Il 2025 ha visto un preoccupante aumento della criminalità nei porti delle Marche, con 16 episodi registrati, segnando un +166% rispetto all'anno precedente. I dati emergono dal rapporto 'Diario di Bordo' di Libera, che evidenzia traffici illeciti, contrabbando e sequestri di droga.
Aumento dei reati nei porti marchigiani
Le attività criminali nei porti delle Marche hanno registrato un incremento significativo nel corso del 2025. Sono stati documentati ben 16 episodi, un dato che rappresenta un aumento del 166% rispetto all'anno precedente. Questo dato emerge dal rapporto nazionale intitolato 'Diario di Bordo'. L'indagine analizza le proiezioni criminali nei porti italiani e oltre i confini nazionali. Le Marche si posizionano come una delle regioni più colpite a livello nazionale per numero di illeciti portuali.
Il porto di Ancona si conferma epicentro di queste attività. La maggior parte degli episodi, ben 13, si è concentrata proprio nello scalo dorico. Questo rende Ancona uno dei porti più problematici d'Italia per quanto riguarda le attività illecite. Nel periodo compreso tra il 2022 e il 2025, le Marche hanno complessivamente registrato 43 casi di criminalità portuale. Questa cifra corrisponde all'8,7% del totale nazionale. Il porto di Ancona, da solo, si colloca al terzo posto in Italia per numero di episodi, con 40 casi nel medesimo quadriennio.
Tipologie di reati e traffici illeciti
Le attività criminali documentate nel porto di Ancona nel 2025 sono molteplici e diversificate. Tra queste spicca un caso di ricettazione, riguardante il furto di biciclette e attrezzature edili. È stato inoltre registrato un episodio di traffico illecito di rifiuti. Nello specifico, sono state importate dall'Albania circa 58 tonnellate di rifiuti speciali. L'operazione ha coinvolto due società italiane con sede legale in Lombardia. Un altro caso rilevante è stato il furto di 20 kg di rame da un magazzino portuale.
Altri reati hanno riguardato il settore finanziario e il contrabbando. Sono stati accertati due illeciti valutari, ovvero tentativi di importare illegalmente contanti per somme ingenti: 160mila euro e 250mila euro. Si contano inoltre cinque episodi di contrabbando, che hanno interessato diversi settori merceologici. Tra questi figurano prodotti alimentari, sigarette e autovetture. A questi si aggiungono quattro casi legati alla commercializzazione di prodotti contraffatti. Il rapporto evidenzia anche due distinti illeciti relativi al traffico di droga. Sono stati sequestrati 50 kg di hascisc in un'operazione, e 165 kg in un'altra, suddivisi tra 163 kg di marijuana e 2 kg di metanfetamina.
Implicazioni e impatto economico
L'aumento della criminalità nei porti marchigiani solleva serie preoccupazioni per l'economia locale e nazionale. I traffici illeciti, come quello di rifiuti e di merci contraffatte, minano la concorrenza leale e danneggiano le imprese oneste. Il contrabbando, inoltre, sottrae risorse fiscali allo Stato. I sequestri di droga indicano la persistenza di rotte criminali attive nel territorio. L'analisi di Libera sottolinea la necessità di rafforzare i controlli e la cooperazione tra le forze dell'ordine.
La presenza di attività criminali così diversificate nei porti, in particolare ad Ancona, richiede un'attenzione costante. La gestione degli scali marittimi è cruciale per il commercio e la logistica. La loro vulnerabilità a infiltrazioni criminali può avere ripercussioni negative sull'immagine e sull'efficienza del sistema portuale. Il rapporto 'Diario di Bordo' fornisce dati preziosi per orientare le strategie di prevenzione e contrasto.
Le cifre del 2025 evidenziano una tendenza preoccupante che necessita di risposte adeguate. L'incremento del 166% dei casi criminali nei porti marchigiani non può essere sottovalutato. Le autorità competenti sono chiamate a intensificare gli sforzi per garantire la sicurezza e la legalità in queste aree strategiche. La lotta alla criminalità organizzata nei porti è una priorità per la salvaguardia dell'economia e della società.