Il Presidente delle Marche, Francesco Acquaroli, ha negato l'esistenza di una sfiducia nei confronti dell'assessore Calcinaro riguardo alla gestione delle sacche di plasma. Ha sottolineato la distinzione tra indirizzo politico e gestione operativa, promettendo un'indagine interna per accertare eventuali responsabilità.
Acquaroli smentisce sfiducia all'assessore Calcinaro
Il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha categoricamente smentito le voci riguardanti una presunta sfiducia nei confronti dell'assessore Calcinaro. Queste dichiarazioni sono giunte in risposta alle domande dei cronisti. L'argomento in questione riguarda la notizia di circa 300 sacche di plasma che sarebbero state sprecate. La causa addotta per lo spreco sarebbe una carenza di personale nell'Officina trasfusionale. La vicenda ha sollevato critiche e richieste da parte delle opposizioni politiche.
Acquaroli ha voluto fare chiarezza sulla natura della responsabilità politica. Ha enfatizzato la distinzione fondamentale tra l'indirizzo politico e il controllo dell'operato, da un lato, e la gestione quotidiana delle strutture, dall'altro. Quest'ultima, ha spiegato, ricade sotto la competenza dei dipartimenti e delle aziende sanitarie. La politica, invece, ha il compito di definire gli obiettivi e supervisionare il raggiungimento degli stessi.
Il Presidente ha espresso perplessità sull'idea che una giunta o un assessore possano raccomandare azioni che portino a risultati negativi, come quelli riportati dalla stampa. Ha definito tale ipotesi come difficilmente credibile. La sua posizione mira a separare la responsabilità politica generale dalla gestione operativa specifica. Questo approccio è comune nelle amministrazioni pubbliche per definire i ruoli.
Indagine interna per accertare responsabilità
Francesco Acquaroli ha ribadito con fermezza che quanto accaduto con le sacche di plasma, qualora venisse accertato, rappresenta un fatto grave e inaccettabile. Ha dichiarato che non appena la notizia è emersa, martedì mattina, è stata immediatamente disposta l'istituzione di una commissione di verifica interna. L'obiettivo primario di questa commissione è individuare eventuali errori commessi e segnalarli alle autorità competenti.
La Regione Marche, ha ricordato il Presidente, vanta un primato a livello nazionale per la sua virtuosità nel settore della donazione di sangue. Questo risultato è attribuito al prezioso lavoro svolto dall'Avis e alla generosità di numerosi donatori. La priorità assoluta, ha sottolineato Acquaroli, è tutelare questi donatori e il nobile gesto che compiono. Il loro impegno è fondamentale per il sistema sanitario regionale e nazionale.
Pertanto, è necessario individuare con precisione eventuali responsabilità. La commissione interna dovrà operare in autonomia per accertare i fatti. Acquaroli ha specificato che questa è una questione prettamente tecnica. La commissione avrà a disposizione un tempo stabilito, indicativamente 30 giorni, per completare le proprie indagini. Al termine di questo periodo, la relazione finale sarà resa pubblica. Sarà consultabile sia dalla stampa che dai cittadini. Solo allora si potrà avere un quadro completo di quanto accaduto e delle cause che hanno portato allo spreco delle sacche di plasma.
Distinguere controllo dalla gestione operativa
Il Presidente Acquaroli ha posto l'accento sulla distinzione tra la funzione di indirizzo e controllo della politica e la gestione operativa delle strutture sanitarie. Questo principio è fondamentale per comprendere la ripartizione delle competenze all'interno della pubblica amministrazione. La politica, rappresentata dalla Giunta e dal Consiglio regionale, ha il compito di definire le linee programmatiche e gli obiettivi da perseguire. Stabilisce le priorità e verifica che vengano rispettate.
La gestione quotidiana, invece, spetta ai dirigenti e ai professionisti delle aziende sanitarie. Sono loro che devono garantire l'efficienza e l'efficacia dei servizi erogati. La loro responsabilità è legata all'applicazione delle procedure e alla corretta organizzazione del lavoro. La Regione, attraverso gli assessorati competenti, esercita un ruolo di vigilanza e coordinamento. Non si sostituisce alla gestione operativa, ma ne verifica la coerenza con gli indirizzi politici.
Nel caso specifico delle sacche di plasma, Acquaroli ha implicitamente suggerito che l'eventuale carenza di addetti o problemi organizzativi rientrano nella sfera della gestione. La politica regionale, da parte sua, deve assicurare che le risorse siano adeguate e che le direttive siano chiare. La commissione di indagine servirà proprio a verificare se vi siano state lacune in entrambe le sfere, o se il problema sia esclusivamente di natura gestionale.
La trasparenza è un altro elemento chiave sottolineato dal Presidente. La pubblicazione della relazione finale mira a garantire che i cittadini siano informati su quanto accaduto. Questo contribuisce a rafforzare la fiducia nelle istituzioni. La gestione delle risorse pubbliche, specialmente in un settore delicato come quello sanitario, richiede la massima attenzione e responsabilità. La Regione Marche si impegna a fare piena luce sulla vicenda.
Il valore della donazione di sangue nelle Marche
Il Presidente Francesco Acquaroli ha voluto evidenziare l'importanza della donazione di sangue nelle Marche. Ha ricordato come la regione sia tra le più virtuose a livello nazionale in questo ambito. Questo primato è il risultato di un impegno congiunto. Da un lato, il lavoro instancabile dell'Avis, l'associazione volontari italiani del sangue. Dall'altro, la generosità dei cittadini che scelgono di donare. Il gesto della donazione è fondamentale per garantire la disponibilità di emocomponenti essenziali per la cura di numerose patologie.
La vicenda dello spreco di sacche di plasma rischia di minare la fiducia dei donatori. Per questo motivo, Acquaroli ha posto la tutela dei donatori e del loro gesto come priorità assoluta. È essenziale che i cittadini sappiano che il loro contributo viene valorizzato e utilizzato nel modo più efficace possibile. La commissione di indagine dovrà anche valutare se le procedure di gestione delle scorte siano state adeguate a prevenire simili eventi.
La regione Marche ha una lunga tradizione di solidarietà e partecipazione civica. La donazione di sangue ne è un esempio lampante. Il sistema trasfusionale regionale si basa su questo volontariato. Qualsiasi episodio di spreco o inefficienza deve essere affrontato con la massima serietà. L'obiettivo è garantire la continuità e la qualità dei servizi sanitari, preservando al contempo il valore etico e sociale della donazione. La commissione interna avrà il compito di fare chiarezza e proporre eventuali miglioramenti.