Economia

Marche: Agricoltura Resiliente, Arretra Meno dell'Italia

20 marzo 2026, 14:47 6 min di lettura
Marche: Agricoltura Resiliente, Arretra Meno dell'Italia Immagine generata con AI Ancona
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Il settore agricolo nelle Marche dimostra una notevole resilienza, registrando un calo di aziende e superfici agricole utilizzato inferiore alla media nazionale. L'analisi di Cia Marche evidenzia le sfide e le proposte per il futuro del comparto.

Agricoltura Marchigiana: Dati e Resilienza

Il comparto agricolo delle Marche si rivela particolarmente tenace. Tra il 2010 e il 2020, il numero di aziende agricole è diminuito del 25,5%. Questo dato, sebbene significativo, risulta inferiore alla flessione registrata a livello nazionale. Anche la Superficie Agricola Utilizzata (Sau) ha subito una contrazione, attestandosi al -3,5%. Questi numeri emergono da un'analisi condotta da Cia Marche, basata sul rapporto Istat "L'agricoltura nelle regioni italiane" e sul settimo censimento agricolo.

La struttura produttiva regionale vede i seminativi dominare la Sau, coprendo l'80,8% del totale. All'interno di questa categoria, la produzione di cereali per granella rappresenta la coltura principale. I prati e i pascoli occupano l'11,8%, mentre le colture legnose agrarie si fermano al 7,3%. Questi dati delineano un paesaggio agricolo focalizzato sulla cerealicoltura, con una presenza minore di altre tipologie colturali.

Il settore zootecnico nelle Marche contribuisce in modo significativo ai totali nazionali. Gli alveari, gli avicoli e gli ovini rappresentano rispettivamente il 4,9%, il 2,9% e il 2,1% delle produzioni nazionali. Questo indica una specializzazione e un'importanza strategica di questi allevamenti per l'economia regionale. Le aziende agricole con centro operativo nelle Marche superano le 33mila unità, costituendo il 3% del totale italiano.

Assemblea Elettiva e Leadership di Cia Marche

L'analisi è stata presentata durante la IX Assemblea Elettiva di Cia Marche. L'evento si è svolto presso la sede della Federazione Marchigiana Bcc ad Ancona. Durante l'assemblea, Alessandro Taddei è stato riconfermato alla presidenza dell'organizzazione. La sua leadership guiderà l'associazione nel prossimo mandato, affrontando le sfide del settore.

Numerose le personalità presenti all'evento. Tra queste, gli europarlamentari Carlo Ciccioli e Matteo Ricci (quest'ultimo collegato in videocall). Hanno partecipato anche rappresentanti istituzionali regionali e locali. Tra questi, l'assessore regionale all'Agricoltura, Enrico Rossi, e l'assessore regionale al Lavoro, Tiziano Consoli. Presenti anche il vicesindaco di Ancona, Giovanni Zinni, e il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini. La loro partecipazione sottolinea l'importanza del settore agricolo per il territorio.

La presenza di queste figure istituzionali evidenzia il dialogo tra le organizzazioni agricole e le istituzioni. Questo confronto è fondamentale per definire politiche efficaci a sostegno del comparto. L'assemblea ha rappresentato un momento di riflessione e di pianificazione strategica per il futuro dell'agricoltura marchigiana.

Sfide e Proposte per il Settore Agricolo

Secondo Cia Marche, l'evoluzione del settore primario nelle Marche è stata notevole. Le aziende agricole hanno dimostrato una grande capacità di adattamento e resilienza. Hanno affrontato le difficoltà con la determinazione tipica degli operatori locali. La regione vanta una Superficie Agricola Totale (Sat) di quasi 590mila ettari. La Superficie Agricola Utilizzata (Sau) ammonta a circa 455mila ettari.

Le Marche si posizionano al terzo posto, dopo Puglia e Alto Adige, per incidenza della Sat sul territorio regionale, raggiungendo il 62,7%. La Sau copre il 48,4% della superficie regionale. Questi dati evidenziano un utilizzo intensivo del suolo agricolo, con una forte vocazione produttiva.

