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Il PD critica il Piano regionale di gestione rifiuti delle Marche, definendo il termovalorizzatore una soluzione fittizia e denunciando l'incertezza su discariche e impianti.

Critiche al piano regionale di gestione rifiuti

Le forze di opposizione hanno presentato un ordine del giorno alternativo. Questo documento analizza in dettaglio il Piano regionale di gestione rifiuti. La capogruppo del PD, Valeria Mancinelli, ha spiegato la posizione del suo partito. La votazione contraria non si basa su principi ideologici. Si fonda invece su un'analisi concreta delle proposte.

Mancinelli ha paragonato la situazione a una precedente legge. Questa legge, definita «finta anti-kebab», mirava a valorizzare attività economiche storiche. Ora, secondo la consigliera, si affronta un «finto termovalorizzatore». Questo impianto sembra presentato come la soluzione universale ai problemi di gestione dei rifiuti. Dopo aver segnalato carenze nelle discariche e nella raccolta differenziata, la proposta è il termovalorizzatore.

Dubbi sulla realizzazione del termovalorizzatore

La critica principale riguarda la natura illusoria di questa proposta. Mancinelli sottolinea che il termovalorizzatore rimarrà probabilmente solo sulla carta. Il piano non specifica la sua ubicazione. Non indica chi ne sarà responsabile. Mancano dettagli sui finanziamenti necessari. Si parla di un investimento di circa 500 milioni di euro. Tuttavia, al di là di questa affermazione di principio, tutto viene rinviato.

La consigliera dem contesta l'attuale incertezza su diversi fronti. Tra questi, la creazione di un nuovo ente regionale unico. Viene citata anche una legge non ancora proposta. L'insieme di adempimenti e azioni future appare come un modo per evitare decisioni concrete. Mancinelli paragona questa strategia a quella della precedente «legge finta anti-kebab». Si discute su questioni astratte, senza affrontare i problemi reali.

Situazione critica delle discariche

Nel frattempo, le discariche si stanno esaurendo. La situazione a Macerata è definita «allucinante». Dopo 10 anni, non si è riusciti a localizzare una discarica. Ora che è stata individuata, la delibera proposta sovverte criteri tecnici stabiliti dall'Università Politecnica delle Marche. Questo progetto è stato dichiarato illegittimo dal dirigente regionale competente. La gestione dei rifiuti a Macerata è in forte crisi.

L'Ata di Macerata continua a conferire rifiuti nelle discariche delle province di Ancona e Pesaro. La Tari in provincia di Macerata è aumentata notevolmente. Il Cosmari rischia l'implosione. Mancinelli critica l'attenzione focalizzata su progetti futuristici, come il termovalorizzatore, invece che sui problemi urgenti.

Richieste delle opposizioni e soluzioni

Tra le richieste avanzate dalle opposizioni, vi è il commissariamento dell'Ata di Macerata. L'ente avrebbe dovuto localizzare una discarica da 10 anni, senza successo. La realizzazione e localizzazione di una discarica rappresenterebbero un passo avanti concreto. Questo permetterebbe di evitare la saturazione anticipata delle discariche esistenti. Si cita in particolare la discarica di Corinaldo.

Le opposizioni chiedono un approccio più pragmatico alla gestione dei rifiuti. La priorità dovrebbe essere la risoluzione dei problemi immediati. La localizzazione di nuove discariche è vista come una soluzione intermedia necessaria. Questo eviterebbe di sovraccaricare gli impianti attuali. La discussione dovrebbe concentrarsi su azioni concrete e fattibili, piuttosto che su progetti incerti.

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