Don Luigi Ciotti a Fabriano sottolinea l'importanza di vedere i giovani come risorsa, non come problema da risolvere. L'educazione unisce le fragilità per il bene comune, trasformandole in forza. I dati del Centro di Aggregazione Giovanile confermano l'efficacia delle iniziative.
Don Ciotti: i giovani sono una forza
I giovani non rappresentano un problema da correggere. Questa è una delle affermazioni centrali di Don Luigi Ciotti. Il fondatore del Gruppo Abele e di Libera ha parlato a Fabriano. L'incontro si è tenuto nella Sala Consiliare del Palazzo del Podestà. Il tema era 'La comunità educante in azione: risposte condivise alle sfide educative contemporanee'.
La vera relazione educativa non impone un modello dall'alto. Essa è piuttosto un'azione che unisce le fragilità individuali. L'obiettivo è il bene comune. Questa visione è stata espressa chiaramente da Don Ciotti.
Ha inoltre messo in guardia da chi si presenta come unico detentore della verità. «Diffidate sempre dei navigatori solitari», ha ammonito. «E di chi dice di sapere e avere capito tutto». Solo unendo le nostre debolezze possiamo trasformarle.
Queste debolezze diventano una forza etica, sociale e culturale. Una forza orientata al servizio. Il servizio per il bene comune è il fine ultimo.
I dati del Centro di Aggregazione Giovanile
Durante l'incontro sono stati presentati dati significativi. Questi riguardano il Centro di Aggregazione Giovanile (Cag) di Fabriano. Il coordinatore Mattia Genovese, della cooperativa Mosaico, ha illustrato i numeri. Dal novembre 2024 a marzo 2026, gli accessi mensili al Cag sono cresciuti notevolmente.
Si è passati da 122 accessi mensili a ben 843. Il totale degli accessi registrati è di 8.323. Sono state intercettate 867 persone differenti. Questi dati evidenziano un forte aumento della partecipazione giovanile.
A questi numeri si aggiungono quelli delle attività svolte. Diverse associazioni operano presso il Cag. Tra queste, Lokendil, Fabriano Pro Musica e Fabriano Photo Club. Ogni settimana, queste realtà coinvolgono decine di ragazze e ragazzi. Le attività spaziano dal ludico al musicale, fino a quelle artistiche.
Una comunità che educa e si unisce
L'intervento di Don Ciotti ha posto l'accento sul ruolo fondamentale della comunità. Una comunità che educa è una comunità che cresce. Essa deve saper accogliere e valorizzare le energie dei più giovani. Non si tratta di correggerli, ma di accompagnarli.
L'idea di una 'comunità educante' è centrale. Significa mettere in comune risorse e competenze. Significa creare sinergie tra istituzioni, associazioni e cittadini. L'obiettivo è rispondere insieme alle sfide del presente.
Le sfide educative contemporanee richiedono un approccio corale. Don Ciotti ha ribadito che la forza nasce dall'unione. Le fragilità, se condivise e affrontate collettivamente, diventano un motore di cambiamento positivo. Questo messaggio risuona forte a Fabriano.
La presentazione dei dati del Cag conferma questa tendenza. Un numero crescente di giovani trova in questo spazio un luogo di aggregazione e crescita. Le attività proposte dalle associazioni offrono opportunità concrete. Opportunità di esprimere talenti e passioni.
L'impegno di realtà come il Gruppo Abele e Libera è cruciale. Essi promuovono modelli di intervento basati sull'inclusione e sulla partecipazione attiva. Il loro lavoro a Fabriano dimostra come sia possibile costruire una comunità più forte.
Una comunità che riconosce nei giovani non un peso, ma una risorsa preziosa. Una risorsa da coltivare e sostenere per il futuro. L'educazione è vista come un processo continuo. Un processo che lega le persone attraverso la condivisione.
La condivisione delle fragilità porta a una maggiore consapevolezza. Porta a una maggiore capacità di agire per il bene collettivo. Questo è il messaggio di speranza e di impegno lanciato da Don Luigi Ciotti.
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