Il Consiglio Regionale delle Marche ha approvato il piano triennale per il turismo 2026-2028, puntando su sostenibilità e digitalizzazione. L'opposizione critica i tempi e l'efficacia di alcune agenzie.
Approvato il piano triennale per il turismo
L'organo legislativo delle Marche ha dato il suo assenso, con una votazione a maggioranza, al piano triennale dedicato al settore turistico. Questo documento strategico coprirà il periodo compreso tra il 2026 e il 2028. L'approvazione è giunta al termine di un acceso dibattito tra i rappresentanti della maggioranza e quelli dell'opposizione. Le divergenze principali sono emerse riguardo alla valutazione della situazione attuale del turismo nella regione.
Il piano appena ratificato si fonda su tre pilastri fondamentali. Questi includono la promozione della sostenibilità ambientale ed economica, l'adozione di tecnologie digitali avanzate e una gestione più efficiente dei flussi turistici. Sono state inoltre individuate cinque aree prioritarie di intervento. Queste comprendono la promozione turistica sia a livello nazionale che internazionale, un compito affidato all'Atim. Si prevede anche una nuova struttura di governance per il sistema turistico, che coinvolga diversi livelli amministrativi. Verrà offerto supporto alle imprese operanti nel settore. Saranno potenziate le infrastrutture digitali e attuate semplificazioni normative.
Due emendamenti hanno arricchito il testo del piano. Il primo riguarda l'allocazione delle risorse finanziarie necessarie. Il secondo definisce il ruolo del Coni nell'organizzazione di eventi di grande richiamo. Queste integrazioni mirano a rendere il piano più concreto ed efficace nella sua attuazione.
Crescita delle presenze turistiche e critiche
La consigliera regionale Silvia Luconi, esponente di Fratelli d'Italia e sottosegretaria alla Presidenza della giunta, ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti. Ha sottolineato come siano stati attivati i bandi più significativi per il turismo. Ha menzionato in particolare quelli relativi ai grandi eventi, al marketing territoriale e alla valorizzazione dei borghi. Questi ultimi hanno ricevuto un'attenzione speciale già durante il primo mandato del presidente Acquaroli. La consigliera ha evidenziato dati numerici inequivocabili. Ha affermato che, in epoca precedente alla pandemia di Covid-19, le presenze straniere si attestavano a 1,9 milioni. Attualmente, questo dato è salito a 2,7 milioni. Questo incremento rappresenta un successo notevole per le Marche. La regione sta guadagnando visibilità e riconoscimento. La consigliera si è detta fiduciosa che questo piano costituisca un eccellente punto di partenza per una stagione turistica promettente.
Dall'altra parte, l'opposizione ha manifestato un parere diverso. Il consigliere regionale del Pd Antonio Mastrovincenzo, relatore di minoranza del documento, ha parlato di un «fortissimo ritardo». Ha criticato il fatto che ci si trovi a fine aprile, con la stagione estiva ormai alle porte. Mastrovincenzo ha definito il piano come portatore di «incrostazioni del passato». Ha ribadito la sua contrarietà all'Atim, mettendo in dubbio la sua reale utilità. Inoltre, ha rilevato una scarsa attenzione verso il turismo balneare. Il turismo culturale, secondo il consigliere, non viene trattato affatto. La sostenibilità, infine, viene equiparata a forme di turismo specifiche come quello religioso, balneare e culturale. Mastrovincenzo ritiene che la sostenibilità dovrebbe essere un requisito trasversale a ogni tipologia di turismo.
Prospettive future e dibattito politico
Il dibattito politico sulle strategie turistiche regionali evidenzia visioni differenti. La maggioranza punta sui dati di crescita e sulla visione strategica del piano triennale. L'opposizione, invece, solleva preoccupazioni sui tempi di attuazione e sull'efficacia di alcuni strumenti operativi. La discussione verte sulla necessità di un approccio più integrato e tempestivo. Si discute anche sull'importanza di definire chiaramente le priorità e i ruoli degli enti coinvolti. Il successo del piano dipenderà dalla sua capacità di rispondere alle sfide attuali e future del settore turistico marchigiano. La regione punta a consolidare la sua attrattività e a incrementare ulteriormente i flussi turistici.
La volontà politica espressa con l'approvazione del piano è chiara: rafforzare il settore turistico. Le Marche intendono sfruttare al meglio le proprie potenzialità. La sfida sarà tradurre gli obiettivi strategici in azioni concrete. Sarà fondamentale monitorare l'andamento delle iniziative e apportare eventuali correttivi. Il confronto tra maggioranza e opposizione continuerà a caratterizzare il percorso di sviluppo turistico della regione. L'obiettivo comune resta quello di promuovere un turismo di qualità. Si mira a valorizzare il patrimonio naturale, culturale ed enogastronomico del territorio.