Un recente report diffuso nelle Marche evidenzia un preoccupante aumento del rischio di povertà ed esclusione sociale. Nonostante un incremento dell'occupazione, una fetta significativa della popolazione, pari al 12% dei residenti, è costretta a rinunciare a cure mediche essenziali. Questo dato supera la media nazionale, segnalando una criticità specifica del territorio marchigiano.
Aumento del rischio povertà e disuguaglianze sanitarie
La regione Marche sta affrontando una crescente vulnerabilità sociale. Il rischio di povertà o esclusione sociale è salito dall'11,8% al 13,9%. Parallelamente, il rischio di povertà da solo è passato dal 9,6% al 12%. Questo significa che sempre più residenti faticano a soddisfare i propri bisogni primari e a partecipare pienamente alla vita sociale.
Un aspetto particolarmente allarmante riguarda l'accesso alle cure sanitarie. Ben il 12% dei residenti nelle Marche, corrispondente a circa 177.000 persone, dichiara di rinunciare a prestazioni sanitarie. Questo dato è significativamente più alto rispetto alla media nazionale, che si attesta al 9,6%. La rinuncia è quasi sempre legata a difficoltà economiche insormontabili, evidenziando una profonda disuguaglianza nell'accesso alla salute.
Il reddito medio familiare nella regione è aumentato, passando da 23.705 a 24.599 euro. Tuttavia, questo incremento non sembra sufficiente a contrastare l'aumento generale dei costi della vita e delle disuguaglianze. L'assegno di inclusione, una misura di sostegno al reddito, ha raggiunto circa 9.000 nuclei familiari, un numero in crescita ma ancora insufficiente a coprire tutte le necessità.
Le famiglie monocomponenti, spesso più vulnerabili, rappresentano una quota significativa della popolazione, con 227.000 unità. Gli anziani, ovvero gli over 65, costituiscono quasi 394.000 residenti, una fascia demografica che richiede particolare attenzione in termini di assistenza sanitaria e sociale.
Occupazione in crescita, ma con criticità giovanili
Il quadro occupazionale nelle Marche presenta luci e ombre. Il numero totale degli occupati è aumentato, raggiungendo quota 651.000, con un incremento di 7.000 unità, pari all'1,1%. Il tasso di occupazione generale si attesta al 67,5%, un segnale positivo che indica una certa ripresa del mercato del lavoro.
Tuttavia, l'analisi più dettagliata rivela criticità significative per le fasce più giovani. Tra i 15 e i 34 anni, si registra una diminuzione degli occupati di quasi 8.000 unità, con un calo del 5,3%. Questo dato suggerisce che la crescita occupazionale non sta beneficiando adeguatamente i giovani, che potrebbero incontrare maggiori difficoltà nell'ingresso nel mondo del lavoro o essere costretti a cercare opportunità altrove.
Nonostante queste difficoltà, il tasso di abbandono scolastico è diminuito, scendendo al 7,7% dal precedente 9,1%. Questo rappresenta un passo avanti nell'istruzione regionale. I giovani che non studiano e non lavorano (Neet) costituiscono il 10,8% della popolazione giovanile, circa 23.000 individui. Questo numero, sebbene in calo, indica ancora una porzione di giovani esclusa dal percorso formativo e professionale.
La popolazione totale residente nelle Marche è di 1.480.545 abitanti, con una leggera diminuzione di duemila unità rispetto all'anno precedente. Questa flessione demografica, unita alle sfide occupazionali giovanili, richiede strategie mirate per garantire un futuro sostenibile alla regione.
Aumentano sfratti e canoni di locazione, preoccupa il gioco d'azzardo
Le difficoltà economiche si riflettono anche sul mercato immobiliare e sulle condizioni abitative. Il numero di sfratti eseguiti è aumentato considerevolmente, registrando un incremento del 66% e raggiungendo quota 659. Questo dato è un chiaro indicatore di un peggioramento delle condizioni abitative per molte famiglie, costrette a lasciare le proprie dimore.
Contemporaneamente, i canoni di locazione hanno visto un aumento del 2,2%. Questa crescita delle spese abitative, unita all'aumento degli sfratti, crea una pressione insostenibile su chi vive con redditi bassi o precari. La combinazione di questi fattori aggrava la situazione di vulnerabilità economica per molte persone.
Un altro aspetto preoccupante emerso dal report riguarda il gioco d'azzardo. Nel 2025, sono stati giocati oltre quattro miliardi di euro nelle Marche. Questo si traduce in una spesa pro capite di circa 2.700 euro per ogni residente. L'elevato volume di denaro investito nel gioco d'azzardo può rappresentare sia un sintomo di disagio sociale e di ricerca di facili guadagni per sfuggire alla povertà, sia una causa di ulteriore impoverimento per chi sviluppa dipendenza.
Fabio Corradini, portavoce dell'Alleanza contro la Povertà, ha sottolineato come l'indigenza colpisca le famiglie in molteplici ambiti. Ha inoltre evidenziato la necessità di un approccio multidisciplinare e multidimensionale per contrastare efficacemente questo fenomeno. La rete di organizzazioni del Terzo settore e i sindacati, che compongono l'Alleanza, chiedono interventi integrati che affrontino le cause profonde della povertà.
Il report, che analizza il periodo 2019-2025 attraverso quindici indicatori distribuiti in sei aree, fornisce un quadro dettagliato delle vulnerabilità presenti nelle Marche. La presentazione ad Ancona ha acceso i riflettori su queste problematiche, sollecitando un'azione concreta da parte delle istituzioni e della società civile per mitigare gli effetti della povertà e promuovere un maggiore benessere per tutti i cittadini.