Condividi

Legambiente giudica negativamente il Piano Quinquennale della Regione Marche per le aree protette, lamentando la scarsità di risorse e l'assenza di nuove designazioni, soprattutto marine.

Critiche al piano per le aree protette

L'associazione Legambiente ha espresso forte disappunto riguardo al recente Piano Quinquennale per le aree protette delle Marche. Questo piano, che copre il periodo 2026-2030, è stato definito inadeguato dalla valutazione dell'organizzazione ambientalista. Viene criticata la mancanza di previsioni per l'istituzione di nuove aree protette, sia terrestri che marine. Nonostante vengano indicati criteri per future selezioni, il piano non stanzia fondi adeguati per la loro effettiva creazione o per lo sviluppo di quelle esistenti. Il mare, in particolare, risulta essere un elemento quasi del tutto trascurato all'interno della strategia regionale.

Mancanza di fondi e visione strategica

Marco Ciarulli, presidente di Legambiente Marche, ha sottolineato l'importanza cruciale delle aree protette. Le considera presidi fondamentali per affrontare i cambiamenti climatici e per sostenere l'economia locale. Ha esortato la Regione Marche a dimostrare maggiore audacia nella tutela delle aree marine e terrestri. Secondo Ciarulli, queste aree rappresentano un'opportunità significativa per l'intera regione. Possono generare benefici tangibili per l'ambiente, il turismo, l'economia e la qualità della vita dei residenti. Il Piano Quinquennale, tuttavia, non sfrutta appieno questo potenziale strategico. La critica si concentra sull'allocazione di risorse considerate irrisorie, paragonabili a quelle degli anni '90. La percentuale destinata alle aree protette si attesta attorno allo 0,04% del bilancio regionale totale, una cifra ritenuta trascurabile.

La priorità della tutela marina

L'associazione ambientalista ribadisce con forza la priorità assoluta della tutela del mare. Il Mediterraneo e l'Adriatico sono identificati come ecosistemi fragili e ricchi di biodiversità. Sono particolarmente vulnerabili agli impatti del cambiamento climatico, come le anomalie termiche, la formazione di mucillagini e la pesca eccessiva. La protezione di questi ambienti marini è vista come un impegno costante per Legambiente. L'organizzazione cita l'istituzione dell'Area Marina Protetta della Costa del Conero e dell'Area Marina Protetta della Costa del Piceno come esempi del proprio operato.

Appello per nuove aree marine protette

Antonio Nicoletti, responsabile delle aree protette di Legambiente, ha evidenziato la necessità di lavorare attivamente per l'istituzione di nuove aree marine protette. Ha criticato il blocco del processo di istituzione, che persiste da circa 35 anni. È fondamentale concentrarsi sulla protezione della biodiversità nell'Adriatico. Bisogna salvaguardare il mare e le coste dalla pressione antropica continua. Questa pressione rende gli ecosistemi marini sempre più fragili. Nicoletti ha citato il caso del Mosciolo Selvatico, una specie rara del Monte del Conero, che lo scorso anno ha rischiato l'estinzione. Ha lanciato un appello per l'adozione di misure immediate a tutela del mare.

Sostegno alla trasformazione del Parco del Conero

Infine, Legambiente ha espresso interesse per le proposte legislative volte a trasformare il Parco regionale del Conero in Parco nazionale. Questa trasformazione è vista come un contributo concreto al raggiungimento degli obiettivi nazionali. Si mira a tutelare il 30% del territorio terrestre e marino entro il 2030. Tale passo potrebbe rappresentare un'importante leva per la conservazione e la valorizzazione di un'area di pregio.

Prossimi eventi di Goletta Verde

L'organizzazione ha annunciato un importante appuntamento per il giorno successivo. Si terrà una conferenza stampa presso l'aula didattica della Mole Vanvitelliana, situata in banchina Giovanni da Chio 28. L'evento, previsto per le ore 10:30, servirà a presentare i dati raccolti dal monitoraggio delle acque della costa marchigiana. Questo incontro fa parte delle iniziative di Goletta Verde per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni.