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L'economia delle Marche attraversa una fase critica, secondo il consigliere regionale del Pd Fabrizio Cesetti. Le politiche attuali sono giudicate inadeguate a fronteggiare le difficoltà di settori chiave e la concorrenza di altre regioni.

Situazione economica critica nelle Marche

La regione Marche sta vivendo un momento economico molto difficile. Il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, ha espresso forte preoccupazione. Egli sottolinea come i risultati ottenuti dalla collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, guidati dal centrodestra, siano stati insufficienti. Le azioni intraprese non hanno risposto alle attese né ai bisogni reali della popolazione e delle imprese.

Le difficoltà economiche colpiscono in modo diffuso l'intero territorio marchigiano. Dalla vertenza nel settore degli elettrodomestici a Fabriano, con ripercussioni significative su Comunanza e le aree interne, fino alle problematiche generali del comparto manifatturiero. Questi scenari evidenziano un quadro preoccupante.

Si assiste a un calpestamento dei diritti dei lavoratori da parte di grandi multinazionali. A questo si aggiunge una politica economica nazionale e regionale inadeguata. Essa rischia di vanificare gli sforzi degli imprenditori locali. È necessario un supporto concreto e misure efficaci per sostenere il tessuto produttivo.

Il distretto calzaturiero in forte difficoltà

Un esempio emblematico della crisi è il distretto calzaturiero tra Fermo e Macerata. Questo settore sta attraversando una delle fasi più complesse della sua storia recente. Si registrano una forte contrazione dell'export e la chiusura di numerose attività produttive.

Il ricorso agli ammortizzatori sociali è in costante aumento. I dati del Centro Studi di Confindustria dipingono un quadro allarmante. Nei primi sei mesi dell'anno, l'export del Fermano ha subito una flessione del -10,5% rispetto all'anno precedente. Questo dato evidenzia la gravità della situazione.

Mentre regioni vicine come l'Abruzzo hanno già implementato misure di decontribuzione per attrarre investimenti, le Marche sembrano essere rimaste indietro. Queste agevolazioni, se attivate, potrebbero favorire le imprese abruzzesi a scapito di quelle marchigiane.

Richieste di interventi concreti e chiarezza

Il consigliere Cesetti ricorda come l'Assemblea legislativa delle Marche avesse approvato all'unanimità, nel dicembre 2020, una risoluzione. Tale risoluzione chiedeva l'estensione della decontribuzione, considerandola prioritaria per il cratere sismico e le aree di crisi. Nonostante ciò, la misura non è stata ancora attuata.

Sono seguiti numerosi altri atti e proposte, alcuni dei quali approvati all'unanimità. Tuttavia, l'esecutivo non sembra aver dato seguito concreto. È necessario fare chiarezza anche sugli interventi strategici come la Zona Economica Speciale (Zes). Bisogna comprendere quali siano i reali effetti prodotti finora.

Cesetti chiede inoltre delucidazioni sugli effetti delle Aree di Crisi Complessa, dalla Piceno-Val Vibrata alla Fermano-Maceratese. È importante conoscere l'ammontare delle risorse stanziate e come queste siano state impiegate. La trasparenza su questi temi è fondamentale per la fiducia dei cittadini e degli operatori economici.

Le Marche, secondo l'esponente dem, sono riuscite a rimanere a galla solo grazie alle risorse del Pnrr. Queste risorse sono ormai esaurite. La regione non può permettersi di rimanere inerte di fronte a questa situazione. La necessità di assumere iniziative concrete è evidente e non più rinviabile.

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