Un nuovo report evidenzia un aumento del rischio di povertà e esclusione sociale nelle Marche. Nonostante la crescita dell'occupazione, una percentuale significativa di residenti, pari al 12%, dichiara di rinunciare alle prestazioni sanitarie.
Aumento del rischio povertà e esclusione sociale
La regione Marche registra un peggioramento delle condizioni socio-economiche. Il rischio di povertà o esclusione sociale è salito al 13,9%. Questo dato rappresenta un incremento rispetto al precedente rilevamento. La percentuale di residenti che si trovano in questa condizione è aumentata significativamente. L'Osservatorio sulle vulnerabilità ha presentato i risultati del suo report 2026. L'analisi copre il periodo dal 2019 al 2025. Sono stati esaminati quindici indicatori chiave. Questi indicatori sono stati raggruppati in sei aree tematiche distinte. La presentazione si è tenuta ad Ancona. L'Alleanza contro la Povertà, una rete di organizzazioni del Terzo settore e sindacati, ha diffuso il documento.
La popolazione residente nelle Marche conta 1.480.545 persone. Si osserva una leggera diminuzione di circa duemila unità nell'ultimo anno. La fascia degli over 65 rappresenta una quota considerevole, quasi 394mila individui. Le famiglie composte da una sola persona ammontano a 227mila. Il reddito medio familiare ha mostrato un incremento. È passato da 23.705 euro a 24.599 euro. Questo aumento, tuttavia, non sembra sufficiente a contrastare la crescente fragilità economica. Le cifre complessive dipingono un quadro complesso della situazione regionale.
Occupazione in crescita ma con criticità giovanili
Il mercato del lavoro nelle Marche mostra segnali di ripresa. Gli occupati hanno raggiunto quota 651mila. Si tratta di un aumento di settemila unità rispetto al periodo precedente. Questo corrisponde a un incremento dell'1,1%. Il tasso di occupazione generale si attesta al 67,5%. Tuttavia, i dati rivelano una criticità significativa per le fasce più giovani. Tra i 15 e i 34 anni, si registra una diminuzione di quasi ottomila occupati. Questa flessione è pari al -5,3%. Ciò indica che la crescita occupazionale non sta beneficiando adeguatamente i giovani. Le politiche attive del lavoro necessitano di un'attenzione particolare verso questa demografia. La difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro per i più giovani è un campanello d'allarme. Le prospettive future per questa categoria potrebbero risentirne.
Il rischio di povertà, inteso come soglia di reddito, è passato dal 9,6% al 12%. Questo dato è preoccupante e indica un peggioramento delle condizioni economiche per una fetta crescente della popolazione. La povertà relativa, che considera il reddito in relazione alla media nazionale, mostra un calo apparente. Scende dall'11,9% al 5,1% delle famiglie. Il report, però, invita alla cautela. Questa diminuzione non si traduce in un dimezzamento effettivo delle famiglie in difficoltà. Potrebbe essere influenzata da variazioni nella distribuzione del reddito o da altri fattori. L'assegno di inclusione ha raggiunto novemila nuclei familiari. Questo rappresenta un aumento di mille unità rispetto al passato. Lo strumento di sostegno economico mostra quindi una maggiore diffusione.
Sanità: il 12% rinuncia alle cure
Un dato particolarmente allarmante riguarda il settore sanitario. Il 12% dei residenti nelle Marche dichiara di rinunciare alle prestazioni sanitarie. Questo si traduce in circa 177mila persone. Il dato regionale è significativamente superiore alla media nazionale. In Italia, infatti, la percentuale di chi rinuncia alle cure è del 9,6%. Questa disparità solleva interrogativi sull'accessibilità dei servizi sanitari nella regione. Le ragioni di tale rinuncia possono essere molteplici. Tra queste, i costi delle prestazioni, le liste d'attesa, la distanza dai centri medici o la mancanza di informazioni. L'impatto sulla salute pubblica potrebbe essere considerevole. La prevenzione e la cura tempestiva sono fondamentali per il benessere dei cittadini.
L'abbandono scolastico nelle Marche ha registrato un calo. La percentuale è scesa al 7,7% dal precedente 9,1%. Questo è un segnale positivo. Indica un maggiore impegno nel percorso formativo da parte degli studenti. Tuttavia, la quota di giovani che non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione (Neet) rimane elevata. Si attesta al 10,8% della popolazione giovanile. Questo corrisponde a circa 23mila giovani. La loro inattività rappresenta una perdita di potenziale umano ed economico per la regione. Le politiche di orientamento e inserimento lavorativo per i Neet necessitano di essere potenziate.
Sfratti e gioco d'azzardo: le altre criticità
Il report evidenzia anche un aumento degli sfratti eseguiti. Nel periodo considerato, si è registrato un incremento del 66%. Il numero totale di sfratti eseguiti è salito a 659. Parallelamente, i canoni di locazione sono aumentati del 2,2%. Questo dato suggerisce una crescente difficoltà nel reperire alloggi a prezzi accessibili. La pressione sul mercato immobiliare potrebbe esacerbare le situazioni di fragilità economica. Le politiche abitative diventano quindi un tema centrale per affrontare la povertà.
Un altro aspetto preoccupante riguarda il gioco d'azzardo. Nel 2025, sono stati giocati oltre quattro miliardi di euro. Questo equivale a circa 2.700 euro per ogni residente. L'elevata spesa dedicata al gioco d'azzardo può rappresentare un indicatore di disagio sociale. Spesso è associato a problemi di dipendenza e a un ulteriore impoverimento delle famiglie. Il portavoce dell'Alleanza contro la Povertà, Fabio Corradini, ha commentato i dati. Ha sottolineato come «l'indigenza colpisce le famiglie in più ambiti». Ha inoltre affermato che «per contrastarla serve un approccio multidisciplinare e multidimensionale». La complessità del fenomeno richiede interventi integrati che agiscano su più fronti contemporaneamente. Le istituzioni e il Terzo settore sono chiamati a collaborare per trovare soluzioni efficaci.