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Il Coordinamento dei lavoratori Istat, riunito ad Ancona, ha espresso forte preoccupazione per le condizioni retributive del personale, chiedendo un immediato adeguamento degli stipendi e la stabilizzazione dei contratti precari.

Richieste concrete per il personale Istat

Il Coordinamento dei lavoratori Istat ha manifestato pubblicamente le proprie istanze ad Ancona. Le richieste puntano a una valorizzazione immediata del personale. Si chiede inoltre la risoluzione del problema del sotto-inquadramento contrattuale. Infine, si preme per la stabilizzazione di tutti i lavoratori precari impiegati presso l'istituto.

Queste rivendicazioni sono state presentate alla cittadinanza. L'evento si è svolto nel pomeriggio di oggi, 2 novembre 2026. La presentazione è avvenuta prima dell'inizio di un convegno. L'incontro era promosso dall'Istat stesso. Il tema era «Cento anni di Marche. Conoscere il territorio attraverso i dati».

Un portavoce del coordinamento ha letto un messaggio dal palco. Ha sottolineato come l'istituto abbia raggiunto un traguardo importante. Questo successo è attribuito all'impegno quotidiano dei suoi dipendenti. Tuttavia, ha evidenziato una forte contraddizione. I lavoratori dell'Istat si trovano in una posizione retributiva svantaggiata. La loro fascia salariale è tra le più basse in Europa.

Il messaggio ha chiarito che le risorse economiche per correggere queste disparità esistono. Ciò che è mancato finora è la volontà politica. Manca anche il coraggio di implementare le necessarie modifiche. I lavoratori intendono stimolare queste azioni attraverso le loro mobilitazioni. Festeggiare un secolo di statistiche e di futuro richiede un investimento primario. Questo investimento deve essere rivolto a chi rende vive le statistiche ogni giorno. È fondamentale restituire dignità ai lavoratori. Bisogna valorizzare il merito che hanno ampiamente dimostrato nel corso degli anni.

Contesto retributivo e prospettive future

La situazione retributiva dei dipendenti Istat rappresenta un punto dolente. Il confronto con altri istituti statistici europei evidenzia un divario significativo. Questa disparità non riflette l'importanza del lavoro svolto. L'Istat svolge un ruolo cruciale nella raccolta e analisi dei dati. Questi dati sono fondamentali per le politiche pubbliche e la comprensione del territorio.

La richiesta di stabilizzazione dei precari è altrettanto importante. Molti lavoratori operano con contratti a termine. Questo crea incertezza e precarietà. La stabilizzazione garantirebbe maggiore sicurezza. Permetterebbe anche una migliore pianificazione delle risorse umane. Un organico stabile e motivato è essenziale per l'efficienza dell'istituto.

L'evento celebrativo dei cento anni dell'Istat è stato scelto come momento per portare queste istanze all'attenzione pubblica. La scelta di Ancona, città che ospita l'evento, sottolinea l'importanza della regione Marche. L'istituto ha una lunga storia di presenza e attività sul territorio marchigiano. La valorizzazione del personale è vista come un investimento sul futuro stesso dell'Istat.

Le dichiarazioni dei lavoratori mettono in luce una mancanza di riconoscimento. Non si tratta solo di questioni economiche. C'è una richiesta di dignità professionale. Il lavoro svolto quotidianamente merita un adeguato riscontro. Questo riscontro dovrebbe tradursi in condizioni lavorative migliori. Dovrebbe anche riflettersi in una retribuzione equa e competitiva a livello europeo.

L'importanza dei dati per la regione Marche

L'evento «Cento anni di Marche. Conoscere il territorio attraverso i dati» offre uno spaccato. Mostra il ruolo dell'Istat nel fornire strumenti di conoscenza. I dati raccolti dall'istituto sono essenziali per comprendere le dinamiche sociali ed economiche. Questo è particolarmente vero per una regione come le Marche.

Le statistiche permettono di monitorare lo sviluppo. Aiutano a identificare le criticità. Consentono di pianificare interventi mirati. Dalla demografia all'economia, dall'ambiente al lavoro, i dati sono uno strumento indispensabile. La loro produzione e analisi richiedono competenze specifiche. Queste competenze sono garantite dal personale dell'Istat.

La celebrazione di un secolo di attività è un'occasione per riflettere sul valore del lavoro statistico. È anche un momento per riconoscere chi opera in questo settore. Le richieste del Coordinamento dei lavoratori Istat si inseriscono in questo contesto. Sottolineano che il futuro dell'istituto dipende dalla valorizzazione delle sue risorse umane.

La mobilitazione dei lavoratori ad Ancona mira a sensibilizzare l'opinione pubblica. Vuole anche sollecitare una risposta concreta da parte delle istituzioni. La volontà politica e il coraggio di attuare riforme sono invocati. L'obiettivo è garantire che il personale dell'Istat riceva il riconoscimento che merita. Questo riconoscimento passa attraverso stipendi adeguati e contratti stabili.

La prospettiva è quella di un Istat più forte. Un istituto che possa continuare a svolgere il suo ruolo fondamentale. Un ruolo che richiede personale qualificato, motivato e valorizzato. La celebrazione dei cento anni deve essere anche un punto di partenza. Un punto di partenza per migliorare le condizioni di chi rende possibile il lavoro dell'istituto.