Condividi

La Cia Marche evidenzia la grave carenza di acqua per gli animali da pascolo nelle zone montane. Si chiede la realizzazione di infrastrutture idriche permanenti per superare le soluzioni emergenziali.

Criticità idriche per il bestiame marchigiano

Gli allevatori delle Marche affrontano serie difficoltà nel garantire l'approvvigionamento idrico ai propri animali. La problematica è emersa da recenti analisi condotte dalla Cia Marche. I dati provengono dalla Banca dati nazionale dell'Anagrafe zootecnica, aggiornati a giugno di quest'anno.

La regione ospita 1.189 allevamenti ovicaprini. Questi contano un totale di 83.256 capi. Su 6.156 allevamenti zootecnici complessivi esaminati, una porzione significativa si trova in aree montane. Ben 1.869 allevamenti, circa il 30%, sono localizzati in zone montane.

Questi allevamenti montani comprendono 74.603 capi. Rappresentano il 41% del patrimonio zootecnico totale. Il patrimonio include bovini, bufalini, ovicaprini ed equini. Tra questi, 748 allevamenti bovini e bufalini montani ospitano 21.771 capi. Altri 859 allevamenti ovicaprini contano 48.509 animali.

Appello per infrastrutture idriche stabili

Il presidente della Cia Marche, Alessandro Taddei, ha commentato la situazione. Ha ammesso che il terremoto ha aggravato alcuni casi. Alcune sorgenti potrebbero essersi prosciugate. Tuttavia, ha sottolineato l'urgenza di abbandonare le soluzioni emergenziali. L'uso di autobotti non è più sostenibile nel lungo periodo.

Taddei ha evidenziato la necessità di creare abbeveratoi e piccoli laghetti. Sono necessarie infrastrutture idriche permanenti. Queste dovrebbero essere diffuse sul territorio. La progettazione dovrebbe essere specifica per ogni singola area. L'obiettivo è garantire un accesso costante all'acqua.

Allevatori chiedono interventi istituzionali

Vito Ricciotti, un allevatore di Forca di Presta, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ha condiviso la sua esperienza. Ha dichiarato che gli allevatori non dispongono nemmeno delle autorizzazioni necessarie. Non possono costruire strutture permanenti. Attualmente si affidano ad abbeveratoi e grandi cisterne.

Ricciotti ha definito queste soluzioni come provvisorie. Ha spiegato che possono verificarsi guasti. Tubi rotti o abbeveratoi rovesciati dagli animali sono problemi comuni. A volte, semplicemente, non si riesce ad accumulare sufficiente acqua. Ha quindi lanciato un appello per interventi istituzionali concreti. Sono necessarie strutture fisse e durature.

Dati sugli allevamenti nelle Marche

Le Marche presentano una realtà zootecnica significativa, soprattutto nelle aree montane. La Cia ha fornito dati precisi per evidenziare la portata del problema. La dipendenza da fonti d'acqua non stabili mette a rischio la sopravvivenza di molti capi di bestiame.

La mancanza di infrastrutture idriche permanenti complica la gestione quotidiana degli allevamenti. Le soluzioni temporanee richiedono manutenzione costante. Inoltre, non sempre garantiscono la disponibilità idrica necessaria, specialmente durante i periodi di siccità.

Impatto sul territorio e sull'economia

La carenza d'acqua ha ripercussioni non solo sul benessere animale. Impatta anche sulla sostenibilità economica degli allevamenti. Le difficoltà nell'approvvigionamento idrico possono portare a una riduzione della produttività. Possono anche costringere gli allevatori a ridurre il numero di capi.

La Cia Marche chiede un piano di interventi mirato. Questo dovrebbe includere la realizzazione di piccoli invasi e reti idriche capillari. Tali interventi potrebbero migliorare significativamente la resilienza del settore zootecnico marchigiano. La collaborazione tra istituzioni e associazioni di categoria è fondamentale.

Proposte per il futuro

Le associazioni di categoria sollecitano un dialogo costruttivo con gli enti locali e regionali. L'obiettivo è trovare soluzioni concrete e a lungo termine. La creazione di un fondo dedicato alla realizzazione di infrastrutture idriche per le aziende agricole è una delle proposte. Si punta a garantire la continuità delle attività zootecniche.

La sicurezza idrica è un elemento cruciale per il futuro dell'agricoltura montana. Le Marche, con la loro conformazione territoriale, necessitano di strategie specifiche. Queste devono affrontare le sfide legate alla disponibilità di acqua. La tutela del patrimonio zootecnico è una priorità.