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I sindacati temono per migliaia di posti di lavoro a causa di una riorganizzazione globale di Electrolux. Il sito di Cerreto D'Esi (AN) con 170 dipendenti è a rischio.

Preoccupazione per il futuro del sito Electrolux

I sindacati manifestano forte inquietudine per il gruppo Electrolux. L'azienda possiede un importante stabilimento produttivo a Cerreto D'Esi, in provincia di Ancona. Questo sito impiega circa 170 lavoratori. La produzione annuale si aggira intorno alle 77mila cappe.

Pierpaolo Pullini, segretario provinciale della Fiom, ha espresso le sue preoccupazioni. Nonostante le procedure di mobilità degli anni passati, i conti aziendali risultano in rosso. Il primo trimestre del 2026 ha mostrato un ulteriore peggioramento. Inoltre, una partnership con il colosso cinese Midea si concentra sul mercato nordamericano.

Questa situazione globale potrebbe mettere a repentaglio migliaia di posti di lavoro. La riorganizzazione in atto genera un clima di incertezza diffusa. La Fiom teme conseguenze negative per l'occupazione.

Richiesta di salvaguardia degli asset produttivi

Il sindacalista ha definito la situazione un vero campanello d'allarme. È fondamentale garantire la tenuta dell'intero gruppo aziendale. Pullini chiede con forza la salvaguardia di tutti gli asset produttivi presenti in Italia. Nessuna altra soluzione è accettabile.

Gli stabilimenti italiani sono efficienti e rappresentano un patrimonio cruciale. Sono necessari per il rilancio dell'intero gruppo Electrolux. La loro chiusura o ridimensionamento avrebbe ripercussioni gravissime.

Si richiede al colosso svedese di valutare operazioni di reshoring. La produzione di centinaia di migliaia di cappe avviene attualmente in Polonia. Sarebbe opportuno riportare queste attività in Italia.

Mancanza di risposte e politiche industriali

Sono state avanzate richieste anche alla politica. Si auspicano azioni di supporto per favorire il reshoring. L'obiettivo è evitare il vuoto produttivo negli stabilimenti italiani. La politica dovrebbe intervenire concretamente.

Le istanze sono state presentate al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Erano presenti anche rappresentanti del governo e della Regione Marche. Purtroppo, non sono giunte risposte a nessun livello. La mancanza di progettualità è preoccupante.

Le politiche industriali attuali non sembrano sufficienti. Non affrontano adeguatamente la pressione dei costi, in particolare quelli energetici. Il contesto geopolitico instabile aggrava ulteriormente la situazione. Tutto ciò rischia di avere un forte impatto sul settore degli elettrodomestici.

Le conseguenze potrebbero essere drammatiche per il territorio del fabrianese. La chiusura o il ridimensionamento del sito di Cerreto D'Esi avrebbe effetti devastanti sull'economia locale. La Fiom continuerà a vigilare sulla situazione.

Domande frequenti

Cosa rischia il sito Electrolux di Cerreto D'Esi?
Il sito Electrolux di Cerreto D'Esi (AN) rischia un forte impatto occupazionale a causa di una riorganizzazione globale del gruppo e conti aziendali in sofferenza. La Fiom teme per la salvaguardia dei 170 posti di lavoro.

Quali sono le richieste dei sindacati?
I sindacati, in particolare la Fiom, chiedono la salvaguardia di tutti gli asset produttivi in Italia, il reshoring della produzione dalla Polonia e l'adozione di politiche industriali efficaci per fronteggiare la crisi del settore e la pressione dei costi.