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Le imprese artigiane delle Marche subiscono gli effetti della crisi internazionale con aumento dei costi energetici, calo dell'export e rincari su trasporti. Le associazioni Confartigianato e CNA esprimono forte preoccupazione per il futuro del settore.

Preoccupazione per i costi energetici e l'export

Le aziende artigiane nelle Marche stanno già accusando il colpo. L'aumento dei costi energetici rappresenta una sfida costante. A questo si aggiunge un rallentamento nelle esportazioni. I trasporti e la logistica registrano rincari significativi. La situazione è aggravata dalle tensioni geopolitiche internazionali.

La chiusura dello Stretto di Hormuz ha provocato un'impennata del prezzo del petrolio. Questo ha innescato un effetto domino sull'intera economia. Le Marche, regione a forte vocazione artigiana, ospita molte piccole e piccolissime imprese. Queste realtà sono particolarmente vulnerabili agli shock esterni.

Marco Pierpaoli, segretario di Confartigianato Imprese Ancona - Pesaro e Urbino, esprime forte preoccupazione. «Le imprese marchigiane stanno affrontando effetti concreti e rilevanti», afferma. I costi energetici sono in aumento. Le tensioni geopolitiche creano incertezza. L'export mostra segni di rallentamento. Il quadro generale è quello di un sistema produttivo resiliente ma sotto pressione.

Confartigianato dialoga costantemente con le istituzioni. L'obiettivo è trovare strategie per mitigare l'impatto della crisi. Si cerca una visione a lungo termine. I rincari dei carburanti, legati all'instabilità internazionale, peggiorano la situazione. I costi di trasporto e logistica aumentano. Le forniture diventano più incerte.

Al momento, non si registrano blocchi nelle merci. Tuttavia, la filiera produttiva appare più fragile. Le imprese rischiano una compressione dei margini. Spesso non riescono a trasferire i costi sui prezzi finali. I rincari energetici sono una criticità strutturale. Il prezzo dell'energia elettrica è aumentato significativamente rispetto all'anno precedente.

Non si prevedono razionamenti energetici imminenti. Tuttavia, le imprese temono picchi improvvisi dei prezzi. Ci sono preoccupazioni per le forniture di gas. Le tensioni internazionali persistono. Per quanto riguarda l'export regionale, alcuni settori come la moda hanno sofferto. Si monitora attentamente la situazione, condizionata dalle tensioni geopolitiche.

CNA: investire in sostenibilità e diversificazione

Anche per la CNA, i problemi per le imprese marchigiane sono molteplici. Massimiliano Santini, direttore della CNA Ancona, sottolinea l'importanza strategica dell'area mediorientale. Questa regione è un ponte verso l'Asia. La crisi rappresenta quindi un problema logistico e di approvvigionamento energetico.

Oltre al caro carburante, si registrano effetti sull'intero sistema. L'approvvigionamento di prodotti nei magazzini e sugli scaffali è influenzato. Questo vale anche per gli alimentari. La crisi geopolitica genera ansia. Con l'avvicinarsi dell'estate, le preoccupazioni si estendono anche al settore turistico.

Alcune piccole e medie imprese hanno già visto un aumento medio del 30% sulle bollette energetiche. Se il conflitto dovesse protrarsi, si profilerebbe uno scenario di recessione. Questo comporterebbe criticità e tensioni sociali. Le aziende avrebbero difficoltà a pianificare politiche di sviluppo. Le Marche, con la loro alta concentrazione di micro imprese, risentirebbero maggiormente.

Santini ricorda le crisi passate, come quella pandemica e quella legata alla guerra in Ucraina. «Dobbiamo guardare dentro casa nostra», afferma. Non si tratta di protezionismo. Si tratta di valorizzare le peculiarità del territorio. Accanto alle eccellenze manifatturiere, c'è la necessità di diversificare l'economia. Il turismo è un settore chiave. Serve una programmazione condivisa e lungimirante.

La chiave è sostenere le micro imprese locali. L'artigianato di qualità e i servizi sono fondamentali. Bisogna continuare a investire nelle imprese. Queste necessitano di nuovi occupati per crescere. Occorre coniugare sviluppo e sostenibilità. L'artigianato può garantire maggiore sostenibilità nel lungo periodo.

È importante cogliere l'occasione per investimenti a lungo termine. Questi dovrebbero focalizzarsi sulla sostenibilità ambientale e sull'approvvigionamento energetico. Un esempio concreto è l'installazione di pannelli solari sulle coperture di capannoni e strutture aziendali.

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