come molte altre realtà italiane, si trova ad affrontare la sfida della transizione energetica. L'obiettivo è aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili, in linea con gli accordi internazionali e gli obiettivi europei. Tuttavia, la regione è anche caratterizzata da un paesaggio di grande pregio e da un'identità territoriale forte. Questo rende necessaria un'attenta pianificazione per evitare impatti negativi. La normativa nazionale, in questo senso, fornisce un quadro di riferimento.
Il decreto legislativo 190/2024, modificato dal decreto-legge 175/2025 e convertito dalla legge 4/2026, rappresenta un passo importante. Esso mira a semplificare le procedure per l'installazione di impianti fotovoltaici. Al contempo, cerca di indirizzare tali installazioni verso aree che minimizzino l'impatto ambientale e paesaggistico. L'inclusione esplicita delle aree di parcheggio, limitatamente alle coperture, è un esempio di questa strategia. Permette di sfruttare superfici già impermeabilizzate e di non sottrarre terreno all'agricoltura o ad altri usi.
La legge regionale marchigiana, quindi, si inserisce in questo contesto. Essa non può derogare ai principi stabiliti a livello nazionale. Può, tuttavia, definire criteri più stringenti o individuare ulteriori aree idonee, sempre nel rispetto della cornice legislativa superiore. L'intervento proposto, che prevede pensiline fotovoltaiche a Torrette, ad Ancona, è emblematico di questo approccio. Dimostra la volontà di procedere concretamente verso l'obiettivo delle rinnovabili, integrando la produzione energetica con la funzionalità di spazi esistenti.
La polemica sollevata dalla consigliera Ruggeri, e la conseguente replica di Barbieri, evidenziano la complessità del dibattito. Da un lato, l'urgenza di accelerare la transizione energetica per contrastare il cambiamento climatico. Dall'altro, la necessità di preservare l'integrità del territorio e del paesaggio. La chiave sembra risiedere in un'attenta pianificazione e in un dialogo costruttivo tra le diverse forze politiche. L'obiettivo comune deve essere quello di trovare soluzioni equilibrate e sostenibili per il futuro delle Marche.
Il riferimento specifico alla legge 4/2026 è fondamentale. Essa ha introdotto modifiche significative in materia di energia. La sua interpretazione corretta è essenziale per evitare malintesi e strumentalizzazioni. La chiara indicazione delle aree idonee, inclusi i parcheggi coperti, dimostra una volontà legislativa precisa. Il consigliere Barbieri ha fatto bene a richiamare l'attenzione su questo aspetto. Assicura che il dibattito si svolga su basi normative solide e non su interpretazioni parziali o errate.
La posizione di Fratelli d'Italia, espressa tramite Nicola Barbieri, sottolinea l'importanza di un approccio pragmatico. La transizione energetica deve essere guidata da norme chiare e da una visione strategica. Questa visione deve integrare le esigenze ambientali, economiche e sociali. Le polemiche sterili non aiutano a raggiungere questi obiettivi. È necessario un confronto basato sulla conoscenza dei fatti e sulla volontà di costruire un futuro più sostenibile per la regione Marche e per l'intero Paese.