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Una donna di 30 anni ha subito due anni di persecuzioni dall'ex compagno dopo la fine della relazione. L'uomo è stato condannato a un anno di reclusione.

Persecuzione dopo la fine della relazione

Una relazione terminata si è trasformata in un vero incubo per una donna di Ancona. La trentenne ha deciso di interrompere una convivenza segnata da continue violenze verbali e umiliazioni. L'ex compagno, un 36enne residente nella stessa città, non si è arreso alla separazione. Ha intrapreso una serie di azioni volte a riavvicinarsi alla donna. Queste azioni hanno trasformato la sua vita in uno stato di costante timore.

Le indagini della Procura hanno rivelato dettagli agghiaccianti. La convivenza era iniziata in modo positivo. Tuttavia, la situazione è rapidamente degenerata. L'uomo rientrava a casa in stato di ebbrezza. Insultava la compagna anche in presenza dei loro due figli minorenni. La sminuiva e la degradava costantemente. Dopo essere stato allontanato dall'abitazione, la persecuzione è diventata più intensa.

Regali, minacce e pedinamenti ossessivi

L'uomo ha dormito persino in auto davanti all'abitazione della donna. Le inviava regali indesiderati, inclusi mazzi di fiori e lettere. Ha persino coinvolto la nonna della vittima nei suoi tentativi di contatto. Questo comportamento ossessivo è proseguito per quasi due anni. La donna, spaventata per la propria incolumità e quella dei suoi figli, ha deciso di sporgere denuncia. Si è rivolta alla squadra mobile nel marzo 2024.

Tra le minacce più gravi, si ricorda un episodio in strada. L'ex compagno avrebbe pronunciato parole terrificanti: «Vedi questa faccia? Sarà l’ultima cosa che vedrai». Oltre alle minacce dirette, il 36enne avrebbe pedinato la vittima in auto. Le inviava messaggi minatori da numeri diversi e attraverso i social media. Ha lasciato uno striscione con le iniziali dei loro nomi nel giardino di casa.

Danneggiamenti e condanna giudiziaria

Il comportamento persecutorio ha incluso anche il danneggiamento di veicoli. In particolare, sono state danneggiate le gomme e la carrozzeria dell'auto del nuovo compagno della donna. L'uomo ha anche imbrattato il giardino di casa con della vernice. Questi episodi sono stati documentati con foto e video. La vittima è stata costretta a installare telecamere di sorveglianza. Ha dovuto modificare le proprie abitudini quotidiane per cercare di sentirsi più sicura.

Di fronte al giudice Alberto Pallucchini, il 36enne, assistito dagli avvocati Cinzia Molinaro e Diego De Giacomi, ha ricevuto una condanna a un anno di reclusione. La sentenza è arrivata con il rito abbreviato. La pena è stata sospesa. La sospensione è subordinata alla partecipazione dell'uomo a un percorso di recupero. Questo percorso dovrà essere svolto presso un ente o associazione specializzata nella prevenzione e assistenza psicologica per soggetti condannati per stalking.

Risarcimento alla vittima e futuri sviluppi

La vittima, rappresentata dall'avvocato Alessandro Calogiuri, si era opposta a una precedente richiesta di archiviazione del caso. Le è stato riconosciuto un risarcimento di 15mila euro per i danni subiti. L'imputato ha sempre negato i fatti contestati. Ha la possibilità di ricorrere in appello contro la sentenza.

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