Il commissario straordinario Guido Castelli indica il Friuli del 1976 come modello di rinascita per l'Appennino centrale colpito dal sisma 2016. La memoria del passato diventa guida per il futuro.
Il ricordo del sisma del Friuli
Il terremoto del Friuli è una pagina dolorosa della storia italiana. Si commemorano le quasi mille vittime di quella tragedia. Lo ha affermato il commissario straordinario per il sisma 2016, Guido Castelli. La data di riferimento è il 6 maggio 1976.
A quasi cinquant'anni di distanza, il dovere di ricordare rimane forte. La volontà di custodire gli insegnamenti di quell'esperienza è altrettanto viva. Queste parole sono state pronunciate in occasione di una ricorrenza significativa.
La Protezione Civile nata dal sisma
La gestione post-sisma del Friuli ha posto le basi per la Protezione Civile. Il Servizio nazionale è nato nel 1981. Per la prima volta sono stati definiti chiaramente gli organi ordinari e straordinari. Questo è un passaggio fondamentale.
Grazie all'intuizione di Giuseppe Zamberletti, le competenze furono definite. Le responsabilità furono assegnate in modo chiaro. Si costruì un sistema organizzato e moderno. Ancora oggi, questo sistema è un punto di riferimento internazionale.
Il sisma 2016 e la legge di ricostruzione
La gestione del terremoto del Friuli ha creato il modello della Protezione Civile attuale. Il sisma del 2016, invece, è diventato un riferimento per la legge 40/2025. Questa legge riguarda la ricostruzione post-calamità. È stata fortemente voluta dal ministro Nello Musumeci.
L'esperienza friulana ha dimostrato la possibilità di rialzarsi. Questo è vero anche di fronte a eventi catastrofici. Le comunità hanno reagito con dignità e determinazione. Hanno ricostruito non solo edifici, ma anche un'identità collettiva più forte.
La tenacia dell'Appennino centrale
La stessa tenacia si ritrova oggi nei territori dell'Appennino centrale. Queste aree sono state colpite dal sisma del 2016. Il cambiamento nella ricostruzione è già in atto. Deve proseguire con determinazione.
È fondamentale fare tesoro delle esperienze maturate. Il modello nato dopo il sisma del Friuli continua a essere una guida preziosa. La memoria non è solo un ricordo. È anche responsabilità, impegno e speranza concreta per il futuro del Paese. Lo ha concluso Castelli.