Dal 7 aprile 2026 entra in vigore una nuova legge che riserva l'uso del termine "artigianale" alle sole imprese iscritte all'Albo. La normativa mira a contrastare la concorrenza sleale e a tutelare i consumatori.
Nuova legge tutela l'artigianato autentico
Una svolta significativa per il settore artigianale italiano è attesa per il 7 aprile 2026. In questa data entrerà in vigore la legge annuale PMI. Essa introduce regole più stringenti sull'uso delle denominazioni “artigianato” e “artigianale”. L'obiettivo è porre fine alla concorrenza sleale. Si vuole valorizzare l'eccellenza del made in Italy.
La normativa riserva l'utilizzo di questi termini esclusivamente alle imprese regolarmente iscritte all'Albo delle imprese artigiane. Questo provvedimento è il risultato di un'intensa attività di Confartigianato. La sua applicazione mira a garantire maggiore trasparenza sia per gli operatori del settore sia per i consumatori finali. La distinzione tra produzioni autentiche e non sarà più ambigua.
Sanzioni per uso improprio del termine
Chi non rispetterà le nuove disposizioni andrà incontro a pesanti sanzioni. Le multe potranno raggiungere l'1% del fatturato. Esisterà comunque un minimo di 25mila euro. Questo meccanismo punitivo è pensato per disincentivare l'uso improprio e ingannevole dei termini legati all'artigianato. L'intento è proteggere il valore del lavoro artigiano autentico.
La legge, come specificato dall'articolo 16 della legge 34/26, vieta esplicitamente l'adozione di denominazioni che richiamino l'artigianato. Questo vale per ditte, insegne, marchi o promozioni di prodotti e servizi. Sarà consentito solo a chi possiede l'iscrizione all'Albo. Inoltre, deve produrre o realizzare direttamente i beni o servizi qualificati come artigianali.
Le Marche, regione leader nell'artigianato
Questa novità normativa assume particolare rilevanza per la regione Marche. La regione vanta infatti primati importanti nel comparto artigiano. È prima in Italia per incidenza di imprese artigiane con dipendenti sul totale. Tale incidenza si attesta al 33,1%, superando la media nazionale del 24,1%. Anche il peso del valore aggiunto artigiano sul totale è notevole, attestandosi al 14%.
Le Marche eccellono anche per incidenza degli addetti nelle imprese artigiane. Qui si raggiunge il 22,2%, contro il 13,4% della media italiana. La Presidente di Confartigianato Marche, Moira Amaranti, sottolinea l'importanza del provvedimento. «Consentirà di distinguere con maggiore chiarezza le produzioni autenticamente artigiane», afferma. Favorirà così «condizioni di concorrenza più eque e aiuterà i consumatori a compiere scelte più consapevoli».
Un passo verso la riforma della legge quadro
La nuova disciplina rappresenta un passo avanti fondamentale. Contrasta efficacemente le forme di concorrenza sleale. Restituisce valore al lavoro artigiano. Garantisce maggiore tutela ai consumatori. La Presidente Moira Amaranti definisce questa norma «fondamentale». La battaglia per un uso corretto del termine artigianale è portata avanti da anni da Confartigianato.
Questo intervento normativo apre anche la strada a una futura riforma complessiva della legge quadro sull'artigianato. La normativa attuale è in vigore da oltre 40 anni. Non risulta più adeguata alle evoluzioni del settore. Le imprese artigiane nelle Marche superano le 38mila unità. Danno occupazione a circa 120mila addetti.