Un nuovo report evidenzia criticità sociali nelle Marche. Nonostante un aumento dell'occupazione, una fetta consistente della popolazione, pari al 12%, dichiara di rinunciare a cure mediche essenziali a causa di difficoltà economiche. Questo dato supera la media nazionale, sollevando preoccupazioni per la salute pubblica e l'equità nell'accesso ai servizi sanitari.
Aumento del rischio povertà e disuguaglianze sanitarie
Le Marche registrano un peggioramento del quadro legato alla povertà e all'esclusione sociale. Il rischio di trovarsi in questa condizione è salito dall'11,8% al 13,9% tra il 2019 e il 2025. Questo incremento, seppur lieve, indica una tendenza preoccupante. La povertà assoluta, inoltre, ha visto una diminuzione, ma il dato va interpretato con cautela. L'Osservatorio sulle vulnerabilità ha presentato questi dati ad Ancona, mettendo in luce le sfide che la regione deve affrontare.
Un aspetto particolarmente allarmante riguarda l'accesso alle cure mediche. Ben il 12% dei residenti marchigiani, corrispondente a circa 177mila persone, dichiara di rinunciare a prestazioni sanitarie. Questo dato è significativamente più alto rispetto alla media nazionale, che si attesta al 9,6%. La rinuncia alle cure è un indicatore diretto dell'impatto della povertà sulla salute dei cittadini, suggerendo che le difficoltà economiche impediscono a molte persone di ricevere l'assistenza di cui necessitano.
La rete di organizzazioni del Terzo settore e i sindacati, riuniti nell'Alleanza contro la Povertà, sottolineano come l'indigenza colpisca le famiglie su più fronti. Per contrastare efficacemente questo fenomeno, è necessario un approccio che sia al contempo multidisciplinare e multidimensionale. La complessità delle problematiche richiede soluzioni integrate che affrontino le cause profonde della povertà e delle sue conseguenze.
Occupazione in crescita, ma con criticità per i giovani
Il report evidenzia un aumento dell'occupazione nella regione, con un incremento di circa 7mila unità tra il 2019 e il 2025. Il tasso di occupazione complessivo è salito al 67,5%. Questo dato potrebbe far pensare a un miglioramento generale delle condizioni economiche. Tuttavia, un'analisi più approfondita rivela criticità significative, soprattutto per le fasce più giovani della popolazione.
Infatti, il numero di occupati tra i 15 e i 34 anni è diminuito di quasi 8mila unità, registrando un calo del 5,3%. Questo dato suggerisce che la crescita occupazionale non sta beneficiando adeguatamente i giovani, i quali potrebbero incontrare maggiori difficoltà nell'inserimento o nel mantenimento di un posto di lavoro. La mancanza di opportunità per i più giovani rappresenta un rischio per il futuro della regione, potendo portare a un aumento della disoccupazione giovanile e all'emigrazione.
Parallelamente, si osserva una diminuzione dell'abbandono scolastico, sceso al 7,7% dal precedente 9,1%. Anche il numero dei giovani che non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione (Neet) è diminuito, attestandosi al 10,8%, pari a circa 23mila persone. Questi dati sono positivi e indicano un miglioramento nell'ambito dell'istruzione e della formazione giovanile, ma la persistente difficoltà di accesso al mercato del lavoro per questa fascia d'età rimane un nodo cruciale da sciogliere.
Aumento degli sfratti e del gioco d'azzardo
Il report mette in luce anche un preoccupante aumento degli sfratti eseguiti nelle Marche. Nel periodo considerato, si è registrato un incremento del 66%, con un totale di 659 sfratti eseguiti. Contemporaneamente, i canoni di locazione sono aumentati del 2,2%, rendendo ancora più difficile per molte famiglie mantenere la propria abitazione. Questo dato segnala una crescente pressione sul mercato immobiliare e un aumento delle difficoltà abitative per le fasce più vulnerabili della popolazione.
Un altro aspetto critico emerso dal rapporto riguarda il gioco d'azzardo. Nel 2025, i residenti marchigiani hanno giocato oltre quattro miliardi di euro, con una media di circa 2.700 euro pro capite. L'elevato volume di denaro investito nel gioco d'azzardo può rappresentare un sintomo di disagio sociale e un fattore di rischio per l'indebitamento e la povertà, soprattutto per le persone che sviluppano dipendenze.
Fabio Corradini, portavoce dell'Alleanza contro la Povertà, ha sottolineato come l'indigenza colpisca le famiglie in molteplici ambiti. La sua dichiarazione rafforza la necessità di un approccio integrato per affrontare queste problematiche. La combinazione di difficoltà abitative, problemi di salute legati alla povertà e la dipendenza dal gioco d'azzardo crea un circolo vizioso difficile da spezzare senza interventi mirati e coordinati.
Il contesto demografico e sociale delle Marche
La popolazione residente nelle Marche ammonta a 1.480.545 persone, con una lieve diminuzione di circa 2.000 unità nell'ultimo anno. La regione presenta una struttura demografica con una quota significativa di anziani: gli over 65 sono quasi 394mila. Questo dato, unito a un numero crescente di famiglie unipersonali (227mila), indica una tendenza verso l'invecchiamento della popolazione e una maggiore fragilità sociale per determinate categorie di residenti.
Il reddito medio familiare è aumentato, passando da 23.705 euro a 24.599 euro. Nonostante questo incremento nominale, l'aumento dei costi della vita e la persistente disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza potrebbero vanificare i benefici di tale crescita. L'assegno di inclusione, una misura di sostegno al reddito, ha raggiunto circa 9mila nuclei familiari, con un aumento di mille unità rispetto al periodo precedente, segnalando un aumento del bisogno di tali supporti.
La presentazione del report ad Ancona ha acceso i riflettori su una realtà complessa. Le Marche si trovano ad affrontare sfide significative che richiedono attenzione e interventi tempestivi. La combinazione di fattori come l'aumento del rischio povertà, la rinuncia alle cure mediche, le difficoltà abitative e le criticità occupazionali giovanili disegna un quadro che necessita di strategie politiche ed economiche mirate a garantire il benessere e l'equità per tutti i cittadini.