Il presidente Alessandro Taddei ha sottolineato le crescenti richieste rivolte agli agricoltori. Devono garantire sostenibilità, qualità e sicurezza alimentare. Tuttavia, si trovano a fronteggiare regole spesso contraddittorie. Le risorse a disposizione sono in calo, mentre i costi di produzione aumentano costantemente. Accordi commerciali come il Mercosur potrebbero favorire importazioni a basso costo. Queste merci potrebbero essere prodotte con standard inferiori a quelli europei, penalizzando le imprese italiane e marchigiane.

La riforma della Politica Agricola Comune (PAC) rappresenta un'altra fonte di preoccupazione. Il rischio di un fondo unico potrebbe minare certezze fondamentali. Aprirebbe inoltre a una competizione tra settori che indebolirebbe ulteriormente l'agricoltura. Taddei critica la celebrazione del "made in Italy" quando spesso si utilizzano materie prime estere. Questo svuota di significato il lavoro degli agricoltori italiani. Nelle aree interne e montane, i costi di produzione sono più alti e le rese inferiori. Mancano strumenti compensativi adeguati, nonostante si parli di rilancio.

Nuove Normative e Criticità del Settore

La nuova normativa sulla montagna, secondo Alessandro Taddei, rischia di escludere territori che affrontano difficoltà storiche. Questo potrebbe creare disuguaglianze e far perdere preziose opportunità. Il ricambio generazionale nel settore agricolo rimane un problema irrisolto. L'accesso al credito è difficile, gli investimenti sono insostenibili e le politiche sono spesso incoerenti. Questi fattori scoraggiano i giovani dall'intraprendere la carriera agricola.

Anche la zootecnia sta attraversando un periodo di forte difficoltà. I costi elevati, la mancanza di infrastrutture adeguate e una gestione insufficiente della fauna selvatica aggravano la situazione. I prezzi riconosciuti agli agricoltori spesso non coprono i costi di produzione. Nel contempo, lungo la filiera si generano margini che non ritornano alle imprese agricole. Questo squilibrio economico mette a dura prova la sostenibilità delle aziende.

Cia Marche propone alcuni strumenti per migliorare la situazione. Tra questi, l'istituzione di un "Comitato unico nazionale" e l'attuazione completa di sistemi di tracciabilità. Questi dovrebbero restituire equilibrio al mercato. È necessario introdurre l'obbligo di indicare in etichetta la reale percentuale di materia prima italiana nei prodotti trasformati. Questo garantirebbe trasparenza ai consumatori e valorizzerebbe i prodotti locali.

Si chiede inoltre di garantire reciprocità negli scambi internazionali. Bisogna evitare la concorrenza sleale da parte di Paesi con standard ambientali e sanitari inferiori. La burocrazia continua a rappresentare un ostacolo quotidiano. È auspicabile una semplificazione reale e un sistema unico di controlli. Questo ridurrebbe gli oneri amministrativi per le imprese.

Richieste Urgenti e Politiche Future

Cia Marche sollecita anche una maggiore facilitazione nell'accesso al credito. Questo potrebbe avvenire attraverso strumenti come il credito d'imposta e il supporto dei Confidi (Consorzi di Garanzia Fidi). Queste misure aiuterebbero le aziende a sostenere gli investimenti necessari per la crescita e l'innovazione.

Alessandro Taddei ha concluso ribadendo la necessità di politiche coerenti, stabili e concrete. Queste politiche devono riconoscere realmente il valore strategico del settore agricolo. L'agricoltura è fondamentale per l'economia, l'ambiente e la sicurezza alimentare del Paese.

L'organizzazione lancia anche un allarme sull'aumento dei costi, in particolare quelli relativi ai carburanti. Le tensioni geopolitiche stanno avendo un impatto significativo. Le imprese agricole producono spesso sottocosto. Il rischio di compromettere la produzione e causare la chiusura di molte aziende è concreto. Per questo, Cia Marche chiede con urgenza l'introduzione di un credito d'imposta per l'acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi. Questa misura temporanea sarebbe cruciale per alleviare la pressione sui costi operativi.

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