La vertenza Electrolux a Cerreto d'Esi vede critiche al Governo Meloni e alla Giunta Acquaroli per una risposta ritenuta insufficiente. Si chiede un approccio politico e un tavolo permanente per salvare i posti di lavoro.
Critiche alla gestione della vertenza Electrolux
La situazione presso lo stabilimento Electrolux di Cerreto d'Esi (Ancona) è al centro di forti preoccupazioni. L'azienda ha annunciato la volontà di chiudere l'impianto, mettendo a rischio 164 posti di lavoro. I lavoratori hanno proclamato uno sciopero per il 15 settembre. La protesta principale si terrà proprio a Cerreto d'Esi.
Il consigliere regionale del Pd, Maurizio Mangialardi, ha espresso forte disappunto. Ha definito la reazione del Governo Meloni e della Giunta Acquaroli come «insufficiente e inefficace». Queste dichiarazioni sono state rilasciate in merito agli esuberi e ai tagli prospettati già a maggio.
Richiesta di un approccio politico e mobilitazione
Mangialardi ha sottolineato come un tavolo puramente tecnico non possa risolvere la gravità della situazione. La proprietà di Electrolux si è dimostrata totalmente indisponibile a qualsiasi forma di trattativa. Per questo motivo, è necessaria una risposta di natura politica.
Il consigliere dem ha ricordato lo sciopero nazionale proclamato per il 15 settembre. Le organizzazioni sindacali hanno invitato tutti i dipendenti Electrolux a radunarsi a Cerreto d'Esi. Lì si svolgerà una grande manifestazione di protesta. Anche la politica e le istituzioni sono chiamate a partecipare attivamente.
Mangialardi auspica il rinvio della seduta del Consiglio regionale. Questa richiesta è stata avanzata da tutti i capigruppo di opposizione. L'obiettivo è permettere la più ampia partecipazione possibile di autorità e rappresentanze marchigiane.
Proposte per il futuro dello stabilimento
Secondo il consigliere regionale del Pd, era necessario un approccio pienamente politico. Serviva una vasta mobilitazione guidata dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La premier, invece, si è tenuta distante dalla trattativa diretta sulla questione. Questo distacco è stato criticato aspramente.
Mangialardi ha annunciato di aver depositato una mozione. Chiede la convocazione immediata di un tavolo permanente regionale. Questo tavolo dovrebbe coinvolgere il Comune di Cerreto d'Esi, i comuni del territorio, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei lavoratori. Saranno inclusi anche i rappresentanti datoriali e i soggetti dell'indotto.
La mozione mira a contrastare la prospettiva di chiusura dello stabilimento di Cerreto. Si vuole evitare il licenziamento dei 164 lavoratori. L'urgenza è massima per trovare soluzioni concrete.
Piano industriale e sostegno pubblico condizionato
Si richiede inoltre la predisposizione di un piano straordinario di politica industriale per il distretto fabrianese. Questo piano deve essere finalizzato alla difesa e al rilancio della filiera degli elettrodomestici. Dovrà tutelare le professionalità presenti e l'occupazione. La preparazione di questo piano deve avvenire rapidamente.
Mangialardi ha chiarito un punto fondamentale. Ogni misura di sostegno pubblico al Gruppo Electrolux deve essere subordinata a precise garanzie. Queste garanzie includono la permanenza produttiva e occupazionale in Italia e nelle Marche. Sarà necessario verificare l'ammontare complessivo di eventuali contributi, incentivi e agevolazioni pubbliche già ricevute dall'azienda.
La posizione espressa da Mangialardi evidenzia la necessità di un intervento deciso e coordinato. Le istituzioni devono agire concretamente per salvaguardare l'occupazione e il tessuto industriale della regione. La protesta dei lavoratori è un segnale forte che non può essere ignorato.
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